Albano Morandi in mostra alla Galleria Milano – Di Stefano Malvicini

Albano Morandi in mostra a Milano

Albano Morandi, Immagini rubate a memoria in mostra alla Galleria Milano – Di Stefano Malvicini – Memoria. Un leitmotiv di alcune mostre d’Arte milanesi di questo periodo, come, per esempio, quella di Cristina Migliorini alla Galleria Statuto 13. Queste “gocce di memoria”, per citare il titolo di una nota canzone di Giorgia del 2003, sono il tema principale della nuova mostra di Galleria Milano. Lo spazio artistico situato tra Via Manin e Via Turati, di nuovo, si lancia sullo sperimentalismo creativo per questa esposizione, aperta dal 2 marzo al 20 aprile 2017 e dedicata alle opere del bresciano Albano Morandi.

Morandi è nato nel 1958 a Salò. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, Albano ha studiato a Roma, all’Accademia di Belle Arti, diplomandosi in Scenografia sotto la guida di Toti Scialoja. L’artista ha sempre nutrito una grande passione per il teatro, tanto che, nel 1981, a soli 23 anni, ha fondato una piccola compagnia, intitolata Teatro dell’Evidenza, con cui ha messo in scena vari spettacoli, soprattutto tratti dal repertorio di Samuel Beckett. Nel frattempo, però, Albano si è anche dedicato alla pittura: del 1984 è la sua prima mostra personale nella città natale. Ha lavorato sia su acquerello che su opere “di dialogo” tra forme artistiche, dedicate alla memoria del grande Osvaldo Licini. Nel 1986 Morandi ha partecipato alla Quadriennale di Roma, dove ha presentato Formichieri trampolieri, una serie di opere che moltiplicano i punti di vista delle superfici bianche su sfondo nero. Negli stessi anni, tra la fine degli ’80 e l’inizio dei ’90, Albano ha lavorato alle sue prime opere scultoree, intitolate Disegno capitello colonna, sempre imperniate sul rapporto bianco-nero, e ha iniziato a dedicarsi anche al riuso del ready-made, come scatole e bancali: questa fase è culminata, nel 1996, con la seconda partecipazione alla Quadriennale di Roma, con la monumentale installazione Officium. Gli anni successivi, fino a oggi, sono stati caratterizzati da un’intensa attività di mostre, happening, spettacoli teatrali, ma anche partecipazioni a grandi eventi come la Biennale di Venezia nel 2007. Attualmente, Albano Morandi, oltre al lavoro di artista, è docente di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brescia e vive a Raffa di Puegnago del Garda, sulle colline moreniche che separano Desenzano da Salò.

Albano Morandi, Les chants de la mi-mort, n.4,2015-16

Albano Morandi, Les chants de la mi-mort, n.4,2015-16

Di Morandi si potrebbe dire che sia un artista “di dialogo”, una personalità che mette in rapporto più forme artistiche con la realtà quotidiana, incarnata dal ready-made, dal pezzetto di legno dipinto incastonato sulla tela o sulla tavola. Tutto questo, Albano lo fa per aprirci uno scenario di mille interpretazioni, per segnare una strada che, da un passo di montagna, scende a valle in mezzo alla neve. Questa strada è rappresentata dalle opere che lui stesso identifica come codici di memoria: non si tratta di raffigurazioni stereotipate, concepite come mero gioco estetico, ma di oggetti, tele, tavole, sculture, realizzate con un intenso senso lirico, nate per cercare di farci scavare nella nostra memoria, o, anche per farci capire quella che è il flusso di ricordi dell’artista o il vissuto collettivo condiviso tra noi che osserviamo e la personalità che crea. Le opere in mostra alla Galleria Milano sono suddivise in tre sezioni. La prima, e più significativa, è quella intitolata Les chants de la mi-mort ed è ispirata a un testo teatrale – musicale di Alberto Savinio. Su questa suggestione proveniente dal fratello di Giorgio De Chirico, Morandi ha lavorato osservando da vicino e fotografando, in un giorno d’estate, varie sculture presenti all’interno del Cimitero Monumentale di Milano. Dall’osservazione attenta delle opere di Bistolfi, Bazzaro, Wildt e molti altri, custodite tra i viali in cui sono sepolti i milanesi più illustri, sono nati i venticinque ritratti, posti su spartiti musicali, concepiti come se fossero, ognuno, parte di un orchestra che suona un canto che diviene inno alla vita. Questi ritratti ci catapultano nel vissuto collettivo rappresentato dal Cimitero Monumentale di Milano attraverso un risultato che rievoca il simbolismo, ma anche, tantissimo, le decorazioni liberty, con grandi mascheroni installati su superfici bizantineggianti, a mosaico su fondo oro, come avveniva soprattutto negli edifici di Giulio Ulisse Arata. Nello stile, la serie rievoca anche i manifesti pubblicitari a litografia di Cappiello e Dudovich, dedicati alle grandi opere liriche di Verdi e Puccini.

Albano Morandi_Colori_2009_installazione di 45 pzz._ready made cartaceo_tempera e cera su carta_particolare

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La seconda sezione, Colori, è intesa come un omaggio al teatro sintetico futurista: non a caso, Morandi parte da un testo del trentino Fortunato Depero, per un’indagine personale, alla ricerca, in questo caso, di un vissuto personale, nato da una delle grandi passioni dell’artista bresciano. Morandi cerca le radici del teatro sperimentale, e le indaga attraverso un dialogo serrato tra testo scenico, identificato dai fogli di copione di Depero, e forma artistica, incarnata dalle grandi macchie rosse e azzurre che si stagliano sulla carta: nasce, in questo modo, un’installazione pittorica in quarantacinque parti che ricorda, palesemente, la volontà futurista di rompere con i canovacci della tradizione in nome di una commistione, innovativa, tra generi artistici espressa proprio dal teatro di Depero.

Albano Morandi_Con Lucio Pozzi_tondo_cm 98_tecnica mista_2016-17

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L’ultima parte, intitolata Memetica, è una serie di opere concepite come reincarnazione e dialogo con altri artisti contemporanei attraverso differenti tecniche, differenti stili, dal Dada all’Informale e all’Astrattismo segnico, e differenti linguaggi, a scavare nella memoria che è sia dell’artista, personale, che nostra, collettiva, rappresentata dai molteplici messaggi che l’Arte di oggi può lasciare in tutti noi.

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli e recensioni di S. Malvicini per Milano Arte Expo magazine

Albano Morandi. Immagini rubate a memoria

Galleria Milano, Via Manin 13 – Via Turati 14 20121 Milano
Orari: martedì – sabato 10.00-13.00; 16.00-20.00
Ingresso libero

Ufficio stampa: Cristina Pariset
Mail: cristina.pariset@libero.it
Cell.: +39 348 5109589
Tel.: +39 02 4812584
Fax: +39 02 4812486

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