
LUGANO, 3.06.2010 – Impressione di Poestate Lugano 2010 – 14° edizione, Patio palazzo Civico, Lugano. Poestate e un festival di poesia e laboratorio culturale.
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Festival POESTATE 2012 Lugano - edizione dedicata a Hermann Hesse - ideato e diretto da Armida Demarta. Musica, poesia, teatro, cinema: tre giorni (a ingresso gratuito) da giovedì 31 maggio al 2 giugno. Tra i protagonisti, Evgenij Evthushenko, Giancarlo Majorino, Corrado Augias, Nanni Balestrini, Licia Maglietta, Xi Murong, la più importante poetessa della Cina contemporanea e molti altri. Una serata dedicata a Giovanni Giudici, uno dei grandi del Novecento, scomparso nel 2011, il Tristano di Nanni Balestrini, un concerto in omaggio a Jack Kerouac … Il programma che segue, in dettaglio, merita una pacifica invasione di tre giorni della città ticinese. >> Continua a leggere

Janette Beckman-Mod twins London 1979
Janette Beckman MADE IN THE UK – Lo stile di strada dal Punk alla Thatcher - alla ONO arte di Bologna (MAPPA) giovedì 24 maggio alle ore 18. APERTURA: dal 24 maggio al 12 luglio 2012. ONO arte, dopo varie indagini sulle correnti artistiche e musicali del secondo Novecento, ha deciso di tirare le fila e di spostare la sua attenzione sulla gente di strada. > c. stampa Culturalia di Norma Waltmann > Gli anni che vanno dalla fine dei ’70 a metà 80’ furono per la cultura anglosassone duri e bui, ma al tempo stesso si dimostrarono pieni di creatività; nacquero in questo periodo, momento di maggiore affermazione della cultura giovanile, molti degli stili che ancora oggi influenzano la cultura popolare. La mostra presenta quindi, negli scatti di Janette Beckman, i diversi movimenti non tramite i loro protagonisti, ma attraverso la gente comune. >> Continua a leggere

Antonio Ligabue Leopardo assalito da un serpente, circa 1955-1956 olio su faesite, cm 69,5×98 firmato in basso a destra: A. Ligabue, Collezione d’Arte Fondazione Cariparma, Parma
Le avventure della forma - Dal 1 luglio al 9 settembre al Palazzo Mediceo di Seravezza una mostra che abbraccia 100 anni di arte italiana. Palazzo Mediceo di Seravezza in Versilia (Lucca) click: MAPPA, ospiterà la mostra “Le avventure della forma. Dall’espressività di Viani, Sironi e Rosai alla realtà allucinata di Ligabue, Transavanguardia e oltre”; ideata e curata da Enrico Dei e da Marco Moretti e organizzata dalla Fondazione Terre Medicee e dal Comune di Seravezza in collaborazione con l’Archivio Opere Lorenzo Viani di Viareggio. >> Continua a leggere

Nakis Panayotidis, KABUL, il racconto di un sogno, 2012 neon dipinto, vapore, telo, 143 x 30 x 22 cm
NAKIS PANAYOTIDIS alla Galleria Civica di Modena – La Galleria civica di Modena, click: MAPPA, (Museo Associato AMACI) inaugura giovedì 28 giugno alle 18.00 alla Palazzina dei Giardini una personale di Nakis Panayotidis, artista greco residente in Svizzera. La mostra, a cura di Marco Pierini – direttore del museo – e di Matthias Frehner – direttore del Kunstmuseum di Berna – è realizzata in copodruzione dalla Galleria civica e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Periodo: 28 giugno – 16 settembre 2012 > c. stampa > Allestita nell’antica serra ducale fino al prossimo 16 settembre, la mostra si compone in prevalenza di opere nuove, realizzate per l’occasione. Il percorso espositivo presenta un repertorio pressoché completo delle tecniche predilette da Nakis Panayotidis, dalle scritte al neon ai disegni retroilluminati, dalle installazioni alle fotografie. Influenzato dalla particolare morfologia dello spazio, l’artista in questo caso ha sfruttato dimensioni, proporzioni, pregi e difficoltà dell’edificio barocco per conferire ritmo alla sequenza delle opere e perfetta aderenza delle stesse ai singoli ambienti. >> Continua a leggere

