Giovanni Sartori, ultimo grande politologo – di Samanta Airoldi

Giovanni Sartori

Giovanni Sartori, ultimo grande politologo – di Samanta Airoldi – Nato a Firenze sotto il segno del Toro e morto sotto il cielo dell’ Ariete: tra poco più di un mese avrebbe compiuto 93 anni… Lui, razionale e logico in ogni sua teoria, non avrebbe forse apprezzato questo mio giocoso cenno astrologico…eppure io gli devo molto, moltissimo! Ci ha salutati così, senza rumore e in dignitoso silenzio, Giovanni Sartori, l’ultimo grande politologo di questo confuso Paese, sempre troppo impegnato in una folle “corsa verso il nulla” (titolo del suo ultimo libro). Una Laurea in Scienze Politiche e ben 8 Lauree ad Honoris Causa, padre della Scienza Politica come disciplina accademica in Italia, un vero “ingegnere costituzionale”!

Ha contrastato con coerenza e fermezza l’ingresso delle spinte sessantottine nell’Università (il ché gli fruttò una Medaglia d’Oro per meriti culturali ed educativi nel 1971) e non si è mai tirato indietro dall’esprimere i suoi giudizi sulla società, la politica e le scelte del governo, senza falsi perbenismi né fasulle umiltà. Perché il mondo è pieno di “pigmei” come lui sosteneva e, talvolta, “guardarli dall’alto in basso è inevitabile”! Tra le sue teorie che più mi appassionarono durante i miei studi sicuramente un posto d’onore occupa la netta distinzione tra “multiculturalismo” e “pluralismo”: “Pluralismo e multiculturalismo sono concetti antitetici“- egli scriveva già vent’anni fa, con la sua solita onestà intellettuale.

La fondamentale differenza tra i due concetti, secondo la teoria di Giovanni Sartori, è la seguente: il Pluralismo è un “fatto”, esiste in natura e, semplicemente, prende atto delle differenze tra i soggetti, il Multiculturalismo ha come obiettivo il creare la differenza. Il Multiculturalismo non esiste in natura, nel mondo oggettivo dei fatti ma è una costruzione sociale a cui sottendono interessi economici e strategie di geopolitica. Esso reca in se il germe del suo stesso fallimento: crea “ad hoc” differenze e contrapposizioni per frammentare le comunità, confonderle e contrapporle generando un’eterna “guerra tra poveri”. Non ero d’accordo con tutte le sue teorie e analisi (con nessun grande maestro si può essere d’accordo su tutto!) ma ne ho sempre apprezzato il rigore, la logica stringente e le accurate e razionali argomentazioni che portava a sostegno delle sue tesi: era un uomo di testa, mai di pancia! Lascerà un vuoto nel panorama politico, sociologico, filosofico: Insomma lascerà un grande vuoto per tutti, o almeno per tutti coloro che amano l’onestà intellettuale e la Politica fatta con razionalità e chiarezza, senza mistificazioni.

Ciao grande Maestro e grazie per aver tentato di spronarci a riflettere, sempre!

Samanta Airoldi

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Samanta Airoldi

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