Milano ecosostenibile: neorurale la Cassinazza

Neorurale la Cassinazza

Milano ecosostenibile: neorurale la Cassinazza- di Samanta Airoldi. Sempre attenta e impegnata nel promuovere la sostenibilità sotto ogni aspetto, qualche giorno fa ho avuto il piacere di essere catapultata in un ambiente rurale del 1000 d.C

No non sono entrata nella macchina del tempo e non era un sogno, o meglio: era un sogno…sì ma ad occhi aperti e con i piedi ben piantati al suolo…e che suolo!

Ettari ed ettari di terreno riportati al loro stato originario grazie ad un’attenta opera di rinaturalizzazione.

A guidarmi dentro questo meraviglioso mondo che, incredibile ma vero, si trova ad appena 14 km in linea d’ aria dal Duomo di Milano, è stato Piero Manzoni, titolare della Cassinazza.

La Cassinazza si estende su un’area di circa 1600 ettari. A partire dal 1996, per idea del suocero di Piero Manzoni, hanno preso avvio numerosi interventi di rinaturalizzazione all’interno del territorio: formazione di oltre 107 ettari di aree umide, 78 ettari di boschi, 65 ettari di rimboschimenti di legname, 50 ettari di prati, 110 km di siepi e filari campestri.

cavalli e mietitrebbia riso

cavalli e mietitrebbia riso

Come mi spiega Piero: ” Abbiamo importato le piante che erano presenti sul territorio nel 1000 d.c attraverso un attento studio del territorio, affiancati e guidati dall’Università di Milano e di Pavia. Abbiamo seminato i semi più antichi e quanto più possibile simili agli originali. L’obiettivo sarebbe ritornare al paleolitico, per ora, in appena 21 anni, siamo già arrivati al 1000 d.c.”

L’aggettivo “neorurale” indica un territorio dove alle attività agricole si affiancano altri servizi di natura puramente ambientale possibili proprio grazie a questi interventi di rinaturalizzazione.

Grazie al ripristino di una ricca biodiversità ispirata alle origini anche la ricchezza della fauna ne ha tratto enorme giovamento.

Infatti alla Cassinazza è possibile ammirare specie di uccelli da anni scomparse dal territorio lombardo. Qui uccelli, pesci, caprioli, cavalli, anatre vivono felici, sereni, in libertà, senza la paura di aggressioni umane.

La gestione dei terreni della Cassinazza, dunque, in linea con la Politica Agricola Comunitaria, è finalizzata a ripristinare il giusto equilibrio tra elementi naturali e ambientali ed esigenze moderne legate alla produzione agricola.

I terreni vengono irrigati da un’acqua “speciale”: l’acqua del naviglio filtrata e depurata da un depuratore naturale, un fragmiteto di canne.

caprioli

caprioli

Quest’acqua, unita a tutto il processo di rinaturalizzazione con il conseguente ritorno di grande varietà faunistica e di biodiversità, consente di coltivare senza l’uso di insetticidi (io ero incredula ma nel territorio pavese non ho trovato nemmeno una zanzara!), con un uso ridottissimo di pesticidi e con fertilizzanti naturali, non minerali, dati dai rifiuti organici degli animali.

In tali condizioni vengono coltivati 800 ettari di riso, da sempre grande ricchezza del territorio pavese.

“Sottraendo 15 ettari su 100 alla coltivazione, per destinarli all’ambiente naturale, non solo il prodotto finale ne guadagna in termini qualitativi ma, in termini economici noi ci guadagniamo. Perché l’ambiente ci consente di ripristinare quelle condizioni tali che ci consentono di non utilizzare insetticidi e minimizzare i pesticidi e fertilizzanti chimici“

Ma- chiedo io- questo processo rivoluzionario che riporta, in un certo senso, il territorio alle origini, può funzionare solo con questo determinato clima e territorio e, dunque, solo per la coltivazione del riso oppure è esportabile ovunque?

“è esattamente ciò che noi stiamo provando a fare: esportare questo modello Neorurale in altre parti del mondo adeguandoci ad altri climi e ad altri terreni e incrementando, dunque, la produzione di altre colture, dalla frutta, agli ortaggi ad altri cereali.”

Va da sè che un siffatto modello, se fosse esportabile in paesi come Africa e Sud America, significherebbe un enorme passo avanti per lo sviluppo economico sostenibile: coltivare con interventi minimi e spese molto ridotte ottenendo grandi quantità di raccolti e senza depauperare il territorio ma, anzi, ri-arricchendolo in termini di biodiversità.

Ma la Cassinazza ci riserva altre sorprese: un bellissimo progetto di economia circolare che sta prendendo sempre più piede sul territorio.

La necessità di un’agricoltura sempre più ecosostenibile e sempre meno impattante ha portato a sviluppare tecniche di agricoltura conservativa e di rotazione delle colture in modo da sviluppare lo sviluppo di comunità microbiotiche in grado di migliorare la fertilità del terreno. In questo modo, diminuendo drasticamente l’utilizzo di erbicidi e pesticidi, sono state, di conseguenza, diminuite di molto le emissioni di CO2.

La Cassinazza

La Cassinazza

Attualmente la quantità di carbonio immagazzinate nel terreno risultano inferiori a quelle emesse per la produzione e, quindi, possiamo orgogliosamente dire che l’azienda Neorurale della Cassinazza coltiva e produce senza emissioni di gas serra.

Al fine di migliorare ulteriormente si è creato, all’interno dell’azienda, un centro per il recupero e il riutilizzo degli elementi nutritivi ricavabili da materie organiche da trasformare in fertilizzanti.

Tale centro può ricevere 120.000 tonnellate all’anno di rifiuti organici provenienti da allevamenti zootecnici, industrie agroalimentari e da tutti gli scarti organici

Tali scarti vengono poi trasformati in 190.000 tonnellate di fertilizzante organico completamente igienizzato e deodorato. L’energia utilizzata per il trattamento e la trasformazione di tali scarti deriva direttamente dal biogas prodotto dal processo.

In questo modo è resa possibile la fertilizzazione del terreno senza l’utilizzo di fertilizzanti chimici e, al contempo, il riutilizzo degli scarti organici all’interno di un processo virtuoso di economa circolare che non prevede scarti perché ogni elemento viene riassorbito all’interno del processo di produzione.

Un beneficio per ambiente e agricoltura che si trasforma, in ultimo, in beneficio per il consumatore.

Come sempre ciò che fa bene alla natura fa bene anche a noi esseri umani e alla Cassinazza questo lo hanno capito già da più di 20 anni 😉

 

Samanta Airoldi

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Samanta Airoldi

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