
ADAMI, 3 attori - entrée in scène, acrilico su tela, 146x114 cm
Valerio Adami – Figure nel tempo: una mostra da non perdere - aperta fino 21 aprile 2012 – presentata da Maurizio Ferraris e Vincenzo Trione alla Galleria Tega di Milano (click: MAPPA), che ha – con la mostra di Adami – inaugurato i suoi nuovi spazi espositivi (il 28 febbraio). Dai taccuini di Valerio Adami: “Bambino, a Milano, gli anni della guerra; nel giardino sotto casa un pittore veniva ogni mattina, metteva il cavalletto e disegnava gli alberi e tutto quel che vedeva in quel piccolo rettangolo verde, e lì rimaneva fino al tramonto. Fu allora che mi sono detto: questa è la vita che voglio fare. Ora, a settant’anni, lo stile è il mio giardino e io, a questo, lavorerò fino al tramonto”. Adami è indubbiamente uno degli artisti italiani più noti internazionalmente. La pittura – e i disegni! – di Valerio Adami sono stati affrontati, approfonditi, narrati, discussi e consegnati alla storia dell’arte da una quantità di critici, storici, poeti, scrittori e filosofi (uno fra tutti: Jacques Derrida). A noi sembra interessante riproporre, qui, un corposo testo anni sessanta di un altro grande pittore e scrittore che crescette – si può forse dire, data la loro lunga amicizia – con Valerio Adami e percorse quegli anni del dopoguerra e della ricostruzione che furono decisivi per lo sviluppo di una generazione molto solida di artisti. (Per il testo ringraziamo Spazio Tadini di Milano, sede dell’Archivio Emilio Tadini, che ha voluto cortesemente concedercene l’utilizzo). Emilio Tadini, Adami (per una mostra alla Galleria L’Attico, Roma, 1965) > Il buon selvaggio, naturalmente, non sapeva di essere né buono né selvaggio: il segreto della sua innocenza e della sua naturalezza era anche lì, nel suo non sapere. Questi buoni selvaggi che sono, in genere, i pittori americani di ieri e di oggi – la cui bontà, è logico, si riferisce ad una moralità più attuale, e la cui innocenza è debitamente più violenta – sanno benissimo di esserlo. E questo non fa che favorire la loro operazione di conquista. Non sto cercando miseramente di demolire con una battuta alcune tra le situazioni più clamorose della pittura di oggi. Credo di rendermi conto di certe esigenze reali, al di là della massiccia attività di mercato, spietatamente fedele a quel mito della novità sovrastrutturale (della carrozzeria, potremmo dire) che è alla base della civiltà dei consumi: tanto è vero che si sta cercando di infilare a forza nel colombario del museo il corpo ancora vivo e recalcitrante della pop-art, per mettere in circolazione al suo posto la op-art, nata – o scoperta – ieri. >> Continua a leggere

Dadamaino: “Lucio Fontana ha avuto un ruolo determinante nella mia pittura; […] Se non fosse stato Fontana a perforare la tela, probabilmente non avrei osato farlo neppure io. Si asportava totalmente la materia, al punto da rendere visibili anche parti della tela, per eliminare ogni elemento materiale, per privarla di ogni retorica e ritornare così alla tabula rasa, alla purezza. Così sulle tele pulite operai grandi squarci ovoidali, a volte uno solo, grande come tutto il quadro. Dopo questo atto liberatorio rimasi perplessa sul come proseguire. Il come lo trovai interessandomi al futurismo…“. Con queste parole programmatiche, cariche delle frequentazioni intense di Emilia Maino (poi Eduarda, detta Dada e, infine, Dadamaino) della fine degli anni ’50 – a cominciare dal bar Giamaica a Milano nel “fecondissimo” quartiere milanese di Brera – introduciamo questa ulteriore pubblicazione del progetto 2012/2015: 1000 MOSTRE on line MAE Milano Arte Expo. In accordo con Stefano Cortina, segue per intero (180 pagine), qui, la monografia “Dadamaino”, del 2008, edita da Cortina Arte Edizioni in occasione della mostra “Dadamaino – L’Assoluta leggerezza dell’essere” presso L’Associazione Culturale Renzo Cortina di Milano. >> Continua a leggere
L’Istruttoria di Peter Weiss – al Teatro Elfo Puccini di Milano (clicca: MAPPA), sala Fassbinder – è in scena dal 13 al 25 marzo. L’Istruttoria è uno dei più alti esempi di teatro documento che la drammaturgia contemporanea abbia prodotto, è lo spettacolo-cult di Fondazione Teatro Due, presentato da 28 anni ininterrottamente come fondamentale appuntamento con la memoria. Spettacolo visto da generazioni di spettatori (945 repliche per quasi 150.000 spettatori), che ha visto cambiare il pubblico – la sua coscienza – la storia politica e che ha visto crescere i suoi interpreti. Regia Gigi Dall’Aglio. Con Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Gigi Dall’Aglio, Pino L’Abbadessa, Milena Metitieri, Tania Rocchetta. >> Continua a leggere

