Pio Tarantini alla Galleria Scoglio di Quarto dal 7 aprile – mostre fotografiche 2017 a Milano

mostre fotografiche Milano

mostre fotografiche Milano – Pio Tarantini

Mostre fotografiche MilanoPio Tarantini alla Galleria Scoglio di Quarto – per Photofestival 2017 con la mostra Paesaggi a Sud-Est – dal 7 al 22 aprile 2017. Le terre del ritorno di Pio Tarantini, articolo di Azzurra Peragine – Tamerici, il profumo mediterraneo e ispido del rosmarino, un improvviso cespo di cappero addossato a una vecchia casa rossa. Muri che appaiono come tessuti bucolici o affreschi: sono stratificazioni del trascorrere del tempo, opere ammorbidite e indefinite, volte colorate, sbiadite e acquerellate. Paesi, lenti o immobili, nella loro statuaria forma classica, o vive agorà del quotidiano, del noto, del consueto, dove la nascita e la morte rappresentano l’occasione mondana dell’incontro, insieme ai momenti di pubblica devozione e privata paganità. Azzurro, a volte liquido e increspato dal generoso Maestrale, altre impalpabile, saturo o a veli sfumati.

Intervista di Federicapaola Capecchi per TG Fotografia al fotografo Pio Tarantini in occasione della mostra Photofestival Milano 2017:

Pio Tarantini

Pio Tarantini Mercato pesce_Gallipoli 2009

(Ri)Percorro, così, le Sere a Sud-Est (in blues) di Pio Tarantini lette nel n°67 di “Gente di Fotografia – Rivista di cultura fotografica e immagini” ma viste anche in mostra nel progetto espositivo “Territori”, tenuto nel febbraio scorso a Bari, attualmente in parte visibili nella mostra “Feeling Home. Sentirsi a casa” in corso fino al 30 marzo presso la Fabbrica del Vapore di Milano e infine in mostra dal 7  aprile presso la Galleria Scoglio di Quarto di Milano con Paesaggi a Sud-Est.

Si tratta di paesaggi ripresi in Salento e in Puglia, sua terra d’origine, luoghi raccontati a più riprese, nei suoi oltre 40 anni di carriera dedicata alla fotografia, come autore e studioso.

Le sue ‘terre del ritorno’, in cui Tarantini continua a ricercare tracce di identità o trasformazioni.

Mi incuriosiscono quei tratti della personalità dell’autore che lo hanno portato, ad esempio, nei primi anni ’70 all’impegno politico attivo e ammiro il suo riconosciuto lavoro intellettuale come critico fotografico italiano. Ancor di più, osservo e studio l’uso originale ed espressivo del linguaggio fotografico, attraverso le sue opere.

Autore eclettico, ha compiutamente esplorato differenti generi della fotografia, dal ritratto, al paesaggio, dal reportage sociale alla fotografia come documentazione e costruzione, fino alla finzione simbolica e alla sintesi onirica.

Pio Tarantini

Pio Tarantini, Salento

Per questo riconosciuto nel panorama contemporaneo italiano attraverso fortunati lavori espositivi ed editoriali (tra questi ultimi, il numero monografico di un’icona nel panorama delle pubblicazioni del XX secolo: la rivista svizzera «du» e il progetto Alinari-24ORE).

Al Salento e alla Puglia Tarantini ha dedicato tanto della sua ricerca a partire dagli ultimi 30 anni del Novecento fino ad oggi, viaggiando regolarmente, da Milano a Torchiarolo (paese in cui è nato, tra Brindisi e Lecce), e creando quello che per me rappresenta un vero e proprio apparato di studio sull’analisi del paesaggio e del linguaggio.

L’esplorazione delle terre del ritorno inizia con la fotografia diretta del lavoro “Quartieri degradati a Brindisi” del ’73; a questa si è aggiunto il colore ed è scomparsa la presenza umana, fino a quasi il finire degli anni ’70 negli studi su “Cerano” e “Architettura minore nel Salento”; i ‘ritorni’ dei decenni successivi sono stati dedicati agli aspetti paesaggistici e artistici, ai luoghi dell’identità anche con l’inserimento della figura umana, rintracciabili in tanti consolidati lavori tra cui “Arte sacra minore nel Salento”, “Il passato e i pensieri”, “Sere a Sud-Est”: un linguaggio del tutto compiuto nel lavoro “Le montagne oltre il mare” del 2008 aggiornato poi nella versione odierna di “Sere a Sud-Est”.

Pio Tarantini

Pio Tarantini Plenilunio #528, Salento 2011

Ritornare ha sempre una valenza nostalgica e sentimentale superata in Tarantini dal suo radicamento nella storia e quindi nella contemporaneità; in questo senso la sua ricerca è stata anche, ogni volta, una sovra-scrittura o il completamento di un linguaggio che è diventato sempre più definito a tal punto da essere ormai proprio “tarantiniano”.

In “Sere a Sud-Est” l’attenzione è rivolta agli aspetti più intimi, minori, marginali dei territori; in alcuni istanti, i luoghi interiori si sono sovrapposti a quegli esteriori, definendo il rapporto tra il passato e il presente, in cui si muove una figura umana precaria, che rispetto allo scorrere del tempo diventa una transitoria, seppur bellissima, traccia.

Attraverso la sua poetica fotografia di analisi, Pio Tarantini ha raccontato 40 anni delle ‘terre del ritorno’ descrivendone identità e trasformazioni, lavoro che merita, a mio avviso, un’attenzione istituzionale per l’alto valore artistico, di studio e documentazione rappresentato.

Azzurra Peragine

Riferimenti:

Sere a Sud-Est (in blues) testo e foto di Pio Tarantini su “Gente di Fotografia – Rivista di cultura fotografica e immagini”, n°67 attualmente in edicola.

Feeling Home. Sentirsi a casa, collettiva di otto fotografi in corso fino al 30 marzo presso la Fabbrica del Vapore di Milano.

Paesaggi a Sud-Est in programma presso la Galleria Scoglio di Quarto di Milano, dal 7 al 22 aprile 2017.

Pio Tarantini

Pio Tarantini, Salento 2014

Salento

Pio Tarantini Tenda, Salento 2016

Mostre di fotografia Milano 2017

Pio Tarantini Paesaggi a Sud-Est

dal 7 al 22 aprile 2017, Galleria Scoglio di Quarto  – Via Ascanio Sforza, 3

Non perdere il primo TG Fotografia online di Milano Arte Expo magazine, prossimamente su questi schermi condotto da Federicapaola Capecchi:


 

contatti Milano Arte Expo: Melina Scalise, telefono +393664584532 – mail milano.arte.expo@gmail.com

 

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