Mostre Milano – Boldini

boldiniMostre Milano: Boldini. Ritratto di signora – di Stefano Malvicini – Alla GAM il fascino della Belle Epoque attraverso alcuni ritratti del suo più grande esponente pittorico

A Milano, va in scena uno spaccato di Belle Epoque, attraverso una mostra allestita presso la GAM di Via Palestro.

Giovanni Boldini, Treccia Bionda, 1891 ca., Galleria d'Arte Moderna, Milano

Giovanni Boldini, Treccia Bionda, 1891 ca., Galleria d’Arte Moderna, Milano

Dal 16 marzo al 17 giugno 2018, infatti, la sede museale, ospitata all’interno della Villa Reale di Leopold Pollack, presenta una mostra dedicata a Giovanni Boldini, il più grande esponente pittorico del periodo d’oro a cavallo tra Ottocento e Novecento, e al suo contemporaneo francese Paul-Cesar Helleu. Curata da Omar Cuccinello, Barbara Guidi e Alessandro Oldani, la mostra mette in evidenza capolavori provenienti da due musei, ovvero quello ospitante, la GAM di Milano, e il Museo Boldini, ramo della Galleria d’Arte Moderna di Ferrara.

Giovanni Boldini, L'Americana (giovane signora americana), 1900-3., Galleria d'Arte Moderna, Milano

Giovanni Boldini, L’Americana (giovane signora americana), 1900-3., Galleria d’Arte Moderna, Milano

L’occasione è stata uno scambio di opere, per mostre, tra Milano e Ferrara. In Terra estense sono andate tre opere divisioniste di Giovanni Segantini, mentre l’istituzione ferrarese ha prestato a Milano undici dipinti e disegni del maestro Boldini, gloria locale divenuta successivamente di caratura europea. Le opere ferraresi, nelle due sale al piano nobile della villa in cui è allestita la mostra, dialogano alla perfezione con le tele di Boldini e con i disegni di Helleu di proprietà della Galleria d’Arte Moderna milanese. Un dialogo perfetto e serrato che definisce i contorni e l’ambito di azione in cui Giovanni Boldini divenne un maestro indiscusso: il ritratto femminile mondano, destinato all’alta società internazionale. Da questa scelta il titolo della mostra : Giovanni Boldini. Ritratto di signora.

Giovanni Boldini, Autoritratto, 1891 ca., Museo Giovanni Boldini, Ferrara

Giovanni Boldini, Autoritratto, 1891 ca., Museo Giovanni Boldini, Ferrara

Giovanni Boldini nacque a Ferrara nel 1842, ma si formò nell’ambito dei Macchiaioli a Firenze. Già da giovane, Boldini eccelse nel ritratto: nei suoi anni fiorentini immortalò amici come Giuseppe Abbati e Giovanni Fattori. Fondamentali, per la sua formazione, furono i viaggi a Parigi nel 1867, dove ammirò le opere “puriste” di Gerome e Meissonier, e a Londra, nel 1870: qui venne folgorato dai ritratti di Reynolds e Gainsborough, la cui influenza rimase, nel taglio “ufficiale” e nel grande formato, in tutte le sue opere successive. Nel 1871 si stabilì definitivamente a Parigi. Il celebre mercante d’Arte Goupil gli aprì la strada della gloria: Boldini iniziò a essere considerato il pittore della vita moderna, con uno stile rapido ma molto approfondito nel dettaglio. I suoi sfondi cominciarono a essere sfumati con rapide pennellate, mentre il soggetto in primo piano veniva studiato in maniera fisionomica, talvolta trasformato, quasi idealizzato, e curato nel minimo dettaglio del vestito e della bigiotteria. I suoi soggetti cominciarono a essere soprattutto donne dell’alta società, che volevano, spesso, ritratti che le eternassero con tratti idealizzati, avvolte nei loro meravigliosi vestiti e ingioiellate come regine. Così nacque lo “stile Boldini“, sicuramente influenzato dalla ritrattistica inglese del ‘700, ma anche dalle contemporanee prove dello spagnolo Mariano Fortuny y Madrazo e dal nascente fenomeno impressionista. Giovanni Boldini fu uomo elegante e mondano, che seppe inserirsi nell’alta società parigina. Il ferrarese visse e immortalò il “jet set” parigino fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, quando fu costretto ad abbandonare la Capitale per trasferirsi prima a Londra e, poi, a Nizza. Tornò a Parigi alla fine del conflitto, nel 1918. Negli ultimi anni divenne quasi cieco, ma il suo ardore umano non gli impedì di sposare Emilia Cardona nel 1929. Giovanni Boldini morì due anni dopo a Parigi, ma venne sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, accanto ai suoi cari.