Giuseppe Maraniello In-Es, cm 206x346x15, 2012, Lorenzelli Arte, Milano
Giuseppe Maraniello In-Es, galleria Lorenzelli Arte, Milano (clicca: MAPPA), fino al 19 luglio 2012, a cura di Alberto Fiz, Matteo Lorenzelli. Recensione per MAE Milano Arte Expo, Jean Luc Neverborn > Cerchiamo di guardare piano. Di non farci solo travolgere da queste operose macchine dell’immaginario. Di non appoggiare una sola parola al muro (con l’aria di chi lasci intendere” poi passo a riprenderla e la metto a posto”). Cerchiamo di non rimanere estasiati troppo velocemente dalle opere di Giuseppe Maraniello solo perché continuiamo a farlo da anni.
Ek-stàsis – lo star fuori di sé – è cosa seria. E’ cosa di chi “fissa un oggetto fuori di sé”. Per Plotino “Estasi” è traguardo della ragione umana in via di ricongiunzione con il Principio da cui proviene, quando riesca a coglierlo non padroneggiandolo ma lasciandosene, in qualche modo, possedere. Lasciamoci quindi trascinare dall’estasi e dalle forze assorbite, da Maranielllo, nelle opere di In-Es. Inspirare , espirare. Come polmoni. Dentro, fuori. Lentamente.
Realizzando questo ciclo In-Es , Maraniello porta a compimento un processo metabolico. Non c’è nulla che non venga trasformato. Nulla, che riguardi la visione, che non tragga ossigeno. E gli occhi, a lasciarli andare, si tirano dietro la testa, il collo e tutto il resto, fino ai piedi. >> Continua a leggere

Giorgio Marconi per Enrico Baj, La Cravatta di Jackson Pollock, Studio Marconi, February 1969, photograph Ugo Mulas
Giorgio Marconi – intervista MAE Milano Arte Expo. Abbiamo fatto un paio di domande a Giorgio Marconi e gli abbiamo chiesto di poter riproporre i testi – che seguono qui – di Flavio Caroli (Tre modelli per la politica dell’arte) e Emilio Isgrò (Perché non diciamo chi sono i magliari?) – pubblicati nel 1978 dal notiziario di Studio Marconi, oltre che dal Corriere della Sera e da Il Giorno – per la loro (sconcertante, potremmo dire) attualità. Potrebbero essere scritti oggi. Poco o nulla è cambiato. L’intento, però, non è la generazione di lacrime catartiche. Vorremmo, come si dice, avviare un dibattito. Quando si dice Studio Marconi – oggi Fondazione Marconi – si parla di un modello di
riferimento. Milano, dalla metà degli anni Sessanta alla fine degli anni Ottanta, oltre a essere incubatrice dei geni imprenditoriali della moda e luogo di aperitivi e cocktails così riusciti da valerle il titolo “Milano da bere”, è stata capitale italiana dell’arte e sede di rilievo internazionale. Merito fu, più che delle politiche culturali pubbliche, di una rete di gallerie e di personalità che seppero interpretare un’epoca di tumultuosi cambiamenti e partecipare a un’idea di modernità che non troviamo superata – nel Gusto – nemmeno dalla rivoluzione dell’era informatica. Milano Arte Expo ha avviato il progetto 1000 MOSTRE con l’obiettivo principale di riportare in superficie – su questi schermi internet – cataloghi di esposizioni che hanno distinto una storia profonda. Giorgio Marconi, con i suoi Enrico Baj, Louise Nevelson, Gianfranco Pardi, Mimmo Rotella, Giuseppe Uncini, Lucio Fontana, Man Ray, Mario Schifano, Emilio Tadini, Gianni Colombo, Sonia Delaunay, Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Bruno Di Bello, Richard Hamilton, Giulio Paolini, Arnaldo Pomodoro, Aldo Spoldi, Joe Tilson, Hsiao Chin, Marcello Jori, Franco Vaccari, Adriano Altamira, ha prodotto, crediamo, un modello da imitare, tradurre, riproporre. Addio anni Settanta o arrivederci anni Settanta? Vi invitiamo a leggere la breve intervista a Giorgio Marconi, gli articoli del 1978 di Flavio Caroli ed Emilio Isgrò e … a intervenire! >>> Continua a leggere

