Miglioriamo Milano: Recup e la lotta allo spreco di cibo

RecupMiglioriamo Milano: Recup e la lotta allo spreco di cibo- di Samanta Airoldi. Milano non è solo grattacieli, business e happy hour… Milano è tanto ma proprio tanto altro! C’è un’ anima sociale e solidale immensa che si dà da fare nell’ombra.

Soprattutto ci sono nuove realtà che hanno capito che la circolarità è il futuro sociale ed economico per un Pianeta meno devastato ed una società meno povera. La circolarità come base di una nuova economia ma anche di un nuovo modus vivendi che non prevede la parola “rifiuto” all’interno del suo vocabolario perché ciò che non ha più valore per me può avere valore immenso per altri e viceversa.

Tra queste bellissime realtà solidali per una Milano migliore c’è Recup, Associazione di Promozione Sociale (APS) che opera all’interno dei mercati rionali per contrastare lo spreco di cibo e, al contempo, l’assenza di risorse per chi non riesce più a fare la spesa.

Avevo già parlato di Recup un paio di anni fa, quando erano agli esordi. Ma oggi ho intervistato Rebecca Zaccarini, uno dei cuori pulsanti del progetto, che ci racconta come Recup sia cresciuta in questi 2 anni di vita.

Allora Rebecca, per chi ancora non vi conoscesse, come nasce Recup e in cosa consiste?

Recup è un progetto contro lo spreco alimentare e l’esclusione sociale, nato a milano nel 2015. Dal 2016 è stata formata l’APS RECUP e il progetto è ora attivo su 11 mercati nell’area milanese. I mercati sono consultabili sul sito www.associazionerecup.org

Recup nasce dall’esigenza di ridare dignità al recupero del surplus alimentare, soprattutto nel contesto del mercato. A fine mercato, molti commercianti sono costretti, per svariati motivi, a buttare via l’invenduto. Ci sono molte persone che recuperano dalla spazzatura ciò che è ancora commestibile, ma si sentono umiliate nel farlo.
Per questo motivo, alla fine del mercato ci si ritrova in un punto stabilito all’interno di esso, dove si monta un banchetto. Si fa il giro dei commercianti, recuperando ciò che essi decidono di donarci, si porta tutto al banchetto , dove si divide ciò che è effettivamente scarto da ciò che invece è buono e si ridistribuisce il tutto tra i partecipanti.
Ci sono persone di ogni etnia ed età e oltre a recuperare insieme, si formano amicizie, si condivide, ci si aiuta a vicenda.
Chiunque può partecipare al recupero, e chiunque può prendere ciò di cui ha bisogno, nel rispetto delle altre persone.”
Recup recupera frutta e verdura invenduta nei mercati

Recup recupera frutta e verdura invenduta nei mercati

Come è cresciuta Recup in questi primi 2 anni di attività?

“Negli ultimi due anni siamo cresciuti come collaborazioni ed attività nell’area milanese. Da un mercato siamo passati a undici, anche grazie al Bando Periferie 2017, che abbiamo vinto insieme  a Giacimenti Urbani e Eco dalle Città. Abbiamo instaurato collaborazioni con altre associazioni che aiutano i bisognosi, per donare loro cibo in caso non possiamo distribuire tutto a fine mercato. Abbiamo ottenuto il patrocinio di zona 1, che ci ha permesso, nel 2016, di acquistare due cargo bike con le quali rendere più semplice il recupero. A gennaio 2017 abbiamo partecipato ad una raccolta fondi con l’azienda Lush, e avviato una campagna crowdfunding con Woop Food. Il 14 dicembre 2017 abbiamo vinto la pitch night di Awesome Foundation, che ci ha permesso di ottenere 1000 euro con i quali acquistare un’altra cargo bike.
Collaboriamo con la ciclo officina Fucine Vulcano, con la quale stiamo cercando una sede per ampliare le nostre attività.
Nel 2016 e nel 2017 abbiamo partecipato alla fiera Fa la Cosa Giusta, per pubblicizzare il progetto e recuperare, a fine fiera, il cibo avanzato dagli stand.”
Come operate sul territorio? Con quali altre realtà collaborate?
“Il nostro progetto lavora nel piccolo, nella piccola distribuzione, cercando di avere un approccio locale alla città; cerchiamo di operare nel luogo del quartiere, in modo che le persone che vi abitano possano ivi trovare aiuto, collaborazione, relazioni. allo stesso modo, cerchiamo di espanderci in tutta la città e speriamo di poterlo fare in tutta Italia, nel tempo.
RECUP non è fondata su un concetto di carità, ma di mutuo aiuto: ognuno, recuperando per se, per soddisfare i suoi bisogni, aiuta gli altri, poiché il lavoro si fa insieme. Cerchiamo di coinvolgere le persone, non nel ricevere, ma nell’agire e nel reagire a una situazione non piacevole.”
Alcuni dei ragazzi di Recup all'opera

Alcuni dei ragazzi di Recup all’opera

Quali progetti avete per il futuro? Quali scenari evolutivi vedete come possibili?

“In futuro vorremmo avere una sede, per avviare altre attività, da una cucina sociale ad eventi, aperitivi , percorsi di educazione ambientale e sociale, sensibilizzazione; vorremmo estender pian piano il progetto a tutti i mercati di Milano, collaborando con Amsa ad implementare la raccolta differenziata, vorremmo porci come mediatori tra associazioni bisognose e altri soggetti che potrebbero avanzare cibo, come catering, ristoranti, panetterie, gastronomie ecc.
In che modo, secondo te, RECUP migliora Milano?
“Recup migliora Milano poiché avvia la città ad un modello di economia circolare ancora solo abbozzato. Il cibo che perde valore economico riacquista valore sociale: dal nostro slogan si percepisce che secondo noi esiste la necessità di uscire da alcuni circuiti chiusi dell’economia e della società, per aprirsi a realtà che coinvolgono gli stessi cittadini nel rendere la città migliore, per tutti.”

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