Ketty Carraffa – 25 aprile 2017: nuova R/Esistenza della divulgazione della Memoria

Ketty Carraffa

Ketty Carraffa – We are all Artemisia, rubrica di Milano Arte Expo

Ketty Carraffa25 aprile 2017: nuova R/Esistenza della divulgazione della Memoria – rubrica We are alla Artemisia di Milano Arte Expo magazine. Mai come in questo periodo, i cambiamenti della Storia e della Politica, sono veramente veloci e spiazzanti. In tutto il mondo cambiano i riferimenti, si alzano muri tra i popoli, si critica l’accoglienza programmata dei migranti, si dividono dall’interno i partiti storici di ogni nazione, nascono movimenti populisti, e, d’altro canto, i “progressisti” stentano a raccogliere le nuove istanze dei “popoli” critici con il Potere.
Alle elezioni politiche, non si vota più per una “bandiera” e ogni “movimento”, passato e recente, è alla ricerca di una “rifondazione” della sua stessa Politica, di una proposta alternativa rispetto al passato…
Evidentemente, anche la nostra Festa nazionale, che da oltre 70 anni ricorda la Liberazione dal nazifascismo, il 25 aprile, attraversa un grande periodo di crisi, come in nessun altro Paese del mondo, dove il nazionalismo e il patriottismo sono invece, ancora, caratteri fondanti e osservati.

Ketty Carraffa

Ketty Carraffa a Cuba, 1 maggio 2002 – We are all Artemisia, Milano Arte Expo

Ne è la prova la commemorazione del 25 aprile 2017, in cui a Milano, Città medaglia d’Oro della Resistenza, a Roma e a Verona, vi sono tre comportamenti diversi rispetto alle manifestazioni cittadine: a Milano sfilano tutte le componenti partigiane e democratiche ed è vietata la cerimonia di ricordo dei soldati repubblichini di Salò al Monumentale (negli ultimi 4 anni il sindaco Pisapia l’aveva permessa), a Roma la comunità ebraica rifiuta di sfilare con accanto gli striscioni della comunità palestinese, e, a Verona, la Lega di Salvini, è chiamata a sfilare, proprio il 25 aprile, in una manifestazione a favore della legge sulla legittima difesa…
Siamo in Italia, la lotta partigiana dal ‘43 al ’45 ha causato centinaia di migliaia di vittime, a partire dagli oppositori politici e, secondo me, la partecipazione di tutte e tutti gli italiani, dovrebbe essere un atto dovuto, simbolico e senza ulteriori divagazioni su guerre e diatribe internazionali perenni o religiose… Anche perché il solenne e grande diritto a manifestare, lo abbiamo acquisito, proprio perché esiste il 25 aprile.
Faccio parte di una piccolissima schiera di proseliti della divulgazione della Memoria Storica, legata alle gesta dei combattenti per la Repubblica di Spagna, dei partigiani e delle partigiane italiani e cerco in ogni modo comunicativo possibile, di suscitare interesse soprattutto nei mondi della Comunicazione, Formazione e Educazione dei ragazzi e delle ragazze, con i nuovi strumenti a disposizione. Non è facile ma il mezzo per rendere globale la gestione di una nuova memoria, esiste da un po’: è la “rete Internet”.
Per molti anni ho seguito e collaborato con il comandante partigiano Giovanni Pesce (il mese di luglio 2017 ricorre il decimo anniversario dalla scomparsa), e dal quale ho preso il “testimone” o meglio la “staffetta” della Memoria, continuando nella ricerca e nella testimonianza di ciò che è avvenuto negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Attraverso la realizzazione del sito web www.memoriedispagna.org, nel 2000, dell’Associazione che si basa sui principi della nostra Costituzione e della controinformazione e con numerose iniziative “concrete”, ho cercato di intraprendere una nuova R/Esistenza, anche su temi legati ai diritti del lavoro e alla comunicazione “di genere”.
Ognuno di noi, portando con sé il proprio bagaglio di esperienza e conoscenza, potrebbe portare il suo contributo di Memoria e quindi di continuità della ricerca storica e culturale, nei propri ambiti di vita, professionale e personale.
Considerando la nostra vita un immenso contenitore di esperienze, anche da raccontare e far proseguire nel tempo, credo che il compito di coloro che fanno comunicazione, informazione e formazione, sia proprio quello di documentare e portare a conoscenza del maggior numero di persone possibili, la Memoria, per non dimenticare da dove siamo arrivati e continuare a vivere in un contesto di democrazia.
Il motto antico ma sempre attuale “per non dimenticare” è quanto mai presente e, nel ringraziare il blog che ospita la rubrica We are all Artemisia, mi piace informarvi della mia prossima avventura documentaristica, che sarà un video proprio sull’importanza della Memoria e la prospettiva sulle nuove generazioni, (in uscita nel mese di giugno) e nello stesso tempo, con la consapevolezza che tale opera, appunto per le difficoltà della divulgazione e finanziamento, sarà l’ennesima prodotta a titolo volontario, come oggetto di “passione per la Memoria”.
Nel video, con interviste esclusive, foto e documenti interessanti, affronterò il discorso della Memoria e racconterò l’importanza dell’esperienza di vita di due figure importantissime ed emblematiche per la democrazia, in Italia e in Spagna: il comandante partigiano “Visone”, Giovanni Pesce e Marcos Ana, combattente di Spagna, poeta e grande difensore dei diritti umani, (Pedro Almodovar ha acquisito i diritti del suo libro “Ditemi come è un albero” e ne farà un film). L’approccio sarà anche di critica, da reporter, verso la mancata importanza data a tali progetti e alle donne che ne investono il loro “lavoro” volontario, come se fosse di seconda categoria e, se preso in considerazione, copiato e realizzato da soggetti maschili, considerati più “affidabili”.

