FRANCO FOSSA, MOSTRA ANTOLOGICA 1955 -1999, CIVICA GALLERIA D’ARTE MODERNA, Comune di Gallarate,14 Marzo – 11 Aprile 1999. “(…) L’individuo nel “non luogo” perde tutte le sue caratteristiche e i ruoli personali per continuare ad esistere solo ed esclusivamente come utente, numero. La ricerca artistica di Fossa, già dagli anni Settanta, precorre e racconta queste tematiche. Sul finire degli anni Ottanta termina la produzione degli “Ambienti”, per lasciare spazio alle opere definite “Piani-superfici”. In esse scompare la scatola contenitore. Lo spazio in cui l’uomo può muoversi, ma anche impantanarsi – come in “Palude” o in “Ginepraio” – smarrirsi – come in “Labirinto” – diventa ipoteticamente piano, infinito. (…) – Cristina Palmieri” - Continua il progetto 1000 Mostre dal dopoguerra a oggi di MAE Milano Arte Expo. Cristina Palmieri firma il breve saggio FRANCO FOSSA, IL PRECURSORE (seguono i testi e, in ultimo, tutte le immagini del catalogo che fu realizzato nel 1999, con un saggio critico di Andrea B. del Guercio e una breve antologia critica con scritti di Mario De Micheli, Giorgio Seveso, Aurelio Natali, Marina De Stasio. >> Continua a leggere

Paolo Ulian, Finger biscuit, 2004
ULTRABODY. 208 opere tra Arte e Design inaugura giovedì 19 aprile (e fino 17 giugno 2012) al Castello Sforzesco di Milano, Sale Viscontee. Orari: dal martedì alla domenica, dalle 9.00 alle 17.30. Durante i giorni del Salone del Mobile (dal 19 al 22 aprile), la mostra rimarrà aperta fino alle 23.00, a ingresso gratuito. L’esposizione è a cura di Beppe Finessi e presenterà una selezione di lavori realizzati dai più significativi protagonisti della scena internazionale del design e delle arti visive che, a partire dal “corpo”, coinvolgeranno l’antropologia, la sociologia, il costume, la società, la tecnologia e l’estetica contemporanea. > c. stampa > ULTRABODY. 208 opere tra Arte e Design è una mostra tematica, dedicata all’influenza che il corpo umano ha esercitato nella creatività contemporanea, spaziando tra l’arte e il design, ma anche tra l’architettura, l’arredamento, le arti applicate, la moda e i gioielli. >> Continua a leggere

ADAMI, 3 attori - entrée in scène, acrilico su tela, 146x114 cm
Valerio Adami – Figure nel tempo: una mostra da non perdere - aperta fino 21 aprile 2012 – presentata da Maurizio Ferraris e Vincenzo Trione alla Galleria Tega di Milano (click: MAPPA), che ha – con la mostra di Adami – inaugurato i suoi nuovi spazi espositivi (il 28 febbraio). Dai taccuini di Valerio Adami: “Bambino, a Milano, gli anni della guerra; nel giardino sotto casa un pittore veniva ogni mattina, metteva il cavalletto e disegnava gli alberi e tutto quel che vedeva in quel piccolo rettangolo verde, e lì rimaneva fino al tramonto. Fu allora che mi sono detto: questa è la vita che voglio fare. Ora, a settant’anni, lo stile è il mio giardino e io, a questo, lavorerò fino al tramonto”. Adami è indubbiamente uno degli artisti italiani più noti internazionalmente. La pittura – e i disegni! – di Valerio Adami sono stati affrontati, approfonditi, narrati, discussi e consegnati alla storia dell’arte da una quantità di critici, storici, poeti, scrittori e filosofi (uno fra tutti: Jacques Derrida). A noi sembra interessante riproporre, qui, un corposo testo anni sessanta di un altro grande pittore e scrittore che crescette – si può forse dire, data la loro lunga amicizia – con Valerio Adami e percorse quegli anni del dopoguerra e della ricostruzione che furono decisivi per lo sviluppo di una generazione molto solida di artisti. (Per il testo ringraziamo Spazio Tadini di Milano, sede dell’Archivio Emilio Tadini, che ha voluto cortesemente concedercene l’utilizzo). Emilio Tadini, Adami (per una mostra alla Galleria L’Attico, Roma, 1965) > Il buon selvaggio, naturalmente, non sapeva di essere né buono né selvaggio: il segreto della sua innocenza e della sua naturalezza era anche lì, nel suo non sapere. Questi buoni selvaggi che sono, in genere, i pittori americani di ieri e di oggi – la cui bontà, è logico, si riferisce ad una moralità più attuale, e la cui innocenza è debitamente più violenta – sanno benissimo di esserlo. E questo non fa che favorire la loro operazione di conquista. Non sto cercando miseramente di demolire con una battuta alcune tra le situazioni più clamorose della pittura di oggi. Credo di rendermi conto di certe esigenze reali, al di là della massiccia attività di mercato, spietatamente fedele a quel mito della novità sovrastrutturale (della carrozzeria, potremmo dire) che è alla base della civiltà dei consumi: tanto è vero che si sta cercando di infilare a forza nel colombario del museo il corpo ancora vivo e recalcitrante della pop-art, per mettere in circolazione al suo posto la op-art, nata – o scoperta – ieri. >> Continua a leggere

