Mostre Milano – Dentro Caravaggio

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Mostre Milano: Dentro Caravaggio – di Stefano Malvicini – A Palazzo Reale, un viaggio alla scoperta dei retroscena della pittura di un nostro grande maestro

Caravaggio. Basta questo nome per scaldare gli entusiasmi dei visitatori! Una mostra sul suo genio e sulla sua pittura garantisce, sicuramente, un grande afflusso di pubblico, perché l’artista lombardo fu, sicuramente, un rivoluzionario nel concepire un nuovo modo (e un nuovo Mondo) per raffigurare scene pittoriche sacre e profane, tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo.

Michelangelo Merisi, come tutti sappiamo, nacque a Milano, intorno al 1571, da famiglia originaria, appunto, di Caravaggio, cittadina della bassa bergamasca, all’epoca già balzata agli onori della Storia dell’Arte per aver dato i natali a un altro pittore, Polidoro Caldara, detto Polidoro da Caravaggio, che, a Roma, divenne allievo di Raffaello. Ovviamente i biografi, subito, gli affidarono, come soprannome, quello della località di origine dei genitori, con cui, ancora oggi, lo conosciamo tutti. Quasi nessuno dice “vado a vedere una mostra di Merisi”, ma “vado a vedere Caravaggio”, “qui dentro c’è un Caravaggio”, e così via! Sarebbe superfluo fare un racconto biografico della vita di Michelangelo, ma basti tracciare alcuni cenni alla sua vicenda. A Milano si formò con Simone Peterzano fino al 1592, quando lasciò definitivamente la Lombardia per Roma, dove ottenne i maggiori successi pittorici, rimanendovi per sedici lunghi anni, frequentando l’ambiente artistico e culturale della città, ma dimostrando anche un carattere irascibile e violento, che, sovente, lo portò ad accessi d’ira e a risse, fino al 1606, quando, in seguito alla condanna a morte per aver ucciso, durante una lite relativa al gioco della pallacorda, Ranuccio Tomassoni, dovette scappare prima a Napoli, dove dipinse opere grandiose, poi a Malta, dove cercò di entrare nell’Ordine dei Cavalieri, con il fine di ottenere una grazia dal Papa, e poi, in Sicilia, dove, tra Siracusa, Messina e Palermo realizzò altri capolavori. Tornò a Napoli nel 1609, dopo l’espulsione dai Cavalieri di Malta a causa del suo carattere, ma, alla fine, papa Paolo V gli concesse la grazia e Michelangelo si mise in viaggio per tornare a Roma via mare, con una feluca che, dalla città partenopea doveva giungere a Palo di Ladispoli. Questa, per motivi dovuti a controlli della sorveglianza costiera papale, dovette fare scalo a Nord, a Porto Ercole, dove Michelangelo giunse nel 1610. Con ogni probabilità, durante il viaggio, Michelangelo contrasse un’infezione intestinale che, trascurata, lo condusse a breve alla morte, avvenuta il 18 luglio 1610 presso una confraternita di Porto Ercole.

