Milano: Energie Sociali- Jesurum Lab

energie sociali jesurum labMilano:  Energie Sociali- Jesurum Lab. Se c’è una città sempre in fermento, che non dorme mai beh cari miei quella è proprio Milano!
Idee, progetti, sperimentazioni socioculturali che prendono vita in un lampo grazie ad ingegno, creatività e molta voglia di mettersi in gioco per rendere la città  più vivibile e colorata per tutti.
E in un periodo in cui lo spreco energetico è alle stelle c’è chi ha deciso di non sprecare nemmeno un grammo di energia ma di investirle nel sociale: Michela Jesurum!
Già ideatrice di “Tira il Piatto contro il Muro”, street food mediorientale che unisce buon cibo e integrazione,  Michela è alla base di una realtà più ampia, Energie Sociali Jesurum Lab, un progetto che vede come protagonisti esseri umani di ogni etnia e cultura,  l’impegno antirazzista, la cultura sociale del rispetto, dell’accoglienza e dell’uguaglianza, l’infanzia e i diritti.
Questo e molto altro è Energie Sociali- Jesurum Lab che lei stessa ci racconta.
 Ciao Michela, ti ho lasciata con uno street Food mediorientale e ti ritrovo con un laboratorio di Energie Sociali. Parlami un po’ di questo progetto? Come nasce? In cosa consiste? Cosa ha in comune con Tira il piatto contro il Muro?
Io nasco nel marketing. Dopo venticinque anni passati ad occuparmi di piani di comunicazione per aziende, mi sono resa conto che i bisogni ci sono: il pubblico li conosce bene e le aziende, con le quali ho lavorato e lavoro, possono dare loro una risposta. Per me questa è stata un po’ una scoperta, in un periodo della mia vita caratterizzato da un incontro con il mondo del sociale prima personale che lavorativo. Ho voluto provare a percorrere una nuova strada, ed è nata Energie Sociali Jesurum Lab, agenzia di comunicazione che scommette proprio sulle buone sinergie tra Pubblico e Privato, facendo incontrare i bisogni espressi dalla comunità e intercettati dalle amministrazioni comunali con le risorse e la progettualità di partner e aziende che hanno a cuore il benessere socio-economico dei territori in cui operano. Credo fermamente che i bisogni di business di un’azienda, assolutamente rispettabili e fondamentali per l’economia del nostro paese, possano conciliarsi con i bisogni delle persone che lo abitano. In collaborazione con i Comuni sono nati in questi anni progetti diversi: uno su tutti, il primo, il Diritto al Compleanno, che, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano, da quattro anni regala compleanni a bambini che altrimenti dovrebbero rinunciarvi. Sono stati con noi in questi anni Partner e cittadini, che hanno contribuito donando “compleanni sospesi”. Oppure il pacco dono di benvenuto per i nuovi nati che, da Comune di Milano, è arrivato ora in diversi Comuni e che ha visto le aziende che hanno partecipato superare le consuete logiche di mercato per sostenerlo insieme.

tira il piatto contro il muro

Tira il piatto contro il muro StreetFood Mediorientale

Tira il piatto contro il muro è nato in questo contesto di incontro, quando il Comune di Milano iniziò a mostrare all’Italia come ci si comporta con chi scappa dalla guerra e dalla fame. Con questa nuova realtà proviamo ora a dimostrare quante strade possa imboccare il processo di integrazione, far vedere come accoglienza e integrazione possano costruire insieme a noi nuovi modelli di business legati al welfare e al sociale.

Energie sociali. Di quali Energie oggi, secondo te, la società occidentale ha più bisogno?
È nel volto, dice il filosofo Emmanuel Lévinas, che si sperimenta l’incontro con l’altro, che si gioca l’essenziale, che scopro che “il mondo è mio nella misura in cui lo posso condividere con l’altro”. Quelle nostre vite fitte di impegni, spesso composte – o meglio, scomposte – di tanti frammenti: il lavoro, la famiglia, gli amici, le passioni, gli impegni sociali. Vite che spesso faticano a ritrovare la dimensione del “noi”, di un’esperienza condivisa, di un impegno comune. Il bene comune come risorsa, soprattutto in un momento in cui il welfare è sempre più patrimonio nostro, e lo è ancora di più se l’interazione avviene tra competenze, tra chi sa spendersi nel sociale mettendo a valore talenti e professionalità.