Giovanni Boldini, La signora in rosa (Ritratto di Olivia Concha de Fontecilla), 1916., Museo Giovanni Boldini, Ferrara

Giovanni Boldini, La signora in rosa (Ritratto di Olivia Concha de Fontecilla), 1916., Museo Giovanni Boldini, Ferrara

Senza questa premessa biografica e stilistica, sarebbe difficile comprendere le opere in mostra. Giova sottolineare che, nella prima sala, sono collocate le tele del maestro, mentre nella seconda i disegni. Il percorso si apre con il suo autoritratto, fortemente meditativo, affiancato dalla bellissima Treccia bionda, ritratto di una ragazza dagli intensissimi occhi azzurri. La cifra stilistica di Boldini emerge dalla grande tela raffigurante la Signora in rosa: in questo dipinto, il pittore ferrarese riuscì, magistralmente, a unire il grande formato con una resa del particolare eccellente. L’opera è un capolavoro perché definisce lo “stile Boldini” nei suoi elementi più significativi, dallo sfondo sfumato alla resa del dettaglio del vestito rosa indossato da Olivia Concha de Fontecilla, esponente dell’alta borghesia cilena conosciuta a Parigi, fino all’idealizzazione del tratto somatico della donna, con quel volto allungato ma affascinante nella sua bellezza, che avrebbe influenzato Modigliani e altri pittori del ‘900. Fanno da pendant La Passeggiata al Bois de Boulogne, opera che ritrae i coniugi Lydig, tra i suoi più fedeli committenti, e la Contessa de Leusseanch’essa figura ideale e sfavillante di eterea bellezza. Accompagnano le tele di Boldini tre piccoli bronzi di Paolo Troubetzkoy (1866-1938), scultore scapigliato di nobili origini russe che, nei suoi viaggi parigini, ebbe modo di immortalare, in scultura, gli stessi soggetti del maestro ferrarese.

Giovanni Boldini, Madame X. La cognata di Helleu, 1885-90, Museo Giovanni Boldini, Ferrara

Giovanni Boldini, Madame X. La cognata di Helleu, 1885-90, Museo Giovanni Boldini, Ferrara

Nella seconda sala, come anticipato, è il disegno a fare da padrone. Sono, infatti, esposti alcuni schizzi di Boldini, preparatori per dipinti di più grande formato o per ritratti, ma anche opere compiute, come L’Americana, figura femminile ritratta in movimento, con un senso di dinamismo che sembra anticipare, di pochi anni, il fenomeno futurista. Spicca anche l’unica tela presente in sala, ovvero Madame XQuesta figura femminile, intenta a guardare verso un osservatore ignoto, è il ponte con l’artista, grande amico di Boldini, che costituisce il centro tematico di questa seconda sezione, ovvero Paul-Cesar Helleu (1859-1927). Madame X è la cognata di Helleu ed è la prova di quanto i due si frequentassero anche al di fuori del contesto lavorativo. Lo stile di Helleu fu totalmente influenzato da quello di Boldini, sia per la scelta dei soggetti femminili che per quanto riguarda la resa, nei canoni di eterea bellezza, delle donne della Belle Epoque. I disegni esposti al centro della sala sono la prova di tale assioma: figure femminili bellissime, non “smagrite” come quelle di Boldini, ma in carne, con sguardo meditativo ma intenso, esattamente come La Treccia Bionda del maestro di Ferrara. Helleu eccelse nel disegno quanto Boldini su tela. E, in conclusione, si potrebbe affermare che le opere dei due artisti siano complementari nel definire, attraverso la figura femminile, la cifra stilistica di un’epoca che entrambi vissero dall’inizio alla fine, quella Belle Epoque cancellata per sempre dal dramma della Prima Guerra Mondiale.

Paul-Cesar Helleu, Signora, 1898, Galleria d'Arte Moderna, Milano

Paul-Cesar Helleu, Signora, 1898, Galleria d’Arte Moderna, Milano

Boldini. Ritratto di signora
GAM, Villa Reale, Via Palestro 16, 20121 Milano
Orari: martedì-domenica 9.00-17.30; lunedì chiuso
Biglietti: Intero 5,00 Euro, ridotto 3,00 Euro
Info: www.gam-milano.com

Stefano Malvicini

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