IUS SOLI e cittadinanza italiana

ius soliL’argomento che da giorni occupa tanto le prime pagine di quotidiani nazionali quanto le bacheche di Facebook, nuova “agorà” per intellettuali- politici- tuttologi, è, indubbiamente, lo IUS SOLI.
è giusto, anzi giustissimo, che se ne parli e discuta il più possibile ma, aimè, c’è sempre chi prova a mescolare le carte e fare confusione.
Chiariamo subito una cosa: lo IUS SOLI non ha nulla a che fare con la questione “immigrazione clandestina/continui sbarchi sulla coste”! Quello è un altro argomento di cui discutere in altre sedi.
Lo IUS SOLI (diritto di suolo, letteralmente) è il semplice riconoscimento di un dato di fatto: riconoscere la cittadinanza a chi nasce e/o cresce sul suolo italiano seppur con genitori non italiani.
Ciò di cui si sta discutendo (dopo ben 2 anni!) in Senato tra l’altro, non è neppure, l’approvazione di uno IUS SOLI “secco” come quello in vigore da anni negli USA (ovvero: se nasci negli USA hai immediatamente la cittadinanza, a prescindere dalla nazionalità dei genitori) ma di un ben più moderato IUS CULTURAE secondo cui la cittadinanza italiana verrebbe riconosciuta:
– a bambini, figli di genitori non italiani, nati in Italia e con almeno un genitore con il permesso di soggiorno permanente.
– a bambini, figli di genitori non italiani, arrivati in Italia entro i 12 anni di età e che abbiano svolto in Italia un percorso di studi di almeno 5 anni.

ius soli cittadinanza figli di stranieri

ius soli cittadinanza figli di stranieri

Ho sentito e letto diversi esponenti di un pensiero conservatore parlare o scrivere di “merito”. “Non si può regalare la cittadinanza ad un bambino- essi sostengono- non ha alcun merito. La cittadinanza va meritata”.
Sapete quali meriti ha un neonato figlio di genitori non italiani? NESSUNO! Esattamente come un neonato figlio di genitori italiani!
Come scriveva il buon Rousseau– padre del pensiero democratico non a caso- non nasciamo nè buoni nè cattivi, nè con meriti nè con demeriti: nasciamo semplicemente neutri.
Essere figli di italiani, avere antenati italiani e sangue italiano non è un merito ma una pura e semplice casualità: un neonato non sceglie i propri genitori nè i propri geni. Come scriveva J. Rawls in “Una Teoria della Giustizia”: le condizioni di partenza sono frutto del caso!
Dunque o la cittadinanza è un diritto e deve essere riconosciuto ugualmente a tutti i neonati venuti al mondo sul suolo italiano; oppure è un merito e deve essere parimenti conquistata da tutti i neonati, figli di italiani e figli di non italiani.
Altra argomentazione addotta dagli attuali nemici dello IUS SOLI (tra cui anche molti federalisti che, improvvisamente, si sono scoperti difensori della “nazione” e della “patria”): non è giusto”regalare” la cittadinanza, prima devono dimostrare di accettare e integrarsi con i “nostri” valori.
Quali sarebbero questi “nostri” valori che i figli degli stranieri dovrebbero dimostrare di accettare?
Se si tratta di valori universali come Libertà- uguaglianza- rispetto dell’altro- laicità dello Stato- non violenza, allora mi trovo perfettamente d’accordo ma proprio in quanto valori universali e fondati sulla Ragione essi valgono a prescindere da Religione- cultura- etnia e, dunque, perché non dovrebbero accettarli e rispettarli? Certo tra i figli degli stranieri potrebbe esserci qualche ragazzo o ragazza poco incline al rispetto delle Leggi e di suddetti valori ma ciò può accadere con la stessa probabilità per i figli degli italiani.

ius soli bambini e cittadinanza

ius soli bambini e cittadinanza

E tali valori- libertà, uguaglianza, laicità- in quanto valori civici e civili, razionali e universali, devono essere propugnati dallo Stato e insegnati a tutti i suoi cittadini fin dalla tenera età. Ma come può uno Stato pretendere di insegnarli a coloro che rifiuta come cittadino? Come possiamo sperare che tali bambini e ragazzi accettino e rispettino i valori di uno Stato da cui si sentono non riconosciuti appieno, da cui non si sentono considerati al pari dei loro coetanei figli di italiani?
Ben diverso è se con “i nostri valori” tali conservatori, che rifiutano lo IUS SOLI, intendono quell’insieme di tradizioni-usi-costumi di matrice cattolica che, da sempre, hanno avuto una grande influenza sociopolitica in Italia.
Tali valori non sono razionali e universali ma rispecchiano il credo di una parte del Paese, non certo di tutto.
Qui si cade nel pregiudizio di omogeneità di cui scriveva la filosofa Seyla Benhabib: commettere l’errore di pensare che condividiamo tutti i medesimi valori solo per il fatto di essere nati e cresciuti nello stesso Paese.
Ma così non è! Non tutta l’Italia si rispecchia nel crocefisso affisso alle pareti degli edifici pubblici; non tutta l’Italia è cattolica; non tutta l’Italia mangia carne di suino e beve vino, non tutta l’ italia crede nel sacramento del matrimonio tra un uomo e una donna.
Come tra gli stranieri così anche tra gli italiani ci sono i cattolici ma anche i musulmani, gli atei, gli agnostici, gli ebrei, i buddhisti ecc… Ci sono gli onnivori e i vegani, chi è a favore del crocefisso e chi no, chi a favore dell’ Hijab e chi no, chi tifa Juventus e chi Milan, chi è a favore della monogamia, chi della poligamia e chi contrario al matrimonio sotto ogni forma, chi a favore delle unioni omosessuali e chi no…
Le diversità, per fortuna, esistono anche all’ interno di persone nate e cresciute nello stesso Paese e sono una ricchezza da coltivare, sempre nel rispetto e nella tolleranza del pensiero e delle scelte di vita altrui (purché, ovviamente tali scelte non rechino danno a terzi mettendone a rischio la vita e/o la salute fisica e psicofisica!).
Ancora una volta faccio appello al buon John Rawls e alla sua teoria di Giustizia: stabiliamo pochi semplici e chiari principi pubblici per regolare la convivenza sociale e tali principi devono valere per tutti i cittadini a prescindere da religione/cultura/etnia/tradizioni; poi nella vita privata ciascuno porti avanti le tradizioni, le idee e le scelte di vita che preferisce.
Non è mia intenzione convincere nessuno ma semplicemente fare un po’ di chiarezza: che siate a favore o contrari allo IUS SOLI è importante capire che è una questione di diritti-doveri-leggi, non meriti nè, men che meno, tradizioni!

 

Samanta Airoldi

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