DANZA BUTOH - Tatsumi Hijikata - di SARA PULICI. Hijikata Tatsumi nasce ad Akira nel 1928 con il nome di Kunio Yoneyama ed è considerato insieme a Kazuo Ōno (leggi articolo >) il padre fondatore del Butō – danza Butoh. Come Kazuo Ōno anche Hijikata comincia il suo percorso artistico studiando danza moderna, prima nel suo paese d’origine con Katsuko Matsumura (allieva di Takaya Eguchi che aveva studiato in Europa con Mary Wigman) e successivamente, arrivato a Tokyo, con Mitsuko Ando dove conosce e danza con Kazuo Ōno. Nel 1956 danza nelle performance di Ando con il nome di Kunio Hijikata e nel 1958 comincia a danzare sotto lo pseudonimo che lo renderà conosciuto in tutto il mondo, quello di: Tatsumi Hijikata. Il definitivo debutto di Hijikata risale al 1959 con la controversa performance Kinjiki(Colori proibiti), quella che viene considerata la prima performance butō, i corpi in scena sono quelli di Tatsumi Hijikata e Yoshito Ōno (figlio di Kazuo allora appena quindicenne). Il titolo Kinjiki (Colori Proibiti), è tratto dal libro omonimo dello scrittore Yukio Mishima, il tema di entrambi: l’omosessualità. > Continua a leggere
Fondazione Marconi aderisce al progetto Documenti d’Arte del Novecento di Milano Arte Expo con una vasta mole di materiale storico che verrà messo on line. Altre gallerie e fondazioni stanno unendosi a questo cospicuo e progressivo piano di lavoro. Per chi fosse interessato a collaborare: milanoartexpo@gmail.com. Il testo che segue è stato pubblicato nel fascicolo Studio Marconi Documenti n° 8 del 1982. La nuova pittura tedesca – “Una buona opera d’arte è nazionale, ma l’opera d’arte nazionale è brutta”. Di Johannes Gachnang - All’inizio: Berlino. Lautréamont, Artaud così come artisti quali Derain, Balthus e Gruber o ancora Fautrier vi erano, all’inizio degli anni Sessanta, al centro delle discussioni. Di questo stato d’animo, la retrospettiva Jean Paulhan à travers ses peintres (Parigi 1974) rese conto in modo affascinante: sottolineò l’eccezionale continuità, la concentrazione che costituiscono per noi oggi le caratteristiche esemplari di questo periodo — della nostra epoca. Le discussioni giravano ugualmente intorno alla pittura di Stringberg e di Schoenberg, ai disegni di Hill e di Josephson, opere che la mia generazione scoprì per conto proprio, contemporaneamente a L’entrata di Cristo a Bruxelles di Ensor, in occasione dell’esposizione che il Consiglio d’Europa consacrò alle Sources du XX siede (Parigi, autunno 1960). Questa eccezionale esposizione mostrava, quasi in tutta la sua estensione, l’apporto creatore degli anni 1884-1914. Capitale tradizionale delle arti, Parigi, lo si vede, continuava in quegli anni a giocare il suo ruolo, alimentava da noi il dibattito artistico e sembrava incontrare gli interessi specifici tedeschi. >> Continua a leggere
Leonardo da Vinci Adorazione dei Magi. Grazie al sostegno degli Amici degli Uffizi, il capolavoro di Leonardo, dipinto su tavola, raffigurante l’Adorazione dei Magi (cm 246×243), iniziato nel 1481 per il monastero di San Donato a Scopeto e lasciato incompiuto, è stato trasferito dalla Galleria degli Uffizi al Laboratorio di restauro dell’Opificio delle Pietre Dure alla Fortezza da Basso. L’Adorazione dei Magi è stata sottoposta a una serie di indagini diagnostiche non invasive, per comprendere lo stato di conservazione del supporto ligneo (che è stato modificato dimensionalmente nel tempo), e della superficie pittorica preliminare che Leonardo aveva iniziato a comporre. E’ di capitale importanza per la storia del quadro e della sua conservazione, che vede la collaborazione di due dei massimi istituti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Continua a leggere
CARAVAGGIO: I bari a confronto - Il giovane Caravaggio nella casa del cardinale Francesco Maria del Monte - Palazzo Museo Bourbon del Monte, Monte S. Maria Tiberina (MAPPA) 29 settembre – 7 ottobre 2012. La mostra, a cura di Pierluigi Carofano, mette a confronto il dipinto di Caravaggio recentemente ritrovato – I Bari – replica autografa della tela posseduta dal cardinale Francesco Maria del Monte (oggi conservata al Kimbell Art Museum di Forth Worth, in Texas) ed una sua copia coeva, anch’essa inedita. > Milano Arte Expo ringrazia l'ufficio stampa Patrizia Cavalletti Comunicazione per il testo e le immagini > Del dipinto I bari di Caravaggio, esposto al pubblico per la prima volta, sarà possibile apprezzare anche le fasi tecniche e costruttive, grazie alle indagini non invasive effettuate per l’occasione e che verranno esposte a fianco del dipinto. La mostra affronterà anche il rapporto che legò la figura del cardinale del Monte al giovane Caravaggio sul finire del Cinquecento e per ammirare opere, per la maggior parte inedite, di artisti attivi in quegli anni a Roma, di cultura affine a quella di Caravaggio o impegnati a fornire risposte diverse al provocante naturalismo del grande maestro lombardo. >> Continua a leggere
WASSILY KANDINSKY. Dalla Russia all’Europa - Pisa, Palazzo Blu (MAPPA). Cinquanta opere di Kandinsky, padre dell’astrattismo, che comprendono il periodo fra il 1901 e il 1922 (dal 1922, lasciando la Russia, al 1933 Kandinsky lavorerà come insegnante al Bauhaus …). La mostra a Pisa, Palazzo Blu, è ideata e curata da Eugenia Petrova, direttrice aggiunta del Museo di San Pietroburgo in collaborazione con Claudia Beltramo Ceppi. Dal 13 ottobre 2012 al 3 febbraio 2013. - Dalla postfazione di Elena Pontiggia a Lo spirituale nell’arte (edito da SE): ” Nell’agosto del 1910, a Murnau in Baviera, Wassily Kandinsky
termina uno degli scritti più singolari del secolo. Si intitola Lo spirituale nell’arte. Non è una dichiarazione di poetica, non è un trattato di estetica, non è un manuale di tecnica pittorica. E un libro di profezie laiche, in cui misticismo e filosofia dell’arte, meditazioni metafisiche e segreti artigianali si sovrappongono e si confondono, nel presentimento di un’arte nuova.” Scrive Kandinsky: “La nostra inadeguatezza in pittura ci impedisce di capire una composizione con colori e forme completamente liberi. Avvertiamo solo un’emozione nervosa (come del resto di fronte a opere di arte applicata), limitata appunto ai nervi, incapace di coinvolgerci. Se pensiamo però alla velocità travolgente della svolta che ha rovesciato anche la base più « solida » della vita spirituale, cioè la scienza positiva, portandola alle soglie della dissoluzione della materia, possiamo affermare che solo poche « ore » ci separano dalla composizione pura.(…)” >> Continua a leggere

