Mostre Milano – Klimt Experience

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Mostre Milano: Klimt Experience – di Stefano Malvicini – Al MUDEC un viaggio multimediale nell’universo dell’artista austriaco

Klimt, Autografo

Klimt, Autografo

Fotografie dedicate a Gustav Klimt nella sua vita privata

Fotografie dedicate a Gustav Klimt nella sua vita privata

Klimt, Disegni erotici

Klimt, Disegni erotici

Klimt, Fregio di Beethoven, L'anelito della Felicità si placa nella Poesia, 1912

Klimt, Fregio di Beethoven, L’anelito della Felicità si placa nella Poesia, 1912

Klimt, Fregio di Beethoven, L'anelito della Felicità si placa nella Poesia, 1912

Klimt, Fregio di Beethoven, L’anelito della Felicità si placa nella Poesia, 1912

Palazzo della Secessione, interno

Palazzo della Secessione, interno, con il Fregio di Beethoven di Klimt

Gustav Klimt. Basta questo nome per scaldare gli entusiasmi del pubblico. A Milano, il grande artista austriaco era già stato protagonista di una grande mostra a Palazzo Reale dal 12 marzo al 13 luglio 2014, ma, ora, si è deciso di andare oltre. Al MUDEC di Via Tortona, infatti, dal 26 luglio 2017 al 7 gennaio 2018, Klimt è il perno di una mostra multimediale che esplora il suo universo e il microcosmo della Vienna tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, in occasione del centenario della morte dell’artista.

Klimt, Hygieia, 1907

Klimt, Hygieia, 1907

Klimt, Albero della Vita, Fregio per Palazzo Stoclet a Bruxelles

Klimt, Albero della Vita, Fregio per Palazzo Stoclet a Bruxelles

Klimt, Manifesto della Prima mostra della Secessione, 1898

Klimt, Manifesto della Prima mostra della Secessione, 1898

Klimt, Chiesa di Unterach sul Lago di Attersee, 1890-1918

Al centro, Klimt, Chiesa di Unterach sul Lago di Attersee, 1890-1918; ai lati, La casa del guardaboschi sul lago di Attersee, 1912

Klimt, Il Bacio, 1907-8

Klimt, Il Bacio, 1907-8

Klimt, Il Bacio, 1907-8

Klimt, Il Bacio, 1907-8

In questo modo, nel 2017, è possibile sognare a occhi aperti il mito dell’”Austria Felix” in cui si mossero Gustav Klimt e altri artisti come Koloman Moser, Otto Wagner e Arnold Schönberg. Prima di parlare della mostra, però, è opportuno citare qualche cenno biografico dell’artista. Gustav Klimt, nato a Baumgarten, presso Vienna, nel 1862, e morto nella Capitale nel 1918, fu la figura artistica che meglio interpretò lo spirito di fine ‘800 in Terra austro-ungarica, unendo Pittura e Arti applicate in uno stile che, sì, per i tratti sinuosi, anticipava l’Espressionismo, ma che fu anche una ripresa di elementi del passato, dal fondo oro di radice bizantina alle maschere arcaiche greche ed etrusche. La rottura con l’Accademismo delle sue origini pittoriche lo portò, insieme ad altri artisti, alla nascita di quel movimento che sarebbe stato chiamato Secessione Viennese. Il suo stile mirò, per tutta la vita, a essere Gesamtkunstwerk, opera d’Arte totale, in una concezione che, dalla Pittura e dall’Oreficeria di Hoffmann, si estendeva anche all’Architettura di Wagner e Olbrich e alla Musica dodecafonica di Schönberg, in quella che veniva chiamata Officina Viennese (Wiener Werkstätte). Uno stile che molti, convenzionalmente, chiamano Liberty, Jugendstil, ma che altro non è se non un estremo impeto romantico del Simbolismo, una propaggine di Belle Epoque nella fase del suo tramonto, alla vigilia della fine dell’Impero asburgico, alla nascita dei nazionalismi, alla Prima Guerra Mondiale e, anche, ai primi sintomi del morbo totalitarista che avrebbe infestato l’Europa nei decenni successivi. Quella di Klimt è un’Arte simbolica e allegorica, più che realistica, che vive, e si nutre, delle grandi passioni dell’Artista, in primis la Musica, come prova il magnifico Fregio di Beethoven, realizzato per il Palazzo della Secessione a Vienna nel 1902 su tre pareti per 34 metri totali di lunghezza, ma che trae anche linfa vitale dalla sua ossessione per la bellezza femminile, vista la miriade di ritratti eseguiti alle donne della sua vita, dalla storica compagna Emilie Flöge ad Adele Bloch-Bauer fino alle sue modelle e amanti, dalle quali ebbe ben quattordici figli riconosciuti. Le donne di Klimt sono un must stilistico: di una bellezza fulminante, spesso ritratte con lineamenti e tratti che ricordano il Rinascimento di Dürer e Holbein, si tratta di figure che sono sia allegorie del Fascino ammaliante, quindi femmes fatales tipiche dell’epoca, ma anche donne reali raffigurate nella loro quotidianità, ma abbigliate con vesti e tuniche che ricordano l’Oriente, e dotate di una carica sensuale notevole, specie nei disegni erotici con cui Klimt iniziò la fase di rottura con il mondo della borghesia viennese per mostrare il lato più intimo e, perché no, sexy, della modella che mostra il posteriore, senza mezzi termini, all’osservatore. E, poi, quella di Klimt è un’Arte meditativa, sul genere umano, sulla nostra psiche (notevole fu, sulla sua opera, l’influsso delle nuove ricerche di Sigmund Freud e di Carl Gustav Jung) e sul lento declino del nostro genere nel tempo, come provato da due capolavori come Il Bacio (1907-8), riflessione sull’Amore tra spirito e pulsione sessuale, e Le Tre Età (1905), simbolo di un approccio scientifico che portò l’artista alla raffigurazione della vecchiaia non più come elemento grottesco, tipico del Seicento e del Settecento, ma in chiave “evolutiva” e positivista, come simbolo della fase finale della vita umana.