Giovanni Pesce

Associazione Memoria storica Giovanni Pesce


Si dice sempre più spesso che le donne sono il vero “nuovo”, in Politica, come nel Lavoro e che bisognerebbe investire di più sulle nostre capacità, competenze, determinazione e valore.
Bisognerebbe, ma ancora non avviene. Manca ancora la fiducia nelle nostre capacità e la valorizzazione che ne consegue, si tende ancora, in Italia, a relegare le donne a ruoli subalterni o di puro ornamento e, se sono brave, si dice di loro che “hanno le palle”.
Siamo quindi, a una nuova e vera Resistenza, quella delle donne.
L’abbattimento del famoso “tetto di cristallo”, che, sui luoghi di lavoro, invece, è tutt’altro che a portata di mano per le donne lavoratrici, appare solo come lo “specchietto per le allodole” a cui non corrisponde, ancora, la vera alternativa al “maschile”.
Lo dimostra ad esempio, il successo alle ultime elezioni presidenziali francesi, di Marine Le Pen, erede del partito del padre, il cui movimento xenofobo, seppur con risvolti diversi, rischia di cambiare il corso della storia europea, con un programma strumentale sulla sicurezza, su valori e regole di antica memoria “paterna”, anche se più populista.
D’altro canto, le donne della politica italiana, molto agguerrite e presenti nella comunicazione televisiva, (sia nella sinistra che nella destra), non sono state mai candidate alla Presidenza del Consiglio e quasi sempre investono ruoli politici , istituzionali e amministrativi con stereotipi tipicamente al femminile (politiche sociali, sanità, educazione, etc.)…
Siamo nel limbo del “razzolare bene e agire male”, sui diritti del lavoro di donne e uomini e sui diritti umani.
Questo perché, effettivamente, il cattivo esempio dato dagli uomini e donne della Politica negli ultimi decenni, non ispira fiducia e non attrae l’adesione in special modo delle nuove generazioni.
Ormai sono: “carisma”, immagine e Comunicazione personale, che costruiscono i nuovi leaders e poco contano i riflessi futuri, anche se a breve termine. Perché tutto cambia, repentinamente, anche il favore del pubblico televisivo e di Internet.
Una grande rivoluzione potrebbero farla sì le donne, portando però nella gestione delle cose pubbliche, appunto della Politica, sfide diverse da quelle “antiche”.
L’importanza della Memoria storica del 25 aprile non è la semplice voglia di raccontare, commemorare le gesta dei nostri partigiani e partigiane o sfilare in manifestazioni cittadine, ma la proposta e capacità di superare i limiti del passato con innovazione e utilizzazione di nuovi mezzi, anche di comunicazione e linguaggio.
Il nostro, è un periodo d’insicurezza a cui non possiamo che rispondere con oggettivi gesti di consapevolezza sul fatto che i tempi cambiano, come le persone e le idee e che le donne, come generatrici di vita, possono da subito, divenire il vero motore di una nuova prospettiva di Memoria, in perenne evoluzione.

Ketty Carraffa We are all Artemisia 

25 aprile 2017

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leggi anche gli altri articoli di K. Carraffa per la rubrica We are all Artemisia di Milano Arte Expo magazine

Guarda anche le video-interviste di Ketty Carraffa sul canale Youtube di Milano Arte Expo. Eccone una: a Rosanna Forino, prima artista italiana a esporre a Mosca dopo la caduta del Muro di Berlino.

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