TINTORETTO MUSEO DIOCESIANO, Jacopo Robusti, detto Tintoretto, Ultima Cena 1574-75, Olio su tela, 228 x 535 cm Venezia, Chiesa di San Polo
L’ultima cena di Tintoretto dal 14 al 19 giugno 2012, al Museo Diocesano di Milano (MAPPA). L’ultima cena, realizzata dal maestro veneziano (Jacopo Robusti, detto Tintoretto, 1519-1594) tra il 1574 e il 1575. Il recente restauro – finanziato da Cariparma Crédit Agricole - ha permesso di trasportare la tela fuori da Venezia per la prima volta da quando è stata dipinta. L’opera, da sempre nella chiesa di San Polo, ha lasciato la città lagunare per essere parte della mostra monografica dedicata a Tintoretto, in corso fino al 10 giugno alle Scuderie del Quirinale di Roma (INFO e Biglietti). Il Museo milanese sarà dunque l’ultima tappa di un percorso che la condurrà nuovamente nel luogo in cui è stata conservata dal XVI secolo a oggi. Giorgio Vasari, suTintoretto: Il più terribile cervello che abbia mai avuto la pittura >> Continua a leggere
Giorgio de Chirico. Catalogo ragionato dell’opera sacra di Silvana editoriale (www.silvanaeditoriale.it) riunisce per la prima volta i lavori nell’ambito dell’arte sacra realizzati da de Chirico (Volos, 1888 – Roma, 1978), indagando così – a cura di Giovanni Gazzaneo e Elena Pontiggia, e promosso da Crocevia Fondazione Alfredo e Teresita Paglione in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico - uno degli aspetti meno conosciuti della sua produzione e presentando oltre 150 opere, inedite o di rara pubblicazione, tra dipinti, sculture e disegni. Elena Pontiggia: “Analizzare i temi religiosi, e specificamente cristiani, nell’arte di de Chirico significa prima di tutto porsi un problema di metodo: quali sue opere, al di là di quanto suggerisce il titolo, vogliono realmente rappresentare un soggetto biblico o evangelico? (…) Nel 1919 de Chirico dipinge Il figliol prodigo, un tema a cui aveva già dedicato un disegno nel 1917 e che in seguito riprenderà molte volte. Non ha in mente, però, di raffigurare la parabola narrata da Luca. O, meglio, attraverso una vaga allusione alla pagina evangelica vuole teorizzare soprattutto il ritorno al mestiere degli antichi, alle leggi dell’arte, all’esempio del passato. >> Continua a leggere