Caravaggio, comunque, torna a Milano, nella sua Milano, sessantasei anni dopo la prima grande esposizione curata dal vero riscopritore della sua opera, Roberto Longhi. Senza questi cenni biografici, risulta difficile comprendere la grande mostra che Milano ha dedicato a Caravaggio, nella cornice sontuosa di Palazzo Reale, dal 29 settembre 2017 al 28 gennaio 2018. La mostra, promossa da Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira, in collaborazione con il MIBACT, è curata da Rossella Vodret, ma con un comitato scientifico di tutto rispetto, presieduto da un grande studioso come Keith Christiansen. La mostra è straordinaria perché, con venti capolavori del maestro, provenienti dall’Italia e dall’Estero e per la prima volta esposti insieme, evidenzia la rivoluzione che Caravaggio compì nella Storia dell’Arte, sia lavorando sul naturalismo dei suoi soggetti, realistici più che mai, personaggi che popolavano la Roma papale tra fine ‘500 e inizio ‘600, sia sull’uso, personale e profondo, del gioco tra luce e ombra, che segnò lo spartiacque tra epoca rinascimentale e barocca. Per dirla con un critico come André Berne – Joffroy, “ciò che inizia con l’opera di Caravaggio è semplicemente la pittura moderna“. I personaggi immortalati da Caravaggio erano cortigiani, paggi, ma anche prostitute, come quella da lui scelta per La Morte della Vergine per la Chiesa Nuova o la Maddalena Penitente o, ancora, la sua amante Lena per la Madonna dei Pellegrini, entrambe in mostra, e popolani. Quella ritratta da Caravaggio era la gente, l’umanità vera della Capitale, fuori dai circoli ristretti e raffinati della Corte Pontificia e dei Patrizi romani. Spesso Caravaggio realizzò suoi autoritratti, scegliendo sé stesso come soggetto per alcune rappresentazioni sacre e profane, come Il fanciullo morso da un ramarro in mostra. Un vero rivoluzionario, Caravaggio lo è stato per la sua luce, sempre fonte misteriosa, che tutti noi, profani osservatori delle sue scene sacre ambientate nelle taverne di Roma, come le tele con le storie di San Matteo per la Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi (1600), ci chiediamo da dove arrivi. E’ una luce scientifica, che, però, ha sembianze divine, con questo alone di mistero che la caratterizza.
C’è anche un secondo motivo per cui la mostra milanese è straordinaria: le opere, per la prima volta, sono affiancate da monitor che mettono in evidenza le indagini radiografiche e diagnostiche, eseguite sulle tele, e che ci svelano, passo dopo passo, la genesi dei dipinti di Caravaggio sin dalla prima fase di abbozzo. Per questo motivo, il titolo “Dentro Caravaggio” calza perfettamente, perché l’indagine radiografica ci permette di viaggiare quasi dentro la tela, scendendo sotto i pigmenti che il Merisi utilizzò, alla ricerca delle fasi preparatorie del dipinto. Ciò che emerge ci lascia a bocca aperta! Non solo tracce più evidenti di neri e di biacca nelle fasi preliminari, ma anche veri e propri ripensamenti. I due casi più emblematici sono il frate domenicano emerso sotto il carnefice di destra della Flagellazione del Museo di Capodimonte a Napoli, che evidenzia un originario encomio all’ordine che gli commissionò, nel 1607, la pala per la Basilica partenopea di San Domenico Maggiore, i ravvedimenti relativi alla spada del Cavaliere di Malta, del 1607-8, da Palazzo Pitti a Firenze, in origine più in alto, quasi pronta a essere sguainata dall’elsa, rispetto alla versione attuale, o il particolare della zingara che sfila l’anello al giovane della Buona Ventura, del 1597, dai Musei Capitolini di Roma.

In conclusione, ecco le opere in mostra, corredate dalle foto.

  1. San Giovanni Battista, 1604, The Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, MissouriCaravaggio, San Giovanni Battista
  2. Flagellazione, 1607, Museo di Capodimonte, Napoli
  3. Ritratto di un Cavaliere di Malta, 1607-8, Galleria Palatina di Palazzo Pitti, Firenze
  4. San Girolamo Penitente, 1605-6, Museo dell’Abbazia di Montserrat
  5. Ragazzo morso da un ramarro, 1597, Fondazione Roberto Longhi, Firenze
  6. San Giovanni Battista, 1604 ca., Galleria Nazionale di Arte Antica, Roma
  7. La Buona Ventura, 1597, Musei Capitolini, Roma
  8. Sacrificio di Isacco, 1603, Galleria degli Uffizi, Firenze
  9. San Francesco in Estasi, 1598 ca., Wadsworth Atheneum of Art, Hartford, Connecticut
  10. Riposo durante la fuga in Egitto, 1597, Galleria Doria Pamphilj, Roma
  11. Incoronazione di Spine, 1604-5, Pinacoteca della Banca Popolare, Vicenza
  12. Marta e Maria Maddalena, 1597-98, Detroit Institute of Arts
  13. Salomé con la testa del Battista, 1607-10, National Gallery, Londra
  14. San Francesco in meditazione, post-1604, Museo Civico, Cremona
  15. Maddalena Penitente, 1597, Galleria Doria Pamphilj, Roma
  16. Giuditta che taglia la testa di Oloferne, 1602, Galleria Nazionale di Arte Antica, Roma
  17. Martirio di Sant’Orsola, 1610, Gallerie d’Italia di Palazzo Zevallos Stigliano, Napoli
  18. San Francesco in meditazione, 1606, Galleria Nazionale di Arte Antica, Roma
  19. Madonna di Loreto (Madonna dei Pellegrini), 1604-5, Basilica di Sant’Agostino, Roma
  20. Sacra Famiglia con San Giovannino, 1602-4, Metropolitan Museum of Arts, New York

Non resta che visitare la mostra, alla scoperta dell’universo di Caravaggio e della sua rivoluzione!

Dentro Caravaggio
Palazzo Reale, Piazza Duomo 12, 20121 Milano
Orari: lunedì 14.30-22.30
martedì – mercoledì – domenica 9.30-20.00
giovedì – venerdì – sabato 9.30-22.30
Biglietti: intero 13,00 euro; ridotto 11.00 euro
Info: http://www.caravaggiomilano.it/

Stefano Malvicini

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