OSVALDO LICINI, Amalasunta su fondo nero, Olio su tela, 20,6×28,1 cm, 1950, Collezione privata, in mostra a Lucca, Claudio Poleschi Arte Contemporanea
Osvaldo Licini: La galleria Claudio Poleschi Arte Contemporanea apre, a Lucca, sabato 12 maggio 2012 (click: MAPPA), una mostra di Osvaldo Licini (Monte Vidon Corrado, Ascoli Piceno, 1894 – 1958), uno dei maggiori interpreti della pittura italiana del Novecento. “Amalasunta è la luna nostra bella, garantita d’argento per l’eternità, personificata in poche parole, amica di ogni cuore un poco stanco“ (O. Licini) - > c. stampa > In omaggio allo spirito antiaccademico di Licini, verrà pubblicato un catalogo in cui saranno raccolti, anziché saggi critici, scritti di estimatori, studiosi e di artisti, tra i quali Gian Marco Montesano e Claudio Olivieri. Ciò a testimonianza del lavoro di Osvaldo Licini che, pur solitario e scontroso, continua a esercitare un fascino indiscusso – non solo sugli addetti ai lavori. Artisti dalle più diverse provenienze linguistiche, spesso insospettabili appassionati delle opere di Licini, mostreranno modi e punti di vista spesso imprevedibili attraverso i quali hanno guardato al suo lavoro. >> Continua a leggere

Jonathan Guaitamacch, BRITISH BLACK SINAPSI, GIAMPIERO BIASUTTI, Arte Moderna e Contemporanea
British Black “Sinapsi” è il titolo della nuova mostra di Jonathan Guaitamacchi che, con una trentina di opere di cui 5 di grandi dimensioni, ripercorre l’itinerario degli ultimi lavori: dalle vedute londinesi di Battersea alle suggestioni sudafricane di “the Mother City” sino a quelle dei ghiacciai. 10 maggio – 30 giugno 2012, con inaugurazione giovedì 10 maggio ore 18,00 alla GIAMPIERO BIASUTTI Arte Moderna e Contemporanea di Torino (click: MAPPA). Cristina Palmieri (per MAE Milano Arte Expo): “Solitudine, / se vivere devo con te, / Sia almeno lontano dal mucchio confuso / Delle case buie; con me vieni in alto, / dove la natura si svela, e la valle, / il fiorito pendio, la piena cristallina / Del fiume appaiono in miniatura; / Veglia con me, dove i rami fanno dimore / E il cervo veloce, balzando, fuga / Dal calice del fiore l’ape selvaggia. / Qui sarei felice anche con te. Ma la dolce / conversazione d’una mente innocente, quando le parole / Sono immagini di pensieri squisiti e il piacere / Dell’animo mio. E’ quasi come un dio l’uomo / Quando con uno spirito affine abita in te. John Keats - Questi versi di Keats mi riportano alle opere di Jonathan Guaitamacchi. Le sue città, queste prospettive viste dall’alto, l’intersecarsi quasi ossessivo di architetture, di strade, di pieni e di vuoti, che si alternano nel bianco e nero di una poetica caparbiamente identificata e volutamente mai abdicata, restituiscono chi le osserva alla riflessione sul proprio rapporto con la contemporaneità, ma – soprattutto – con se stesso. >> Continua a leggere