Klimt_Giuditta I e II, 1901-1909

Al centro, Klimt, Giuditta I, 1901; ai lati, Giuditta II, 1909

Klimt, Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, 1907

Klimt, Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, 1907

Klimt, Ritratto di Emilie Floege, 1902

Klimt, Ritratto di Emilie Floege, 1902

Klimt, Giuditta I, 1901

Klimt, Giuditta I, 1901

Klimt, Giardino di campagna con girasoli, 1905-6

Klimt, Giardino di campagna con girasoli, 1905-6

Klimt, Viale nel Parco dello Scloss Kammer, 1912

Klimt, Viale nel Parco dello Scloss Kammer, 1912

Klimt, Ritratto di Frederike Maria Beer, 1916

Klimt, Ritratto di Frederike Maria Beer, 1916

Klimt, Ritratto di Adele Bloch-Bauer II, 1912

Klimt, Ritratto di Adele Bloch-Bauer II, 1912

Klimt, La Vergine, 1912, La Ballerina, 1916-18, Ritratto di Eugenia Primavesi, 1917-18

Al centro, Klimt, La Vergine, 1912; ai lati La Ballerina, 1916-18, Ritratto di Eugenia Primavesi, 1917-18

Senza tali premesse, sarebbe impossibile capire bene la mostra, che è scorretto definire “su Klimt”, ma che, dal grande pittore, parte per un excursus a trecentosessanta gradi sul panorama culturale viennese dal 1862 al 1918. Dopo un’introduzione al contesto artistico e sulla biografia di Klimt, una magnifica experience-room ci conduce in un innovativo concetto di fruizione dell’opera d’Arte, multimediale e legata all’utilizzo delle nuove tecnologie. Sulle pareti e sul pavimento della sala, infatti, scorrono immagini che sono ingrandimenti di dettagli di quadri del grande maestro austriaco, con l’obiettivo di meravigliare il pubblico, ma anche di far conoscere più da vicino anche il Klimt più nascosto, con foto, documenti e lettere che testimoniano il suo fervore creativo e le passioni amorose per le molte donne della sua vita. Tutta l’opera del maestro è coinvolta, dalle origini storiciste della decorazione di Palazzo Sturany agli ultimi disegni, per un totale di oltre settecento opere fotografate o riprese e, poi, ingrandite per essere proiettate con l’innovativa tecnologia Matrix-X Dimension, sistema a laser in grado di trasmettere sulla superficie immagini a circa quaranta milioni di Pixel, oltre il Full HD. Accanto alle opere di Klimt, è possibile ammirare magnifiche ricostruzioni in 3D degli edifici Jugendstil di Wagner e Olbrich, tra cui la famosa cupola a foglie d’oro del Palazzo della Secessione o la Casa Stoclet di Bruxelles, oltre a collage video di monumenti storici della Vienna ottocentesca, dal Parlamento al Tempio Votivo, dal Kunsthistoriches Museum ai Monumenti equestri che popolarono le piazze della Capitale imperiale, e ai ritratti dei personaggi che, con la Cultura, crearono il mito dell’ “Austria felix”. Il tutto, ciliegina sulla torta, accompagnato dalle musiche dei compositori austriaci e tedeschi che segnarono la Storia e che, in un modo o nell’altro, furono fonte creativa per Klimt e per la Secessione Viennese: Beethoven, Mozart, Lehàr, Wagner, Strauss, Orff e altri. Per intenderci, in un’ora circa, ognuno di noi può immergersi nella Vienna di fine XIX secolo e viaggiare con la fantasia, seduto a terra o sulla panca di legno al centro della sala, e fantasticare, sognando a occhi aperti quell’ “Austria felix” finita cento anni fa sotto i colpi della Grande Guerra.

Klimt, L'interno del Vecchio Burgtheater, 1888

Klimt, L’interno del Vecchio Burgtheater, 1888

A. Vita Wilhelm_L'Imperatore Francesco Giuseppe

A. Vita Wilhelm, L’Imperatore Francesco Giuseppe, 1893

Klimt Experience
MUDEC, Via Tortona 56, 20144 Milano
Orari: lunedì 14.30-19.30
            martedì – mercoledì – venerdì – domenica 9.30-19.30
            giovedì – sabato 9.30-22.30
Biglietti: intero 12,00 €; ridotto 10,00 €
Info: www.mudec.it; www.ticket24ore.it; 02 54917

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