Mostre Milano – Davide Mosconi

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Mostre Milano: Davide Mosconi – di Stefano Malvicini – Percorsi tra Arte, Moda e Pubblicità alla Galleria Milano

Davide Mosconi, Modella Ritagliata, 1967

Davide Mosconi, Modella Ritagliata, 1967

Ancora una volta, Galleria Milano vuol dire sperimentalismo e ricerca nel settore dell’Arte, ma a tutto tondo, spaziando a trecentosessanta gradi su diverse forme creative.

Davide Mosconi, Stand "Ti Amo" di Giulio Confalonieri, 1968

Davide Mosconi, Stand “Ti Amo” di Giulio Confalonieri, 1968

Dal 19 settembre fino al 18 novembre, infatti, nello spazio espositivo di Via Turati, è allestita la mostra dedicata al grande fotografo milanese Davide Mosconi. Curatore è il professor Elio Grazioli, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Bergamo, nonché direttore artistico della kermesse Fotografia Europea di Reggio Emilia. Un nome, per intenderci.

Davide Mosconi, Cuscini realizzati per Fede Cheti, 1968

Davide Mosconi, Cuscini realizzati per Fede Cheti, 1968

Davide Mosconi fu quello che viene, convenzionalmente, chiamato un artista poliedrico. Nacque a Milano nel 1941. Dopo una formazione musicale al Conservatorio Giuseppe Verdi, Davide, affascinato dalla fotografia, si recò a Londra nel 1961 e, poi, per quattro anni, a New York, dove si formò accanto a un maestro come Richard Avedon. Tornato a Milano nel 1968, Mosconi tenne la sua prima mostra personale alla Galleria Il Diaframma. Nel 1969, fondò Studio X, presso cui portò avanti progetti fotografici per la pubblicità e per la moda. Nel frattempo si dedicò anche alla Musica e al Cinema, fondando un gruppo sperimentale, i N.A.D.M.A. (Natural Arkestra De Maya Alta) e partecipando, con un cortometraggio, a una mostra collettiva al MOMA di New York. Mosconi lavorò anche per il Teatro, con progetti musicali e scenografici realizzati insieme a Bruno Munari e Piero Castiglioni. Con il passare degli anni, tornato alla Fotografia, scoprì l’uso della mitica Polaroid e realizzò grandi trittici, concepiti come variazioni su un soggetto umano. Grazie a una di queste opere, nel 1984 ottenne il premio Polaroid. Su tali temi, Davide continuò a lavorare fino alla morte, avvenuta a Milano nel 2002.

Davide Mosconi, Annuncio Pubblicitario sul Corriere della Sera, 1968

Davide Mosconi, Annuncio Pubblicitario sul Corriere della Sera, 1968

Il connubio tra Galleria Milano e Davide Mosconi era già stato il perno di una mostra, sempre curata dal professor Grazioli, nel 2014, dedicata al percorso che l’artista milanese svolse, tra Moda, Arte in senso puro e Design. La mostra attuale, invece, viene a configurarsi come un approfondimento della precedente, con cui Grazioli intende mostrarci alcuni aspetti inediti della carriera artistica di Mosconi, in primis la sua attività di fotografo di Moda e Pubblicità, marginale nel panorama artistico ma centrale nella sua vicenda biografica, in quanto tale mestiere gli consentì di guadagnarsi da vivere. Mosconi spiccò anche in tale settore, dimostrando una vena poetica e, a tutti gli effetti, “artistica”. Molto del materiale raccolto in mostra proviene da una ricerca ad hoc, poiché Mosconi conservò poco o nulla del suo lavoro.

Davide Mosconi, Pubblicità per Centro Tutela Lino, 1979

Davide Mosconi, Pubblicità per Centro Tutela Lino, 1979

Le opere di Mosconi in mostra sono incentrate, sempre, sul tema dell’antidesign, ovvero quello della naturalità dei suoi soggetti, mai artefatti, ma sempre umani. Si potrebbe dire che i soggetti immortalati da Mosconi siano “se stessi”. Il corpo umano, per l’artista, è centrale, in quanto perno del Mondo e fonte di vita, nonché “mezzo di azione sul reale e nel reale” (Grazioli). Così nella fotografia “pura”, tanto in quella di Moda e pubblicitaria, il suo approccio è lo stesso, con modelle e modelli dalle pose esasperate, quasi espressionistiche, ma mai artefatte. Mosconi, come si può evincere dalle opere in mostra, lavorò moltissimo sul tema del nudo, che, con una luce sfumata, diventò esercizio artistico e creativo. Il suo nudo è frutto di una ricerca che molto lo avvicina al maestro Avedon, ma anche allo stile quasi “barocco” di Helmut Newton. Quello di Mosconi e un nudo d’indagine, non certo esaltazione di potenza fisica né voyeurismo, che si inserisce in forme della tradizione pittorica antica come il trittico o il dittico, ma in chiave più psicologica e concettuale, in modo da aprire la nostra mente alla riflessione sull’umanità, in particolare sulla carica primigenia espressa dal ventre gravido fotografato in primo piano oppure dall’occhio che spunta tra le natiche di Isabelle Dufresne (palese ricordo di Magritte e Delvaux, tra l’altro). Le sue immagini, come provato dalle “donne ritagliate”, sono un puro gioco stilistico, ispirato al collagismo dei Surrealisti e dei Cubisti, così come le figure femminili sul letto sembrano quelle immortalate dal grande Oliviero Toscani e i Cuscini per Fede Cheti sono un esercizio simile a quello che Man Ray fece su Meret Oppenheim. Anche sulle riviste di Moda e Design, come Vogue Uomo e Casabella, così come nelle fotografie pubblicitarie, le pose sono esasperate, talvolta sexy, ma a volte grottesche e simili alle figure del Rinascimento (si noti la somiglianza tra le due modelle della pubblicità del Centro Tutela Lino e le figure di Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso, dipinte da Masaccio nella Cappella Brancacci a Firenze), così come, ancora una volta, a quelle surrealiste di Magritte o di Man Ray. Queste fotografie, che concludono la mostra, sono anche un gioco che Mosconi sperimenta, tra passato e presente, con l’Arte antica, specie per “Como città vestita di seta”, in cui la modella bacia un busto di Francesco Laurana o posa sdraiata sul fianco, come la Paolina Bonaparte scolpita da Canova, o anche per “Myster”, in cui l’atmosfera ricorda il decadentismo francese di Moreau e Redon.

Davide Mosconi, Moda misetriosa, 1991

Davide Mosconi, Moda misetriosa, 1991

Davide Mosconi. Moda, Arte, Pubblicità
Galleria Milano, Via Turati 14 – Via Manin 13, 20121 Milano
Orari: martedì – sabato 10.00-13.00; 16.00-20.00
Info: 02 29000352; www.galleriamilano.com; info@galleriamilano.com

Davide Mosconi, Busto di donna con collana e braccialetto

Davide Mosconi, Busto di donna con collana e braccialetto

Stefano Malvicini

 > leggi anche gli altri articoli e recensioni di S. Malvicini per Milano Arte Expo magazine

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