Dadamaino: “Lucio Fontana ha avuto un ruolo determinante nella mia pittura; […] Se non fosse stato Fontana a perforare la tela, probabilmente non avrei osato farlo neppure io. Si asportava totalmente la materia, al punto da rendere visibili anche parti della tela, per eliminare ogni elemento materiale, per privarla di ogni retorica e ritornare così alla tabula rasa, alla purezza. Così sulle tele pulite operai grandi squarci ovoidali, a volte uno solo, grande come tutto il quadro. Dopo questo atto liberatorio rimasi perplessa sul come proseguire. Il come lo trovai interessandomi al futurismo…“. Con queste parole programmatiche, cariche delle frequentazioni intense di Emilia Maino (poi Eduarda, detta Dada e, infine, Dadamaino) della fine degli anni ’50 – a cominciare dal bar Giamaica a Milano nel “fecondissimo” quartiere milanese di Brera – introduciamo questa ulteriore pubblicazione del progetto 2012/2015: 1000 MOSTRE on line MAE Milano Arte Expo. In accordo con Stefano Cortina, segue per intero (180 pagine), qui, la monografia “Dadamaino”, del 2008, edita da Cortina Arte Edizioni in occasione della mostra “Dadamaino – L’Assoluta leggerezza dell’essere” presso L’Associazione Culturale Renzo Cortina di Milano. >> Continua a leggere

Will Benedict, Pro Choice, 2010, Gouache on foamcore, gouache on canvas, photocollage, glass, tape, 108 x 155 cm
La galleria Giò Marconi di Milano (click: MAPPA) inaugura venerdì 13 aprile 2012 dalle 19.00 alle 22.00 (in occasione della notte bianca di MiArt) la prima personale di Will Benedict (1978, vive e lavora a Vienna). > c. stampa > Nel 2008 Will Benedict inizia la serie “Post Card”: imitando su foamcore – uno strato di poliuretano espanso racchiuso da 2 fogli di cartone bianco – il retro di una cartolina vuota, Will lavora sul tema della comunicazione e del ruolo della pittura nella contemporaneità. La linea verticale che separa lo spazio dell’indirizzo da quello del testo e il piccolo dipinto nell’angolo solitamente destinato al francobollo si prestano a questo gioco: spesso le sue “cartoline” non hanno un destinatario, o in alcuni casi si limitano o più genericamente al classico messaggio “Vorrei fossi qui”; altre invece, come quella per Silvio Berlusconi (2011), contengono una nota scritta a mano, poco leggibile, che recita “Buona fortuna con l’indigestione”… >> Continua a leggere

Alberto Korda Senza Titolo Silver print - carta politenata cm36,5x23,5 stampata 1992/4 - Courtesy MUSEO KEN DAMY - BRESCIA
Alberto Dìaz Gutièrrez (1928-2001) è planetariamente noto come Alberto Korda. Avrebbe potuto essere un classico fotografo di moda cubano, invece incontrò la Storia e si ritrovò a vivere un periodo irripetibile e memorabile: la Rivoluzione cubana, diventando fotografo personale di Fidel Castro. Fino al 28 aprile 2012 Ca’ di Fra’ Arte Contemporanea di Milano (click: MAPPA) dedica ad Alberto Korda una mostra da non perdere. > Manuela Composti: Per dieci anni seguì Fidel Castro ovunque, considerando questa chiamata un onore; eppure la sua fama mondiale doveva legarsi ad un altro uomo: Ernesto “Che” Guevara. Universalmente noto lo scatto: il “Guerrillero Heroico”; l’indomabile ed indomato Che; sguardo fermo seppur velato rivolto alla folla riunita per il funerale delle vittime della nave La Coubre (5 marzo 1960). >> Continua a leggere

