Alessandro Saponaro, mostra fotografica a Spazio Tadini con Photofestival Milano 2017

Alessandro Saponaro

Alessandro Saponaro, Photo Pocket Exhibit a Spazio Tadini

Mostre fotografiche Milano: Alessandro Saponaro a Spazio Tadini con Myanmar an outdoor lifestyle. Fotoreportage sul popolo birmano in mostra alla Casa Museo di Via Jommelli 24 per il ciclo Photo Pocket Exhibit. Dal 20 al 29 Aprile. Orari: dal Mercoledì al Sabato 15.30 – 19.30; Domenica 15-18.30. L’esposizione apre parallelamente alla mostra Photofestival 2017 (vedi > LINKIn viaggio con Gianni Berengo Gardin, collettiva di Gianni Berengo Gardin con i fotografi Massimo Zanti, Davide Ortombina, Luciano Marchi, Lorenzo Zoppolato, Alberto Gandolfo, Hermes Mereghetti, Dario Apostoli.

Intervista ad Alessandro Saponaro

Alessandro Saponaro

Alessandro Saponaro – mostra a Spazio Tadini

1) Alessandro quando e come nasce il tuo amore per la fotografia?
Il fascino della possibilità di cristallizzare un momento significativo in un’ immagine mi ha sempre catturato, fin da bambino.
L’amore per la fotografia è scaturito nella prima adolescenza, ma fino agli anni più recenti confesso di averlo coltivato con molta discontinuità.
Un po’ perché la discontinuità è nella mia natura, un po’ perché ho faticato parecchio prima di trovare la forma di fotografia nella quale riuscire ad esprimermi in modo spontaneo e compiuto.

2) Cosa significa per te essere fotografo di reportage e perché proprio questo ramo della fotografia?
Per puro istinto: la possibilità di rappresentare senza filtri la mia visione della realtà umana, sia quella dell’angolo sotto a casa così come quella distante migliaia di chilometri, mi suscita un impulso a scattare a cui non so resistere e la sensazione di leggerezza nel trovarmi a fare qualcosa di molto spontaneo, connaturato.
3) Fare reportage in che modo ti ha cambiato, come ti ha arricchito nel rapporto con i soggetti delle tue foto?

Mi ha insegnato ad entrare istintivamente in sintonia con uno sconosciuto in decimi di secondo, con un semplice sguardo.
L’aspetto curioso della vicenda è che questo atteggiamento dista anni luce dalla mia natura piuttosto solitaria e riservata.
4) Perché in luoghi caratterizzati da colori molto belli hai scelto la fotografia in bianco e nero?

Perché, pur avendo provato diverse volte a realizzare foto a colori, raramente sono riuscito a trarne risultati soddisfacenti.
Forse il bianco e nero è semplicemente il mio modo di vedere un poco oltre alla superficie dell’apparenza.
5) Si nota anche una preferenza dell’analogico rispetto al digitale.

L’analogico come mezzo primario non costituisce una scelta di campo di stampo manicheo: come per il bianco e nero, anche in questo caso gli scatti che scaturiscono dalla pellicola mi soddisfano più di quelli che riesco a realizzare con un sensore.
Il che non significa che disdegni il digitale, con cui intrattengo però una relazione meno continua, intensa e immediata.

Photofestival 2017

Photofestival 2017 – Alessandro Saponaro – mostra a Spazio Tadini

6) Il tuo amore per i viaggi quanto ha influenzato la tua fotografia?

In modo determinante!
Il motore della fotografia, per me, è la curiosità, che è stimolata molto più facilmente in un ambiente sconosciuto piuttosto che in quello dove si vive gran parte della propria esistenza.
Successivamente, ho imparato ad incuriosirmi anche di ciò che mi circonda ogni giorno, ma senza partire da lontano non credo che ci sarei mai arrivato.
7) Come si conciliano l’Alessandro manager organizzato di una multinazionale con l’Alessandro dei viaggi avventurosi, dove “il vero viaggiatore non ha come obiettivo la meta” ?

Più che conciliarsi, direi che si bilanciano: Il secondo, totalmente libero e spontaneo, è necessario ad equilibrare la vita del primo, costretto a barcamenarsi tra una miriade di vincoli e forzature.

Spazio Tadini

Photo Pocket Exhibit – Alessandro Saponaro – mostra a Spazio Tadini

8) Cosa significa per te questa mostra?

Un’occasione per misurare la mia effettiva capacità di comunicare e trasmettere ad altri quanto ho colto nei volti, nelle situazioni e negli ambienti che ho avuto la fortuna di trovare sulla mia strada.
In altre parole, un tentativo di uscire da una dimensione puramente onanistica della fotografia.


9) E soprattutto che effetto ti fa esporre le tue foto a pochi metri da quelle di Gianni Berengo Gardin?

L’onore e il privilegio di vedere le mie fotografie appese a breve distanza da quelle di un grande Maestro.

 

Siti web di riferimento: http://www.alessandrosaponaro.com/ – https://spaziotadini.com/

 

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