Damien Hirst, 2-Amino-5-Bromobenzotrifluoride, 2011. Photographed by Prudence Cuming Associates © Damien Hirst and Science Ltd. All rights reserved, DACS 2011. Gift from The Merla Art Foundation, London, 2011
Federica A. Sala – corrispondente di MAE Milano Arte Expo – ha visitato lo splendido museo ARKEN, progettato dall’architetto Søren Robert Lund e inaugurato nel 1996 in occasione della nomina di Copenhagen capitale europea della cultura. Federica A. Sala > Una visita al museo ARKEN trasporta ad una dimensione sospesa, dove tempo e spazio si incontrano distorti, parti di una relazione osmotica esclusiva che restituisce il senso del presente della società contemporanea. Fondato nel 1996 dalla regina Margherita di Danimarca, ha dimostrato sin da subito una marcata identità, che si manifesta visibilmente nella sua architettura: la forma richiama metaforicamente un’arca, spazio di preservazione; è una citazione materiale che pronuncia la sua propria definizione di arte, concetto la cui evoluzione non ha mai osservato arresto, come veicolo di redenzione in una realtà plasmata da materialismo e consumismo. >> Continua a leggere

La dinastia BRUEGHEL apre sabato 24 marzo 2012 (fino 29 luglio) alla Villa Olmo di Como (click: MAPPA e INFO). L’esposizione ripercorre la storia della più importante stirpe di artisti fiamminghi attivi tra il XVI e il XVII secolo, attraverso 70 dipinti e 30 tra disegni e grafiche dei maggiori esponenti. Il percorso espositivo si apre e ruota attorno al capolavoro I sette peccati capitali di Hieronymus Bosch – che giunge in Italia per la prima volta – maestro che è stato il punto di riferimento stilistico di Pieter Brueghel il Vecchio. >> Continua a leggere

Alberto Korda Senza Titolo Silver print - carta politenata cm36,5x23,5 stampata 1992/4 - Courtesy MUSEO KEN DAMY - BRESCIA
Alberto Dìaz Gutièrrez (1928-2001) è planetariamente noto come Alberto Korda. Avrebbe potuto essere un classico fotografo di moda cubano, invece incontrò la Storia e si ritrovò a vivere un periodo irripetibile e memorabile: la Rivoluzione cubana, diventando fotografo personale di Fidel Castro. Fino al 28 aprile 2012 Ca’ di Fra’ Arte Contemporanea di Milano (click: MAPPA) dedica ad Alberto Korda una mostra da non perdere. > Manuela Composti: Per dieci anni seguì Fidel Castro ovunque, considerando questa chiamata un onore; eppure la sua fama mondiale doveva legarsi ad un altro uomo: Ernesto “Che” Guevara. Universalmente noto lo scatto: il “Guerrillero Heroico”; l’indomabile ed indomato Che; sguardo fermo seppur velato rivolto alla folla riunita per il funerale delle vittime della nave La Coubre (5 marzo 1960). >> Continua a leggere

Ori Gersht, Untitled, 2006 (Time After Time series) LVT print, cm 40 x 30 - Courtesy dell’artista e Brand New Gallery, Milano
Brand New Gallery di Milano (click: MAPPA) inaugura giovedì 1 marzo 2012, dalle ore 19.00 alle 21.00,la mostra Still and Forever, prima personale italiana dell’artista israeliano Ori Gersht. Opere di Gersht (nato a Tel Aviv nel 1967) sono state esposte alla Tate Britain e alla Tate Modern, al Victoria and Albert Museum, al Tel Aviv Museum, Frankfurter Kunsverein, al Jewish Museum di New York e all’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington. > comunicato stampa > Attraverso la creazione di scenari sublimi che diventano precipitosamente inquietanti per mezzo di una decadenza improvvisa e graduale, le opere di Ori Gersht rendono momenti prolungati di suspense grazie all’uso della fotografia in stop-motion e del film al rallentatore. >> Continua a leggere

Kerstin Braetsch Blocked Radiants (for Ioana), for DAS INSTITUT, 2011 oil on paper 72" x 110"
Con inaugurazione: mercoledì 22 febbraio 2012 dalle 19.00 alle 21.00, due mostre in parallelo: La galleria Giò Marconi (click: MAPPA) è lieta di presentare Glow Rod Tanning with…, prima personale di Kerstin Brätsch (1979, vive e lavora a New York). Per l’occasione l’artista presenterà nuovi dipinti su mylar, esposti attraverso l’uso di magneti, barre metalliche o su strutture autoportanti parzialmente illuminate da luce al neon. Completano l’allestimento alcuni elementi realizzati dal designer italiano Martino Gamper, che si offrono in maniera modulare come supporto ai dipinti. Le piattaforme di Gamper uniranno idealmente la mostra di Kerstin Brätsch al progetto COMCORRÖDER, presentato in contemporanea da Adele Röder (1980, vive e lavora a New York) presso la sede di Kaleidoscope, in via Masera di fronte al civico 10 (click: MAPPA). >> Continua a leggere