 Con il tuo laboratorio hai avviato una collaborazione con il nuovo Palazzo del cinema Anteo. Parlami di questo progetto?
Insieme a Energie Sociali Jesurum Lab abbiamo creato una associazione che di diritti e welfare si occupa. E con l’Associazione abbiamo cominciato questa nuova storia che si chiama Spazio piccoli Nuovo Arti. Una bella avventura di collaborazione oggi tra Associazione Energie Sociali Jesurum e, appunto, il nuovo Palazzo del Cinema Anteo.

energie sociali jesurum lab e cinema Anteo

energie sociali jesurum lab e cinema Anteo

Ed ecco allora uno spazio dove raccontarti – tu bambino – come sei, come vuoi essere, come ti vedono, come ti vedi. Insomma, la società, il mondo si rimpiccioliscono per scoprire quel tenero Io che è un bimbetto, e il bimbetto, con le proprie idee, si allarga, cresce fino a diventare la società, il mondo, gli Altri, l’Altro. Ognuno con i propri sogni e i propri bisogni. Uno spazio dove giocare e colorare, magari mentre gli adulti si godono un bel film poche sale più in là. Oppure uno spazio dove passare qualche ora, un giorno o ogni settimana. O ancora uno spazio dove seguire un laboratorio di cucina creativa o un corso di fumetto o di fotografia. Uno spazio affidabile, allegro, intelligente, dove si impara che 1+1= NOI. Noi che vuol dire Io e gli Altri. Noi che significa diversità “alla pari”. Amici, sconosciuti, nonni, raccontatori di fiabe da inventare insieme. Giochi di gruppo e di immaginazione, che partono da temi come il valore della diversità, la natura, il riuso, i diritti, la comunità, per crescere i nostri figli e i nostri nipoti allegri, felici e consapevoli insieme. Abbiamo creato, qualche anno fa, un libro, da grande sarò me stessa/me stesso: Spazio piccoli Nuovo Arti (https://www.jesurumlab.com/spaziopiccoli) prosegue un po’ questo discorso.

Spaziopiccoli presso il cinema Anteo

Spaziopiccoli presso il cinema Anteo

 Cultura, cooperazione, bambini, immigrati, cibo mediorientale, sociale…Quale il fil rouge che anima tutti questi progetti? Qual è il tuo obiettivo per i prossimi anni? Quale insegnamento vuoi lasciare alle generazioni che in questa società cresceranno o stanno crescendo?
Credo in un welfare a tutto tondo – sociale, culturale, dei diritti e dei doveri – come patrimonio comune, di scambio, incontro, crescita. Ma il sociale – fatto di altri, fatto di storie, esperienze e vissuti diversi – ci fa un po’ paura. E credo che dobbiamo ammetterla a noi stessi e agli altri, questa paura. Superare l’accettazione acritica e incondizionata di chi chiude gli occhi di fronte al perturbamento che l’incontro con l’altro comporta. Riassorbendo tutto nella prossimità – rimuovendo quella diffidenza che sa di paura – si rischia di mancare l’incontro con l’altro: di non riconoscere che l’altro è un altro, con le sue differenze e con le sue stravaganze. Ma poi, una volta ammessa la paura, ci vuole il coraggio, l’impulso a reagire. Partiamo da un legame con la Comunità che si può – si deve – coltivare sin da bambini, quando si impara che il mondo è mondo in comune e che del benessere di questa cosa che chiamiamo “cosa pubblica” dobbiamo prenderci cura insieme.

Samanta Airoldi

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