Milano teatro: Viaggio in Europa

viaggio in EuropaMilano teatro: Viaggio in Europa- di Samanta Airoldi. Un viaggio dalle origini fino ai giorni nostri, passando per Roma, madre di quell’Europa che oggi la schiaccia relegandola ai margini di un “impero” che si regge sulle briciole di un passato mitizzato. Roma oggi città turistica che ha perso l’autorevolezza della madre…Londra e Parigi che si contendono, all’interno dei loro musei, la memoria di quanti più popoli possibile e la Germania che, invece, ricorda e celebra solo se stessa…Per arrivare poi alla fredda Russia, Europa ma forse non europea…

Questo e molto altro è Viaggio in Europa, spettacolo teatrale originale scritto, diretto e interpretato da Federico Leonardi, che ha risposto a qualche domanda su questo ambizioso progetto.

 Come nasce l’idea di Viaggio in Europa?
Nasce in tre momenti. Innanzitutto, ho sempre avuto l’ambizione di scrivere un’opera che rappresentasse la storia e l’essenza del nostro continente, ma non mi sentivo pronto. Occorreva studiare, viaggiare, abitare in altre parti dell’Europa. Il secondo momento è stato nel 2009 quando, abitando e studiando a Londra, ho cominciato a pensare di essere pronto per cominciare. Infine, nel 2015 quando la crisi dell’Unione Europa si è fatta profonda, mi è sembrato che il momento fosse giunto: la mia ricerca personale poteva avere un senso collettivo. Così fra il 2015 e il 2016 ho cominciato a dare una prima forma a diari, impressioni, studi e trarne VIAGGIO IN EUROPA. Questo, nelle mie intenzioni, è il primo episodio.
 
Che cos’è oggi l’Europa? Cosa significa concretamente ma anche simbolicamente quella che è la meta di milioni di esseri umani pronti a rischiare la vita pur di raggiungerla?
L’Europa oggi è sempre più il vecchio continente, come dicono gli americani, cioè la grande madre degli USA, perno del mondo globalizzato. Tuttavia, se ci stacchiamo da questo sguardo attuale e quasi cronachistico, da questo luogo comune americano, suggerisco che possiamo guardare all’Europa come il grande passaggio dell’homo sapiens, che cerca di rendere l’ambiente abitabile e cerca un sapere in luoghi sparsi per il mondo, a un nuovo modello di homo, che non saprei definire, che si muove in un mondo unificato e in cui protagonista è la tecnologia. Così, l’europeo è stato l’anello fra le grandi civiltà antiche e l’uomo globalizzato. Simbolicamente, invece, l’Europa mostra virtù e debolezze sia della divisione sia dell’unione. Infatti, della sua divisione ha fatto occasione di concorrenza per il dominio globale, ma ha finito per autodistruggersi in due guerre mondiali; la sua unione, avvenuta secoli in ritardo, è, invece, simbolo di chi è troppo grande per vedere i suoi difetti. E queste due sono lezioni per la storia futura, per l’umanità in generale che l’Europa ha contribuiti ad unificare. 
viaggio in Europa

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Migrazione, tema scottante di cui si parla ogni giorno. Tema al centro, per un verso o per l’altro, delle campagne elettorali dei differenti schieramenti politici. Le migrazioni esistono da sempre perché migrare fa parte della natura dell’essere vivente. Similitudini e differenze tra ieri e oggi?
Rispetto al passato più recente, direi dieci anni fa, la migrazione è diversa: prima i flussi erano controllati dai governi, ora non lo sono più. L’assenza di controllo statale è la causa di ciò che ci scandalizza. Perciò sempre più emerge l’analogia con un passato meno recente, quando secoli fa le migrazioni di popoli avvenivano in zone che nessuno controllava e potevano mettere in crisi le civiltà: per esempio, la migrazione dei germani dalle terre di nessuno dell’Asia centrale e del Nord Europa sull’impero romano d’Occidente, oppure quella degli arabi dai deserti della penisola araba verso l’impero romano d’Oriente.
 
Cosa vuoi lasciare ai tuoi spettatori? Quale il messaggio che vuoi comunicare?
Mi piacerebbe che si emozionassero nel vedere un viaggio di scoperta di sé, come un romanzo di formazione tipicamente europeo; la mia ambizione, non so quanto riuscita, è quella di coinvolgerli in una ricerca per noi europei universale. Inoltre, provare a fare emergere un tema tipico, ma oggi quasi dimenticato, una ricerca delle anime dei vari popoli del nostro continente. Il messaggio è che se viaggiamo anche nel tempo, come il protagonista fa, si vede che l’Europa è il ponte fra il continente più grande del mondo, l’Asia, e il resto del mondo: l’Europa è stato il trampolino di lancio per popolazioni migranti dell’Asia per raggiungere la stabilità e la civiltà e poi, in una seconda fase, lanciarsi nel resto del mondo per tentare di dominarlo. 
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Samanta Airoldi

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