Asili per adulti – di Samanta Airoldi

Adult Baby Noursery

Asili per adulti – di Samanta Airoldi – Dopo il servizio delle Iene di qualche settimana fa la curiosità ha assalito un po’ tutti, giornalisti-blogger o semplici cittadini affascinati piuttosto che allibiti d questa “nuova” frontiera del divertimento: le AB Nursery (Adult Baby Nursery), ovvero gli asili per adulti. Le AB Nursery sono luoghi (presenti in alcune grandi città come Roma e Milano) dove, previa iscrizione, si può tornare bambini per un’ intera giornata: si gioca, si guardano i cartoni animati, si viene imboccati durante i pasti, si fa il sonnellino pomeridiano, si gattona, si indossa il pigiama e pure il pannolone e, se si gradisce, si viene anche cambiati da una delle maestre a propria scelta.

Non pensate a giochini erotici, tutt’altro: qui si torna davvero bambini per un giorno e ogni forma di scambio, dai giochi, alle coccole al cambio del pannolone, non ha proprio nulla a che vedere con il sesso! Tra mille pareri discordanti, tra molti giudizi a sproposito e piogge di “condanne” da parte dei soliti moralizzatori secondo i quali “ci vorrebbe un po’ di sano servizio militare”… a me sono tornati alla mente il capolavoro di Durenmatt “I Fisici” e il lungometraggio di Lars Von Trier “The Idiots”: nel primo 3 fisici, 3 menti brillanti decidono volontariamente di auto rinchiudersi in un manicomio fingendosi pazzi. Il loro piano rischia di andare a monte quando le tre infermiere che li accudiscono, avendo capito che non sono malati ma straordinariamente lucidi e intelligenti, si innamorano di loro. Ma l’amore delle donne rappresenta la prova più evidente del loro non essere malati ma sani ed essere, quindi, perfettamente in grado di tornare alla società. Non volendo uscire dal manicomio, gabbia protetta, i tre fisici uccidono le tre donne e continuano a vivere rinchiusi auto convincendosi di essere malati.

CC0 Public Domain

Nel film di Von Trier un gruppo di cittadini stanchi delle brutture sociali si chiudono in una casa iniziando a comportarsi come “idioti”: mangiano, bevono, parlano, si relazionano come se avessero handicap mentali e fisici.

Quale la connessione tra questi due capolavori e i moderni asili per adulti?

Entrambi rappresentano il tentativo estremo di fuggire da una società da cui non ci si sente rispecchiati né rispettati, una società che impone ritmi di crescita impersonali e rigidi senza valorizzare la soggettività individuale, senza mai ascoltare il tempo interiore dell’ Io. Una società sempre di corsa dove l’unica cosa che conta sembra essere entrare nell’ingranaggio e iniziare a correre più degli altri: laurearsi per primi, trovare lavoro per primi, sposarsi per primi, avere un figlio per primi e così via.

E se non si è felici che importa: si è solo un ingranaggio della macchina sociale e, dunque, si deve fare così, punto e basta!

Una perfetta corsa verso il NULLA, per dirla come direbbe il politologo Giovanni Sartori.

hopscotch, CC0 Public Domain

Gli adulti di oggi, trentenni- quarantenni- cinquantenni, che, forse, hanno corso tutta la vita per raggiungere mete di cui nemmeno importava loro qualcosa ma solo per non deludere le aspettative della famiglia o della società, oggi scelgono di rallentare e di tornare agli anni in cui nessuno chiedeva loro di dare di più, di fare di più, di correre di più. Scelgono di dedicarsi qualche ora in cui tornare a spendere il proprio tempo (ed il proprio denaro) solo in attività che li rendono felici o, almeno, sereni.

Non sarà un improbabile ritorno del servizio militare obbligatorio a restituirci esseri umani realizzati e appagati, tutt’altro: incrementerebbe il livello di alienazione di parecchi ragazzi costretti all’uso delle armi.

roller skates CC0 Public Domain

Quindi sarebbe auspicabile nessun giudizio, nessuna condanna ma un ripensamento in chiave costruttiva e propositiva di questa società che non è a misura di tutti ma che a molti sta decisamente angusta.

Samanta Airoldi

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