Ambiente e Sviluppo: intervista a Martina di Labbio- Energie per l’ Italia

Stefano Parisi Energie PER l' ItaliaAmbiente e Sviluppo: intervista a Martina di Labbio- Energie per l’ Italia- di Samanta Airoldi. Sempre più frequentemente si parla di “fuga dei cervelli dall’Italia”, ovvero giovani neolaureati che, per potersi realizzare professionalmente, emigrano verso paesi che offrono loro più opportunità. Si presta, purtroppo, poca attenzione a quei tanti meravigliosi giovani che scelgono di restare e di impegnarsi, attraverso progetti concreti, per rendere l’Italia un posto migliore per tutti, lavorando sui più differenti aspetti. Tra questi giovani c’è Martina Di Labbio, 25 anni, Dottore in Ingegneria e coordinatrice del tavolo Energia e Ambiente di Energie per l’Italia, neo partito nato per iniziativa di Stefano Parisi.

“Siamo un Partito con le caratteristiche di dinamicità e lo spirito critico del “movimento”. Spesso i Partiti si adagiano su se stessi e sulle proprie posizioni, per noi, invece, è fondamentale non perdere il contatto con le reali esigenze e problematiche della popolazione, del Paese, al fine di elaborare proposte di cruciale importanza, ma altresì fattibili”.

Ingegnere Martina di Labbio

Ingegnere Martina di Labbio coordinatrice del tavolo Ambiente e Sviluppo di Energie PER l’Italia

Concretezza e applicabilità al contesto sono tra le linee guida del programma di Energie per l’Italia. Uno studio attento del contesto, dei problemi e delle richieste al fine di elaborare proposte che riescano a conciliare sviluppo e rispetto per l’ambiente che- come ribadisce l’ingegnere Di Labbio- “è la casa di tutti. Siamo tutti ospiti sul Pianeta e, dunque, è nostro dovere rispettarlo”. Ma in un panorama politico in cui i micropartiti sorgono e tramontano ogni giorno, in cui si sente asserire e poi smentire tutto e il contrario di tutto, in cosa si distingue Energie per l’Italia dalle proposte concorrenti di altri partiti “ambientalisti”? “Noi non abbiamo il timore di guardare la realtà in volto, di dire la verità per quel che é. La verità é imprescindibile per attuare un efficace programma di governo. Abbiamo analizzato le proposte della “concorrenza” e, talvolta, vengono riproposte idee esistenti, a volte un po’ superate e, di fatto, inapplicabili. Manca un attento studio sul rapporto tra ambiente e sviluppo, mancano studi sulla fattibilità, manca concretezza insomma. E, inoltre, manca un preciso piano di investimenti. Il programma di Energie per l’Italia prevede proprio una sburocratizzazione, una semplificazione della legislazione al fine di incentivare gli investimenti dei privati nella ricerca tecnologica perché senza ricerca non vi è sviluppo e senza sviluppo tecnologico si può fare ben poco di concreto per l’ Ambiente. Servono tecnologie nuove, più all’avanguardia.”

Il concetto di “sviluppo” è un po’ usato e sfruttato da tutti. Che idea ne hai tu, giovane ingegnere, coordinatrice di un tavolo di lavoro così importante?

“Premetto che uno dei punti del programma di Energie PER l’Italia è accorpare il Ministero dello Sviluppo e il Ministero dell’Ambiente. Da qui si può dedurre che per me e per Energie per l’ Italia sviluppo tecnologico e minimo impatto ambientale siano due obiettivi da perseguire congiuntamente. Mi spiego meglio: lo sviluppo tecnologico deve essere funzionale a conciliare la massima autosufficienza energetica possibile con il minimo impatto ambientale possibile. É importante implementare i sistemi tecnologici per soddisfare la domanda energetica attraverso una produzione sostenibile.”

Da Ingegnere qual è il tuo parere sulle rinnovabili presenti in Italia? Cosa non funziona? Perché restano ancora un settore di “nicchia” e non sono ancora percepite come la normalità?

“Diciamo che c’è molto da lavorare sul “rinnovamento delle rinnovabili”. ll fotovoltaico non è ancora pienamente performante ed efficiente, non è tecnologicamente sviluppato; per l’eolico bisogna rivedere il sistema di produzione. È importante lavorare molto sulla fattibilità: le energie Rinnovabili devono essere progettate per calarsi nel sistema “paese”. In questi mesi di lavoro con il tavolo Energia e Ambiente ci siamo concentrati molto sulla fattibilità: da come integrare l’economia circolare, alla legislazione ambientale, come poterla semplificare e rendere meno cavillosa proprio per favorire investimenti privati in vista di un mercato libero e competitivo. Un altro aspetto su cui abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare è la geopolitica, ovvero come fare accordi di scambi energetici vantaggiosi per l’Italia.”

Samanta Airoldi

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