Teatro Milano, I Birbanti portano in scena Fellini

Teatro Milano, I Birbanti portano in scena Fellini- di Samanta Airoldi

I Birbanti, compagnia teatrale under 30, porta in scena La Dolce Confusione,una  rivisitazione di 8 1/2 di Fellini vivacizzata da forti accenti autobiografici e ironici.

Chi sono I Birbanti

I Birbanti sono una compagnia teatrale milanese nata nel 2011. A farne parte sono, prevalentemente, attori under 30 che amano mettersi in gioco e sperimentare varie forme di teatro e d’interpretazione. Tra i fondatori c’è Alessandro Onorato, regista e curatore di testi e dialoghi di tutti gli spettacoli messi in scena fino ad oggi, che ha studiato il metodo Stanislavskij ma che preferisce lasciare i suoi attori liberi di esprimersi in base alla loro personalità piuttosto che imporre un metodo rigido.

La Dolce Confusione

Ad Aprile I Birbanti tornano a calcare il palcoscenico con un nuovo spettacolo: La Dolce Confusione, che debutterà al Teatro degli Atti di Rimini il 27 Aprile e al Teatro Filodrammatici di  Milano il 4-5-6 Maggio.

i birbanti la dolce confusione

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La Dolce Confusione, spettacolo dalla forte impronta felliniana, dai toni onirici e surreali, è l’ultimo della trilogia francese (il primo fu Au Manoir Saint German e il secondo fu Diva’s) incentrata sulle vicende delle sorelle Cohen: Crystal, Angel e Beth.

I Birbanti attraverso la Dolce Confusione portano in scena, sotto forma di musical, una rivisitazione fortemente autobiografica di un capolavoro del cinema: 8 e 1/2 dell’indimenticabile Fellini che, in origine, si sarebbe dovuto intitolare proprio La Dolce Confusione.

Ecco cosa ci dice Alessandro Onorato, alias Guido Contini, regista e co-fondatore de I Birbanti: “Io, da regista ma anche interprete e attore in questo spettacolo, posso affermare con certezza che tra i miei spettacoli questo è il più autobiografico. Guido Contini- il mio personaggio- è un regista irrisolto come era Mastroianni in 8 e 172 che, a sua volta, rispecchiava lo stato d’animo irrequieto di Fellini.

Con la differenza che Mastroianni in 8 e 1/2 aveva circa 40 anni mentre io ne ho 28. Questa differenza non è casuale: io rispecchio una generazione che entra in crisi esistenziale un decennio prima rispetto alle generazioni che ci hanno preceduto. Oggi noi 25enni/ 30enni ci sentiamo incastrati in un limbo, bloccati, frenati e spesso non riusciamo nemmeno a capire da chi o da che cosa. Questo genera conflitto interiore, senso di frustrazione, confusione appunto.”

Protagonisti

La Dolce Confusione è un continuo fluttuare tra sogno e realtà che vede tra i protagonisti, oltre al già citato Guido Contini (Alessandro Onorato), anche Don, produttore e spalla comica di Contini, interpretato da Chicco Dossi, presenza fissa di ogni spettacolo de I Birbanti dal 2014.

” Io- interviene Chicco Dossi- ho preso parte ad ogni spettacolo interpretando sempre un personaggio diverso e dunque facendo emergere, di volte in volta, diversi aspetti di me stesso e sperimentando sempre nuovi modi di recitare.

In questo spettacolo il mio personaggio Don è un punto di connessione tra dimensione onirica e realtà concreta, tra “dentro e fuori dal cinema”, una parentesi comica ma che fa riflettere lo spettatore”.

Tra le presenze femminili spicca Beth Cohen, interpretata da Chiara Verga, la terza sorella Cohen, personaggio in crescita, in evoluzione che, finalmente, dopo anni, riesce ad uscire dall’ombra e ad affermare il suo potenziale emancipandosi da tutto ciò che la bloccava e oscurava.

Beth vivrà un costante conflitto con Guido Contini: Contini, specchio di Mastroianni e, quindi, della mentalità felliniana legata a quegli anni, incarna un eterno Peter Pan maschilista, un uomo-bambino che non sa e non vuole crescere ma che crede tutto sia dovuto a lui. Beth Cohen, al contrario, è una giovane donna determinata che non vuole farsi mettere in un angolo.

Perché andare a vedere La DolceConfusione

Per tantissime ragioni 😉 In primo luogo perché è un musical che unisce teatro sperimentale, parti cantate e ballate (coreografie a cura di Marialuisa Manzo).

Poi perché è uno spettacolo che può essere goduto da un duplice punto di vista: fa parte di una trilogia ma sta in piedi benissimo anche da solo, è fruibile anche da chi non ha visto i due precedenti. Lo spettatore può cogliere differenti sfumature a cui dare diverso significato a seconda se lo vede come terzo episodio della trilogia francese o come spettacolo a sé stante.

Infine perché rappresenta una vera evoluzione per I Birbanti che, fin dalla loro nascita, hanno sempre dimostrato di amare la contaminazione tra i generi  e offrire al loro pubblico un prodotto artistico unico e inimitabile.

Samanta Airoldi

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Samanta Airoldi

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