Mostre Milano: La fotografia è servita

Mostre Milano: La fotografia è servita – di Stefano Malvicini – La fotografia è servita, le immagini di Giovanna Taddei in mostra allo Spazio Kryptos di Milano

Ormai, al giorno d’oggi, dire “Fotografia” e “Cucina” (o “Food”, come è più di moda) fa tendenza, ma capita spesso che le due Arti si fondano, tanto da aver creato un nuovo genere di immagine chiamato “Food Photography”.

Giovanna Taddei, Maurizio Galimberti, 2017

Giovanna Taddei, Maurizio Galimberti, 2017

Questa unione è anche il nesso della mostra organizzata a Milano, nell’ambito del Photofestival 2017, dall’Associazione Obiettivo Camera e dallo studio di architettura Spazio Kryptos presso la suggestiva location di Via Castaldi angolo Settala, all’interno di un vecchio palazzo bombardato e ricostruito ma, del quale, si possono ancora vedere le fondamenta pre-belliche. Curata da Filippo Rebuzzini, dal 1 al 15 giugno 2017, l’esposizione ha evidenziato l’opera fotografica di Giovanna Taddei.

Giovanna Taddei, Roberto Tormesani, 2017

Giovanna Taddei, Roberto Tormesani, 2017

Giovanna è nata a Milano nel 1965. La fotografia non è la sua unica professione, in quanto si occupa anche di locazioni immobiliari, gestisce, con il compagno, un ristorante e ha una piccola ditta di bigiotteria. La passione per la fotografia, in lei, è nata recentemente, anche grazie ai social network come Instagram: dapprima ha cominciato a fotografare persone per le strade di Milano, per poi darsi, prima, alla riflessione sulle individualità, al lavoro introspettivo e, infine, alla food photography, anche in relazione a una delle sue attività professionali. In questo modo è nato il progetto La fotografia è servita, a cui la mostra è dedicata.

Giovanna Taddei, Filippo Rebuzzini, 2017

Giovanna Taddei, Filippo Rebuzzini, 2017

Le immagini in mostra hanno raffigurato alcuni grandi fotografi e curatori di esposizioni fotografiche, immortalati, travestiti e trasformati in chef alle prese con gesti e rituali tipici della cucina, ma trattati con un grandissimo senso dell’ironia. Ironia è la parola chiave della fotografia di Giovanna Taddei, innanzitutto perché non si tratta di chef professionisti, ma di personaggi, sovente artisti, che vengono invitati a creare attraverso un canale alternativo come quello della cucina e attraverso una metamorfosi tra più forme estetiche che rende uniche le immagini. L’ironia creativa e semantica di Giovanna ha trasformato il curatore Filippo Rebuzzini in uno stratega da cucina che sembra creare, con una forma di Emmental, uno scenario di guerra per soldatini, il fotografo Maurizio Galimberti in un novello Leonardo da Vinci che, con un marchingegno, quasi deus-ex machina, cerca di catturare una gallina pronta a spiccare il volo per non essere acchiappata, il collega Roberto Tomesani in un saldatore alle prese con una stoviglia da lavare e Beppe Bolchi in un finto bombarolo pronto a far esplodere un lievitato, ormai gonfio e sul punto di fare boom. Di fronte a questi esempi notiamo, in Giovanna, la voglia di trasformare la cucina in qualcosa che vada oltre l’esperienza gourmet, la decorazione di fino al piatto, che superi il concetto di ricetta, per farci vedere come, con un fenomeno oggi in rapida ascesa quale il “food”, si possa anche scherzare, mettendo in rapporto gli artisti con tale mondo e, ironicamente, trasformandoli a loro volta in opere d’Arte. Si ride, davanti alle foto di Giovanna, ma, in esse, c’è molto impegno, c’è molta serietà, a partire dall’attento lavoro di produzione, ma anche nel risultato estetico e nel richiamo ai grandi dell’Arte (le trote stirate e trasformate in sogliole sono un palese ricordo di Dalì, così come il lanciatore di coltelli rivolto verso il pesce fa molto pensare al Surrealismo belga). I personaggi ritratti divengono, inconsapevolmente, attori del mondo immaginario, ironico e canzonatorio, di Giovanna, in cui lo scherzo, condotto a partire dalle basi serie della fotografia, porta a effetti che si possono, senza esitazione, definire surrealisti.

Giovanna Taddei, Beppe Bolchi, 2017

Giovanna Taddei, Beppe Bolchi, 2017

Giovanna Taddei. La fotografia è servita
Spazio Kryptos, Via Panfilo Castaldi 26, 20124 Milano
Info: www.obiettivocamera.it; ufficiostampa@obiettivocamera.it

 

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli e recensioni di S. Malvicini per Milano Arte Expo magazine

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