Patrizia Zara, exfabbricadellebambole, milano arte
Patrizia Zara (in mostra a Exfabbricadellebambole, Milano click: MAPPA) ci invita a guardare dei peperoni dipinti. Questi peperoni. Tenuti vicini a chi guarda – a chi dipinge – da una mano. La mano che tiene questi undici peperoni (appena svolti da una carta di giornale, lasciandoci intuire che provengano da un mercato rionale e non da un Supermercato – ovvero non dal luogo delle Supermerci dove si predispone la Supervita del Superconsumatore ) non è una mano qualunque: è la mano di Patrizia Zara. Abbiamo a che vedere con l’autoritratto – parziale – di Patrizia Zara, quindi. Abbiamo a far si, poi, che il nostro sguardo ci collochi a reggere undici peperoni nel luogo stesso dell’artista che ha voluto metterli in evidenza. Patrizia Zara dipinge la posizione della sua mano sinistra che porta vicino allo sguardo undici peperoni che si stagliano su uno sfondo neutro come una tela bianca. Non c’è una cucina – o un qualunque ambiente determinato – a fare da sfondo: c’è un limbo. Limbus, in latino, è una condizione temporanea delle anime. Per i fotografi è il fondale nel quale non c’è l’angolo tra piano orizzontale e piano verticale. Il luogo non finito. L’universo temporaneo dove collocare un prodotto, o un soggetto, fuori da qualunque spigoloso universo permanente. Il luogo del bello? Il posto del Valore? >> Continua a leggere
Milano Arte Expo Video trasmette l’intervista telefonica – di Federicapaola Capecchi – a Silvio Castiglioni, direttore artistico del CRT, centro di ricerca per il teatro di Milano, in seguito alla chiusura anticipata della stagione 2011/2012.
Parole ascoltate, parole dette. Una voce, quella di Silvio Castiglioni, direttore artistico del CRT di Milano, che spiega, che racconta cosa è successo a Milano,
cosa ha portato il centro di ricerca per il teatro a dire “basta! Non ce la facciamo più”. Domenica 6 maggio 2012 si svolgerà l’ultima replica della stagione del CRT, dopodiché … chiuso, non si vedranno i due spettacoli dei Motus, Let the sunshine in e Too late, non si potrà realizzare il progetto Fare teatro in Lombardia oggi. >> continua e guarda il video Continua a leggere

Paolo Ulian, Finger biscuit, 2004
ULTRABODY. 208 opere tra Arte e Design inaugura giovedì 19 aprile (e fino 17 giugno 2012) al Castello Sforzesco di Milano, Sale Viscontee. Orari: dal martedì alla domenica, dalle 9.00 alle 17.30. Durante i giorni del Salone del Mobile (dal 19 al 22 aprile), la mostra rimarrà aperta fino alle 23.00, a ingresso gratuito. L’esposizione è a cura di Beppe Finessi e presenterà una selezione di lavori realizzati dai più significativi protagonisti della scena internazionale del design e delle arti visive che, a partire dal “corpo”, coinvolgeranno l’antropologia, la sociologia, il costume, la società, la tecnologia e l’estetica contemporanea. > c. stampa > ULTRABODY. 208 opere tra Arte e Design è una mostra tematica, dedicata all’influenza che il corpo umano ha esercitato nella creatività contemporanea, spaziando tra l’arte e il design, ma anche tra l’architettura, l’arredamento, le arti applicate, la moda e i gioielli. >> Continua a leggere