Immagine tratta da Le Mystère Picasso (1956)
VISIONI D’ARTE al Museo Diocesano di Milano (click: MAPPA) culmina (domenica 18 marzo) con la proiezione di: Picasso & Braque Go to the Movies (2008) di Arne Glimcher - lungometraggio non ancora distribuito in Italia (click: TRAILER). Nel cast, Martin Scorsese, coproduttore del film, e Julian Schnabel. L’opera mette a fuoco l’influenza giocata dalla tecnica cinematografica sulla nascita del cubismo e delle nuove esperienze artistiche dei primi decenni del Novecento. - Cinque appuntamenti, ogni domenica alle 16.00, approfondiranno alcune tra le pagine più significative della storia dell’arte e dei suoi protagonisti. Il primo incontro si terrà domenica 19 febbraio con I musei vanno in guerra, una narrazione con taglio cinegiornalistico sulla salvaguardia dei capolavori dei musei italiani durante la seconda guerra mondiale. > Continua a leggere

Lisa Sotilis, Adone, 2006, Bronzo lucidato, 100 x 60 cm
La Grecia è nel dramma di una tempesta politica, economica, finanziaria che riguarda il futuro di ogni cittadino europeo. Cambiare per sopravvivere. Ma può davvero ripartire l’economia senza rifondare sulla cultura e sull’arte il senso profondo e unico dell’agire sociale dell’uomo? Il Ministero degli Affari Esteri e della cultura della Grecia, in collaborazione con il Centro Ellenico di Cultura, la Comunità Ellenica e il Club Unesco aprono a Spazio Tadini (click: MAPPA) a Milano la rassegna Ritorno al Mediterraneo con cinque artisti greci di calibro internazionale: Lisa Sotilis – madrina della mostra evento – e Vivien Dimitrakopoulou, Genny Kodonidou, Dimitris Hordakis, Athena Nikolaou. L’inaugurazione a Spazio Tadini è giovedì 16 febbraio 2012 alle ore 20, alla presenza del vice ministro alla Cultura della Grecia, Georgios Nikitiadis. LOGOS e PATHOS valgono più di SPREAD e DEFAULT... > Continua a leggere

Tiziano Vecellio, Nascita di Adone, olio su tavola, ante 1511, Padova, Musei Civici, Museo d’Arte Medievale e Moderna
Palazzo Reale di Milano: da giovedì 16 febbraio al 20 maggio 2012 la mostra Tiziano e la nascita del paesaggio moderno, promossa dal Comune di Milano – Cultura, Moda, Design e Palazzo Reale, in collaborazione con Civita e GAmm Giunti, che ha edito il catalogo. (click:LINK all’articolo già on line sulla mostra). Riceviamo e qui volentieri pubblichiamo, sul tema dell’invenzione del paesaggio in arte un intervento di Gustavo Bonora: Si dice che da una lettera di Tiziano all’imperatore Filippo II nasca la parola “paese” e la cognizione di paesaggio nella sua accezione moderna. Che da Tiziano venga messo al mondo il paradigma del paesaggio, trovo la cosa un po’ forzata, perché, anche solo a memoria, mi sembra che, dai mosaici ellenistici alla pittura pompeiana, come in tutta l’iconografia celebrativa, si contempli il paesaggio come complemento della narrazione, che sia lo sfondo delle rappresentazioni mitologiche, delle cronache, o della religione, il paesaggio è all’ordine della necessità narrativa. continua > Continua a leggere

Il Guardiano di Pinter regia Lorenzo Loris da sx Gigio Alberti Mario Sala FOTO Agneza Dorkin - al Teatro Out Off di Milano
Imperdibile versione de Il Guardiano (The Caretaker) di Harold Pinter. Per chi va raramente a teatro un’occasione per innamorarsene e prendere (o riprendere) il vizio! Da giovedì 9 febbraio al 4 marzo 2012 al Teatro Out Off di Milano (click: MAPPA). PREMIO DELLA CRITICA 2011 - Motivazione: Da “Terra di nessuno” fino a quest’ultimo ” Il guardiano” Lorenzo Loris, regista storico del milanese Teatro Out Off, é ormai diventato uno specialista di messinscene pinteriane. In quest’ultimo lavoro, parabola sugli inconciliabili conflitti fra due fratelli “reclusi” in una stanza, metafora di una società alla deriva, luogo di incomprensioni e rifiuti, la regia di Loris colpisce per asciuttezza di segno, per sobrietà di stile e per una inedita ambientazione lombarda che occhieggia al fondo della scena; una plumbea, nebbiosa atmosfera della periferia milanese che sembra innervare anche l’interpretazione dei tre protagonisti- gli splendidi Mario Sala, Gigio Alberti e Alessandro Tedeschi, risolvendo altresì in maniera originale la rarefatta, spettrale, inquietante trama pinteriana. Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, Firenze 17 ottobre 2011 > Continua a leggere