
LOUISE NEVELSON Roma, mostra Museo Fondazione Roma Palazzo Sciarra – The Golden Pearl, 1962, legno dipinto oro, cm 198,00 x 100,00 x 25,00 – Collezione privata, courtesy Fondazione Marconi, Milano, foto: ©Gianni Ummarino, Milano
LOUISE NEVELSON Roma, mostra Museo Fondazione Roma Palazzo Sciarra – Fondazione Marconi – Nevelson Foundation. Al Palazzo Sciarra (MAPPA) la mostra Louise Nevelson (Louise Berliawsky Nevelson) curata da Bruno Corà patrocinata dallʼAmbasciata Americana e in collaborazione con la Fondazione Marconi di Milano e la Nevelson Foundation di Philadelphia. Organizzata dalla Fondazione Roma-Arte-Musei con Arthemisia Group e aperta al pubblico dal 16 aprile al 21 luglio 2013 l’antologica espone 70 opere della scultrice americana di origine russa Louise Berliawsky Nevelson (Pereyaslav-Kiev, 1899; New York, 1988). Louise Nevelson, con Louise Bourgeois, ha segnato profondamente lʼarte americana del XX Secolo. L’expo / retrospettiva è a cura di Bruno Corà e rivela il contributo fondamentale che lʼartista ha dato allo sviluppo della nozione plastica: nella scultura del secolo scorso la sua opera occupa un posto assolutamente rilevante, collocandosi tra quelle esperienze che, dopo le avanguardie storiche del Futurismo e del Dada, hanno utilizzato il recupero dellʼoggetto e del frammento come progetto compositivo. La pratica e la poetica dellʼimpiego di materiali e oggetti nellʼopera dʼarte, che è diventata linguisticamente significante grazie a Picasso, Duchamp, Schwitters e altri scultori, nonché lʼassemblage – spesso presente anche nellʼelaborazione della scultura africana – esercitano un’ influenza sin dagli esordi dellʼattività della giovane artista. Louise Nevelson emigra con la famiglia negli U.S.A nel 1905, stabilendosi a Rockland nel Maine. >> Continua a leggere
GRAZIA VARISCO SE… alla Permanente di Milano (Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente MAPPA) – Testo di Luca Pietro Nicoletti per MAE Milano Arte Expo – La mostra proseguirà fino al 14 ottobre 2012. - È singolare constatare la ricorrenza con cui, parlando di scultura astratto – geometrica, nel discorso critico affiori il ricordo di Italo Calvino: si è quasi tentati di credere che la scelta editoriale recente di illustrare la serie tascabile dei suoi libri con riproduzioni da opere di Fausto Melotti abbia una responsabilità in questa associazione di idee. Capita anche a Elisabetta Longari, infatti, di ricordare lo scrittore delle Città invisibili in alcuni punti del lungo e ispirato saggio su Grazia Varisco che correda il catalogo della mostra Se…, curata da Franco Verzotti alla Permanente di Milano (catalogo Mazzotta). In effetti, il confronto viene quasi spontaneo quando ci si misura, come in questa circostanza, con una ricerca sui limiti della visione, che trovano un punto di arrivo in un paradosso apparente quale il principio della scultura leggera. Continua a leggere

GRAZIA VARISCO, SE… al Museo della Permanente – Quadri comunicanti, 2008, Telai in ferro + alluminio, 64 x 49 cm cad.
GRAZIA VARISCO mostra antologica SE… al Museo della Permanente, Milano, a cura di Giorgio Verzotti. Inaugurazione al Palazzo della Permanente (via Turati 34, Milano MAPPA): mercoledì 12 settembre 2012 ore 18.30. Aperta fino al 14 ottobre. Grazia Varisco, ovvero una tra i migliori artisti contemporanei italiani. Noi la definiremmo Grande Costruttrice. Artista, Grazia Varisco, capace di afferrare il DNA di ogni cosa e ricavarne, per via di progetto, l’evoluzione possibile. Come se l’Universo delle Cose Visibili prestasse la chiave per la porta sul retro a pochi eletti: Varisco fa parte della schiera di artisti (non troppo numerosa) che in una vita di lavoro ha saputo varcare quella porta e sondare, analizzare, utilizzare i meccanismi e le articolazioni che portano – sopra la superficie – alla visione. E come un bambino a cui sia regalata la possibilità di “guardar dietro” ai trucchi ottici e macchinari del Tunnel delle Meraviglie di un Luna Park e farne tesoro, Grazia Varisco ha saputo – senza perdere un grammo di stupore – reinventare e ricostruire continuamente le architetture del visibile. Tutti i suoi cicli (per chi scrive) artistici – da quelli “di gruppo” iniziali a quelli degli ultimi anni prodotti in questa solitudine troppo rumorosa di Milano città – sono all’insegna di una ricostruzione che parte da quel movimento tellurico che è l’inatteso alla vista. >> Continua a leggere

Nada Pivetta, sottorilievo c4, ceramica, 59x 63 x3,5 cm - Foto: Jurgen Becker
NADA PIVETTA: Progetti aperti. La mostra, da non perdere, proseguirà fino a sabato 11 febbraio 2012 allo SPAZIOTEMPORANEO di Milano (click: MAPPA): Scultura esperienziale Note sui recenti lavori di Nada Pivetta di Angela Madesani – Lo studio di Nada Pivetta è posto in un fabbricato all’interno di un cortile alla periferia nord-ovest di Milano. I suoi grandi spazi non lasciano adito ad equivoci: si tratta dello studio di uno scultore, di una scultrice nel suo caso. Un termine oggi desueto. Il sistema dell’arte, infatti, da tempo, non prevede più la presenza di pittori, scultori, incisori, sono tutti artisti, che non vogliono essere chiamati che così. Con lei la storia è diversa. Pivetta è una scultrice nel senso più pieno del termine. Basta guardarla quando tocca, accarezza le sue opere: lo fa in modo speciale, con un amore particolare verso la materia che conosce, che apprezza, che distingue. «Ogni materiale ha il suo sogno, la sua immaginazione e dunque le sue prerogative. È il materiale stesso che determina il rapporto che si ha con esso. Un rapporto che per me è molto intenso, determinante»(1>vedi note). > Continua a leggere