Pablo Picasso, La Minotauromachia, 1935 Acquaforte e raschietto, Collezione privata © Succession Picasso, by SIAE 2012
Per la prima volta in Italia, nelle sale dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti (clicca: MAPPA), 150 opere racconteranno l’intenso rapporto tra il mercante d’arte Ambroise Vollard e quello che diventerà il più grande artista del XX secolo. Da venerdì 6 aprile all’8 luglio 2012, la mostra PICASSO e VOLLARD. Il genio e il mercante che illustra il lungo e contrastato sodalizio intercorso tra il mercante d’arte Ambroise Vollard e Pablo Picasso. > c. stampa > L’iniziativa, ideata e organizzata da GAmm Giunti in collaborazione con l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, curata da Claudia Beltramo Ceppi, propone, nelle sale di Palazzo Franchetti, un percorso espositivo con oltre 150 opere, tra cui la serie completa delle 100 incisioni della Suite Vollard, la Minotauromachia, forse l’assoluto capolavoro grafico di Picasso, le 30 acqueforti originali per l’Histoire Naturelle di Buffon, le acqueforti dei Saltimbanchi. >> Continua a leggere

Dadamaino: “Lucio Fontana ha avuto un ruolo determinante nella mia pittura; […] Se non fosse stato Fontana a perforare la tela, probabilmente non avrei osato farlo neppure io. Si asportava totalmente la materia, al punto da rendere visibili anche parti della tela, per eliminare ogni elemento materiale, per privarla di ogni retorica e ritornare così alla tabula rasa, alla purezza. Così sulle tele pulite operai grandi squarci ovoidali, a volte uno solo, grande come tutto il quadro. Dopo questo atto liberatorio rimasi perplessa sul come proseguire. Il come lo trovai interessandomi al futurismo…“. Con queste parole programmatiche, cariche delle frequentazioni intense di Emilia Maino (poi Eduarda, detta Dada e, infine, Dadamaino) della fine degli anni ’50 – a cominciare dal bar Giamaica a Milano nel “fecondissimo” quartiere milanese di Brera – introduciamo questa ulteriore pubblicazione del progetto 2012/2015: 1000 MOSTRE on line MAE Milano Arte Expo. In accordo con Stefano Cortina, segue per intero (180 pagine), qui, la monografia “Dadamaino”, del 2008, edita da Cortina Arte Edizioni in occasione della mostra “Dadamaino – L’Assoluta leggerezza dell’essere” presso L’Associazione Culturale Renzo Cortina di Milano. >> Continua a leggere

La dinastia BRUEGHEL apre sabato 24 marzo 2012 (fino 29 luglio) alla Villa Olmo di Como (click: MAPPA e INFO). L’esposizione ripercorre la storia della più importante stirpe di artisti fiamminghi attivi tra il XVI e il XVII secolo, attraverso 70 dipinti e 30 tra disegni e grafiche dei maggiori esponenti. Il percorso espositivo si apre e ruota attorno al capolavoro I sette peccati capitali di Hieronymus Bosch – che giunge in Italia per la prima volta – maestro che è stato il punto di riferimento stilistico di Pieter Brueghel il Vecchio. >> Continua a leggere

Gustav Klimt, Nudo di donna in piedi vista di schiena, le braccia flesse orizzontalmente, 1917-1918 matita, Collezione privata
Gustav Klimt – Disegni intorno al fregio di Beethoven – allo Spazio Oberdan di Milano (click:MAPPA) fino al 6 maggio 2012. Recensione di Cristina Celario per MAE Milano Arte Expo > In occasione del 150° anniversario della nascita di Gustav Klimt, lo spazio Oberdan in collaborazione con Alef – cultural project management ha realizzato una piccola mostra per omaggiare il grande artista austriaco. Poche opere originali del maestro, in tutto solo diciotto disegni provenienti da alcune collezioni private di New York, che tuttavia, grazie a un buon apparato didattico e documentaristico, guidano alla comprensione del capolavoro klimtiano. >> Continua a leggere