M. Davico, Colore e spazio n. 1,1962, cm 65 x 85
Si possono comprendere passaggi cruciali della storia dell’arte recente e delle mostre italiane senza averli, in qualche modo vissuti? Noi crediamo che non siano sufficienti l’osservazione e lo studio di qualche opera isolata in una istituzione museale – o a casa di un illuminato collezionista (Si veda il progetto 1000 MOSTRE di Mae Milano Arte Expo). Nemmeno un’antologica ben organizzata può, in realtà, restituire il clima culturale che ha portato un artista, una galleria, un curatore a scommettere su una mostra. La storia di ogni mostra, soprattutto nei decenni rifondativi del dopoguerra, ha subito e generato, al contempo, un effetto domino nel movimento complessivo delle arti che si confrontavano con le avanguardie (o le loro prosecuzioni), da un lato, e con una parte del mondo che, in piena guerra fredda, guardava agli Stati Uniti come decisiva, ricca, potente fonte di ogni novità e progresso. Basti pensare all’avvento della Pop Art americana, alla Biennale di Venezia del 1964: potremmo dire che lì – oltre che in politica – si consumò una grande vittoria culturale degli Stati Uniti verso l’Europa. Potremmo dire che, oltre al cinema, da lì in avanti gli Stati Uniti avrebbero dominato il Sistema delle Arti. A poco valse ricordare che veniva prima la pop inglese… Due anni prima di quel 1964, sempre alla Biennale di Venezia, si svolse una personale che giudichiamo importante ed estremamente interessante riproporre. E’ la mostra di Mario Davico che, con la curatela di Flaminio Gualdoni, verrà esposta dalla Galleria Bianconi di Milano al MiArt 2012, dal 13 al 15 aprile. “È rarissimo, oggi, poter ricostruire e riproporre nella sua interezza una mostra del passato. Ma è, oltre che importante, assai affascinante: è un clima che si riforma sotto i nostri occhi, una stagione del passato che ci appartiene e che ancora ci parla.”, afferma Renata Bianconi. Quei quadri di Davico dicono di un tempo in cui la pittura era amore, passione, scelta esclusiva autenticamente di vita, e ci riportano a quel momento in cui nel rigore dell’astrazione si insedia compiutamente il valore della “linea curva come forma naturale eminentemente organica”, secondo le parole dello stesso Davico. Continua a leggere

ADAMI, 3 attori - entrée in scène, acrilico su tela, 146x114 cm
Valerio Adami – Figure nel tempo: una mostra da non perdere - aperta fino 21 aprile 2012 – presentata da Maurizio Ferraris e Vincenzo Trione alla Galleria Tega di Milano (click: MAPPA), che ha – con la mostra di Adami – inaugurato i suoi nuovi spazi espositivi (il 28 febbraio). Dai taccuini di Valerio Adami: “Bambino, a Milano, gli anni della guerra; nel giardino sotto casa un pittore veniva ogni mattina, metteva il cavalletto e disegnava gli alberi e tutto quel che vedeva in quel piccolo rettangolo verde, e lì rimaneva fino al tramonto. Fu allora che mi sono detto: questa è la vita che voglio fare. Ora, a settant’anni, lo stile è il mio giardino e io, a questo, lavorerò fino al tramonto”. Adami è indubbiamente uno degli artisti italiani più noti internazionalmente. La pittura – e i disegni! – di Valerio Adami sono stati affrontati, approfonditi, narrati, discussi e consegnati alla storia dell’arte da una quantità di critici, storici, poeti, scrittori e filosofi (uno fra tutti: Jacques Derrida). A noi sembra interessante riproporre, qui, un corposo testo anni sessanta di un altro grande pittore e scrittore che crescette – si può forse dire, data la loro lunga amicizia – con Valerio Adami e percorse quegli anni del dopoguerra e della ricostruzione che furono decisivi per lo sviluppo di una generazione molto solida di artisti. (Per il testo ringraziamo Spazio Tadini di Milano, sede dell’Archivio Emilio Tadini, che ha voluto cortesemente concedercene l’utilizzo). Emilio Tadini, Adami (per una mostra alla Galleria L’Attico, Roma, 1965) > Il buon selvaggio, naturalmente, non sapeva di essere né buono né selvaggio: il segreto della sua innocenza e della sua naturalezza era anche lì, nel suo non sapere. Questi buoni selvaggi che sono, in genere, i pittori americani di ieri e di oggi – la cui bontà, è logico, si riferisce ad una moralità più attuale, e la cui innocenza è debitamente più violenta – sanno benissimo di esserlo. E questo non fa che favorire la loro operazione di conquista. Non sto cercando miseramente di demolire con una battuta alcune tra le situazioni più clamorose della pittura di oggi. Credo di rendermi conto di certe esigenze reali, al di là della massiccia attività di mercato, spietatamente fedele a quel mito della novità sovrastrutturale (della carrozzeria, potremmo dire) che è alla base della civiltà dei consumi: tanto è vero che si sta cercando di infilare a forza nel colombario del museo il corpo ancora vivo e recalcitrante della pop-art, per mettere in circolazione al suo posto la op-art, nata – o scoperta – ieri. >> Continua a leggere