Ori Gersht, Untitled, 2006 (Time After Time series) LVT print, cm 40 x 30 - Courtesy dell’artista e Brand New Gallery, Milano
Brand New Gallery di Milano (click: MAPPA) inaugura giovedì 1 marzo 2012, dalle ore 19.00 alle 21.00,la mostra Still and Forever, prima personale italiana dell’artista israeliano Ori Gersht. Opere di Gersht (nato a Tel Aviv nel 1967) sono state esposte alla Tate Britain e alla Tate Modern, al Victoria and Albert Museum, al Tel Aviv Museum, Frankfurter Kunsverein, al Jewish Museum di New York e all’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington. > comunicato stampa > Attraverso la creazione di scenari sublimi che diventano precipitosamente inquietanti per mezzo di una decadenza improvvisa e graduale, le opere di Ori Gersht rendono momenti prolungati di suspense grazie all’uso della fotografia in stop-motion e del film al rallentatore. >> Continua a leggere

Gianluigi Colin, Mercurio/In God We Trust, 2008-‐2011 stampa con pigmenti naturali su carta da quotidiano 175 x 290 cm - Fondazione Marconi di Milano
Fondazione Marconi di Milano (click: MAPPA) inaugura venerdì 13 aprile 2012, alle ore 18, la mostra Mitografie di Gianluigi Colin. Mitografie propone parte della importante mostra realizzata qualche mese fa al museo IVAM (Instituto Valenciano de Arte Moderno) di Valencia. Dodici opere di grande formato suddivise in quattro gruppi: Venere, Marte, Saturno e Mercurio. Gillo Dorfles: “Colin – rivendicatore e “decontesatatore” di un’arte elaborata e sublimata “con le sue mani” – finisce per ottenere un’immagine mitica del nostro tempo e insieme ammonitrice di vicende future. Ma restituisce anche – e va sottolineato – un’immagine plastica e figurativa (senza bisogno di pennelli di sgorbi che spesso ne tradiscono l’autentica valenza). Un’ immagine, in definitiva, che testimonia molto bene l’aspetto della più recente creatività italiana. E che non ha bisogno di ostentare le etichette di “arte” o di cronaca. C’è solo un modo davvero appropriato per commentare queste opere: “mitografia estetica“. Per l’occasione sarà pubblicato il Quaderno della Fondazione n. 7 una pubblicazione che raccoglie immagini delle opere esposte, fotografie, con testi di Giorgio Marconi, Arturo Carlo Quintavalle, Gillo Dorfles, Barbara Rose, Vincenzo Trione, Arturo Pèrez-Reverte, Emilio Tadini. >> Continua a leggere

Tiziano Vecellio, Nascita di Adone, olio su tavola, ante 1511, Padova, Musei Civici, Museo d’Arte Medievale e Moderna
Palazzo Reale di Milano: da giovedì 16 febbraio al 20 maggio 2012 la mostra Tiziano e la nascita del paesaggio moderno, promossa dal Comune di Milano – Cultura, Moda, Design e Palazzo Reale, in collaborazione con Civita e GAmm Giunti, che ha edito il catalogo. (click:LINK all’articolo già on line sulla mostra). Riceviamo e qui volentieri pubblichiamo, sul tema dell’invenzione del paesaggio in arte un intervento di Gustavo Bonora: Si dice che da una lettera di Tiziano all’imperatore Filippo II nasca la parola “paese” e la cognizione di paesaggio nella sua accezione moderna. Che da Tiziano venga messo al mondo il paradigma del paesaggio, trovo la cosa un po’ forzata, perché, anche solo a memoria, mi sembra che, dai mosaici ellenistici alla pittura pompeiana, come in tutta l’iconografia celebrativa, si contempli il paesaggio come complemento della narrazione, che sia lo sfondo delle rappresentazioni mitologiche, delle cronache, o della religione, il paesaggio è all’ordine della necessità narrativa. continua > Continua a leggere