Alberto Korda Senza Titolo Silver print - carta politenata cm36,5x23,5 stampata 1992/4 - Courtesy MUSEO KEN DAMY - BRESCIA
Alberto Dìaz Gutièrrez (1928-2001) è planetariamente noto come Alberto Korda. Avrebbe potuto essere un classico fotografo di moda cubano, invece incontrò la Storia e si ritrovò a vivere un periodo irripetibile e memorabile: la Rivoluzione cubana, diventando fotografo personale di Fidel Castro. Fino al 28 aprile 2012 Ca’ di Fra’ Arte Contemporanea di Milano (click: MAPPA) dedica ad Alberto Korda una mostra da non perdere. > Manuela Composti: Per dieci anni seguì Fidel Castro ovunque, considerando questa chiamata un onore; eppure la sua fama mondiale doveva legarsi ad un altro uomo: Ernesto “Che” Guevara. Universalmente noto lo scatto: il “Guerrillero Heroico”; l’indomabile ed indomato Che; sguardo fermo seppur velato rivolto alla folla riunita per il funerale delle vittime della nave La Coubre (5 marzo 1960). >> Continua a leggere

Ivana Salis per MAE Milano Arte Expo > Le stive e gli abissi – L’archeologia e i mari della Sardegna, dalle navi di bronzo allo scavo subacqueo. Cagliari, Centro d’arte e cultura “Il Ghetto” (click: MAPPA), 18 febbraio – 13 maggio 2012. – E Navi di bronzo. Oristano, Antiquarium Arborense (click: MAPPA), 14 febbraio – 9 aprile 2012. - Due sezioni per una mostra che parla degli incontri fra tre popolazioni, i Sardi, i Fenici e i Cartaginesi, che diedero vita, tramite interazioni di natura commerciale e culturale, a quella particolare civiltà del Mediterraneo, fatta nell’isola sarda di navicelle di bronzo, piccoli guerrieri di epoca nuragica (età del bronzo), conosciuti in tutto il mondo come bronzetti sardi, e del mito per eccellenza del Mediterraneo, che è la Dea Madre, tonda e carnosa nelle sue rappresentazioni più conosciute, come simbolo di fertilità e di vita. >> Continua a leggere

PABLO PICASSO, I Venti poemi di Gongora, 1948, acquaforte e acquatinta allo zucchero, cm 37,5 x 27,5, serie pubblicata da Roger Lacourière, Parigi
Facce. Segni linee e textures per occhi nasi bocche… – la mostra resterà aperta fino al 1 aprile 2012 al Castello di san Michele di Cagliari (click:MAPPA) – è organizzata dal Consorzio Camù, e curata da Lidia Pacchiarotti e Carla Orrù, con i testi critici dello storico dell’arte Efisio Carbone. Raccoglie una selezione di 70 incisioni provenienti dalla collezione ArtCamù (http://www.artcamu.it/index.php), composta da più di 4000 opere d’arte grafica, con una cronologia ampia che parte dal Cinquecento e si spinge sino al contemporaneo americano. Recensione di Ivana Salis (corrispondente da Cagliari per Milano Arte Expo) > Continua a leggere

Tiziano Vecellio, Nascita di Adone, olio su tavola, ante 1511, Padova, Musei Civici, Museo d’Arte Medievale e Moderna
Palazzo Reale di Milano: da giovedì 16 febbraio al 20 maggio 2012 la mostra Tiziano e la nascita del paesaggio moderno, promossa dal Comune di Milano – Cultura, Moda, Design e Palazzo Reale, in collaborazione con Civita e GAmm Giunti, che ha edito il catalogo. (click:LINK all’articolo già on line sulla mostra). Riceviamo e qui volentieri pubblichiamo, sul tema dell’invenzione del paesaggio in arte un intervento di Gustavo Bonora: Si dice che da una lettera di Tiziano all’imperatore Filippo II nasca la parola “paese” e la cognizione di paesaggio nella sua accezione moderna. Che da Tiziano venga messo al mondo il paradigma del paesaggio, trovo la cosa un po’ forzata, perché, anche solo a memoria, mi sembra che, dai mosaici ellenistici alla pittura pompeiana, come in tutta l’iconografia celebrativa, si contempli il paesaggio come complemento della narrazione, che sia lo sfondo delle rappresentazioni mitologiche, delle cronache, o della religione, il paesaggio è all’ordine della necessità narrativa. continua > Continua a leggere