A Gentil Carioca Rodrigo Torres Uns trocados (Some change), 2009 Courtesy of the artist and A Gentil Carioca, Courtesy of Art Basel
Art 43 Basel, che si terrà a Basilea, in Svizzera, da giovedì 14 al 17 giugno 2012, presenterà nuovamente una selezione di prim’ordine delle gallerie più autorevoli e d’avanguardia di tutto il mondo. Ai primi di giugno, Art Basel segna l’appuntamento estivo del mondo dell’arte internazionale, accolto dalla città di Basilea, che per secoli è stata una capitale culturale. MAE Milano Arte Expo seguirà “in diretta” la manifestazione dando largo spazio alle gallerie e agli artisti e ai curatori presenti, con report dettagliati e interviste. > c. stampa > Quest’anno, più di 300 gallerie di 36 paesi in sei continenti esporranno opere di oltre 2500 artisti del XX e del XXI secolo. Selezionate tra le quasi 1000 candidature dall’Art Basel Committee, una Giuria internazionale composta da rinomati galleristi, esse comprendono 73 gallerie provenienti dagli Stati Uniti; 55 dalla Germania; 31 dalla Svizzera; 29 dalla Gran Bretagna; 28 dalla Francia; 15 dall’Italia; 9 dal Belgio; 6 dall’Austria, dal Giappone e dalla Spagna; 4 dal Brasile, dalla Cina e dai Paesi Bassi; 3 dal Messico, dalla Norvegia e dalla Polonia; 2 dal Canada, dalla Danimarca, dal Dubai, dall’India e dal Sudafrica … >> Continua a leggere

Dadamaino: “Lucio Fontana ha avuto un ruolo determinante nella mia pittura; […] Se non fosse stato Fontana a perforare la tela, probabilmente non avrei osato farlo neppure io. Si asportava totalmente la materia, al punto da rendere visibili anche parti della tela, per eliminare ogni elemento materiale, per privarla di ogni retorica e ritornare così alla tabula rasa, alla purezza. Così sulle tele pulite operai grandi squarci ovoidali, a volte uno solo, grande come tutto il quadro. Dopo questo atto liberatorio rimasi perplessa sul come proseguire. Il come lo trovai interessandomi al futurismo…“. Con queste parole programmatiche, cariche delle frequentazioni intense di Emilia Maino (poi Eduarda, detta Dada e, infine, Dadamaino) della fine degli anni ’50 – a cominciare dal bar Giamaica a Milano nel “fecondissimo” quartiere milanese di Brera – introduciamo questa ulteriore pubblicazione del progetto 2012/2015: 1000 MOSTRE on line MAE Milano Arte Expo. In accordo con Stefano Cortina, segue per intero (180 pagine), qui, la monografia “Dadamaino”, del 2008, edita da Cortina Arte Edizioni in occasione della mostra “Dadamaino – L’Assoluta leggerezza dell’essere” presso L’Associazione Culturale Renzo Cortina di Milano. >> Continua a leggere