Bici Festival, bicicletta, emancipazione ed ecosostenibilità

biciclettaDal 27 Maggio al 18 Giugno, nella splendida cornice culturale urbana di Spazio Tadini (via Jommelli 24), si è svolta la prima edizione del Bici Festival, accompagnato da incontri e conferenze sul tema “bicicletta”, vista e vissuta sotto differenti aspetti.
Le biciclette, come le conosciamo oggi, esistono da circa 200 anni e hanno rappresentato un potente mezzo di emancipazione femminile tra la metà del XIX e l’inizio del XX secolo.
Mezzo di trasporto apparentemente “cheap” e non adatto a signore e signorine dell’alta borghesia, ha consentito, tuttavia, a moltissime donne, a cui la guida dell’auto era preclusa, di muoversi se non in completa autonomia, quantomeno con una sfera di azione più ampia di quella ai tempi concessa dalla famiglia.
E, sempre grazie alla bicicletta, molte donne, sfidando le aspre critiche degli uomini, si liberarono da gonnellone e vestiti lunghi ed ingombranti, a favore di un abbigliamento più comodo e consono a pedalare.
Sicuramente tutti ricordiamo il ruolo fondamentale che la bicicletta ebbe durante la seconda guerra mondiale quando le “staffette” consegnavano i messaggi ai Partigiani proprio muovendosi rapidamente sulle due ruote.
E oggi? Che ruolo ha oggi la bicicletta in metropoli sempre più votate all’automobile?

bicicletta in citta

bicicletta mezzo ideale per spostarsi in citta

L’allarme ambientale e climatico non lascia indifferente nessuno, men che meno una città sensibile a queste tematiche come la nostra Milano che, per quanto abbia ancora molto su cui lavorare, promuove e dà spazio a sempre più iniziative dal sapore innovativo ed ecosostenibile.
Tra chi ha dato vita a queste nuove realtà troviamo Marco Fantasia, titolare di Bici e Radici assieme a Stefania Tussi, e Alberto Biraghi, produttore di biciclette artigianali e titolare di Http://www.laciclisticaamilano.it, che il 14 Giugno a Spazio Tadini, Federicapaola Capecchi, co- organizzatrice del Bici Festival insieme a Maria Zizza, ha intervistato.
Bici e Radici (Piazza Morbegno, zona NOLO) è un originale “luogo del futuro”, nato 5 anni fa, che unisce con sapienza e semplicità, la passione per la bicicletta alla passione per il Verde.
Che cosa accomuna- alcuni si chiederanno- pedalare e coltivare?
Entrambe, come ha spiegato Marco Fantasia, sono attività volte all’autosufficienza: con la bici ci si sposta in autonomia; attraverso il verde e le colture si può produrre il proprio cibo e, dunque, anche qui diventare sempre più autonomi rispetto al mercato e alla GDO.
Senza contare gli enormi vantaggi per ambiente- clima- ecosistema: muovendosi in bicicletta si evita, ovviamente, di inquinare con le emissioni dell’auto; coltivando il proprio cibo si evita di acquistare prodotti spesso importati o, comunque, provenienti da regioni lontane e che, quindi, per il trasporto, con aereo o camion, richiedono impiego di energia e producono altro inquinamento.

bicicletta ed ecosostenibilità

bicicletta ed ecosostenibilità

E anche Alberto Biraghi, ciclista da molti anni per passione, ex giornalista e produttore di biciclette, è particolarmente attento alla questione ecologica: infatti i rifiuti di gomma del processo di produzione delle biciclette invece di gettarli (o farli gettare) in mare come, purtroppo, alcuni ancora fanno, vengono donati alle scuole per rifare i pavimenti delle palestre dove gli alunni svolgono le loro attività.
Un bell’esempio di economia circolare a Km 0 dove la parola “rifiuto” è stata sostituita da “riuso” all’interno di un circolo virtuoso dove ogni scarto viene riassorbito in un’altra fase di produzione rinascendo a nuova vita.
E così la bicicletta da primo mezzo di locomozione del bambino che, pedalando, inizia a sentirsi grande e autonomo, da mezzo con cui all’inizio del secolo ha favorito l’emancipazione e l’autonomia femminile, passando attraverso le guerre e, forse, aiutandoci pure un po’…è sopravvissuta fino ai giorni nostri e si prospetta come mezzo di trasporto del futuro!
Un futuro sempre più consapevole dei propri limiti oggettivi in termini di risorse energetiche e ambientali ma ancor più consapevole delle proprie potenzialità; un futuro sempre più attento all’ecosostenibilità e all’importanza del “green”, soprattutto nelle grandi città come la nostra piccola grande Milano.

 

Samanta Airoldi

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