Patrizia Rossetti – intervista di Ketty Carraffa, We are all Artemisia

Ketty Carraffa intervista Patrizia Rossetti

Ketty Carraffa intervista Patrizia Rossetti

Patrizia Rossetti, conduttrice televisiva – intervista di Ketty Carraffa, We are all Artemisia. Nella settimana post Sanremo, dopo l’abbuffata “nazional popolare” che ogni anno il Festival ci propone, (da quasi settant’anni), l’intervista è quasi doverosa a una donna della tv, che da quel mitico palco ha proprio cominciato la sua carriera: Patrizia Rossetti.
Patrizia è conduttrice televisiva a tutto tondo, dolcissima e sempre sorridente, positiva e serena nel raccontarsi, che ha saputo amministrare la sua professionalità nel migliore dei modi, riuscendo a mantenere il successo con un bel percorso lineare e sviluppato in vari ambiti dello spettacolo e della Comunicazione televisiva.

Patrizia Rossetti

Patrizia Rossetti

Infatti, la sua esperienza parte nel 1982, in Rai, con la conduzione della 32esima edizione del Festival di Sanremo, insieme a Claudio Cecchetto (con l’organizzazione del grande Gianni Ravera e vinto da Riccardo Fogli con “Storie di tutti i giorni”), dal quale ha svolto i primi passi, subito apprezzati dal grande pubblico. Dice Patrizia, rispetto all’ultimo Sanremo: “La conduzione di Maria De Filippi, è stata perfetta e come lei, singolare e dallo stile diverso da tutte le altre conduttrici attuali. Ho adorato il fatto che si sia fatta prendere per mano da Carlo Conti, da grande professionista qual è. Sanremo è un’esperienza fantastica, quel palco è assolutamente “diverso” da ogni altro e si è messi alla prova, come in nessun altro luogo di spettacolo e il contatto col pubblico si sente. Le emozioni del Teatro Ariston restano uniche per sempre”.
E l’affetto del pubblico, Patrizia Rossetti lo “sente” anche dai social, dove è molto presente e – dice Patrizia – “Scrivo e rispondo io ai commenti, anche a quelli sgradevoli, che fortunatamente sono pochi. Mi piace molto il contatto con le persone, e anche nel mondo virtuale cerco di essere quella che sono, presente e sincera. Infatti, non mi permetterei mai di comprare i “mi piace”. Come diceva sempre Pippo Baudo, che mi ha “scoperta” e a cui devo moltissimo, non si può piacere a tutti e tutti abbiamo la nostra personalità…”
Patrizia si sente “milanese” ormai “di fatto”, per quello che riguarda il lavoro, la mentalità e l’essere sempre in movimento, conservando allo stesso tempo tutte le caratteristiche di una donna legata profondamente alle sue radici toscane: “Della piccola provincia italiana”.
Dice Patrizia – “Una cosa che non sopporto è la ricerca del parcheggio a Milano. Non ho mai abitato in centro ma sempre abbastanza lontano. Adoro i milanesi che sono disponibili e generosi. Ho scoperto Milano a poco a poco, appena arrivata mi piaceva tantissimo aprire il finestrino dell’auto e guardare nella nebbia, che mi affascinava e che negli anni ‘80 era ancora bella fitta…. A Roma, ad esempio, non riuscirei ad abitare e non potrei più immaginare la mia vita altrove”. Arrivata a Milano nel 1983, per la sua attività prima di presentatrice, Patrizia Rossetti diviene subito volto simbolo di Rete 4, (allora Mondadori) e poi conduttrice “stabile” presso i canali tv divenuti Fininvest, dove, per anni diviene regina dei contenitori pomeridiani, in cui il pubblico prettamente femminile comincia ad apprezzare i talk e le “telenovelas” provenienti prima dal Brasile in particolare e poi, le “soap” dagli Usa. (NDR: Le sue presentazioni ad esempio della più famosa “Sentieri”, sono un “must”, immagini per me indelebili, che sicuramente riempiono di nostalgia molte altre ragazze di quegli anni…)

Patrizia dice di essere “felicemente provinciale”, nella scelta della casa dove abitare e dei luoghi dove trascorrere i suoi momenti di relax. Infatti, con il marito abita a Melzo, poco lontano dagli studi Mediaset, dove – dice Patrizia: “Vivo la realtà delle piccole cose. Ho portato un po’ della mia provincialità e “pigrizia”, soprattutto nei rapporti umani e nella praticità, anche negli spostamenti casa/Mediaset. Ad esempio: la sera mi piace molto stare in casa, faccio la spesa nel negozio vicino, vado dal parrucchiere sotto casa e, cosa più importante, mi sono scelta un’abitazione non lontana dal “lavoro”, che, essendo a Cologno Monzese, Segrate o Milano 2, non è mai in centro e quindi non devo stare troppo nel traffico… In estate, mi rifugio nella lettura, mi piace ad esempio Fabio Volo e cerco sempre le sue novità”.
Patrizia lascia la Toscana nel 1983, dove è nata (a Montaione), alla scoperta di una città e di una vita completamente diversa da quella vissuta in precedenza. Prima di arrivare a Milano, dal suo piccolo paese in collina, il primo trasferimento è in una cittadina più grande, Empoli, avvenuto per seguire la famiglia, dove il papà aveva l’attività di parrucchiere.
A Empoli, che già dava una dimensione diversa rispetto al paesino in collina di nascita, Patrizia studia e ha modo di crescere in un contesto che sarà per sempre trasportato anche a Milano, nel modo di condurre la sua vita quotidiana.
Carica di energie e passione, coltivate dall’entusiasmo per il suo lavoro, Patrizia Rossetti dice di aver “scoperto” Milano a poco a poco e di apprezzare sempre più, tutto ciò che pochi conoscono: “Mi piace camminare per le stradine del centro, sui Navigli, e cercare di entrare in cortili e giardini nascosti, per scoprire luoghi veramente impensabili. Mi piace sentire il dialetto milanese, parlato da quei pochi milanesi che lo sanno ancora e sentirmi ormai completamente integrata con la città.
Qui ho cambiato i miei gusti, ho una grande scelta per il divertimento, la cultura e, soprattutto, sono consapevole che Milano è la città che più di ogni altra offre tante opportunità di lavoro, anche nel mio campo”.
Patrizia ama soprattutto il fatto che dalla città di Milano si possa arrivare in poco tempo al mare, in Liguria (che le ricorda Castiglioncello) e in un luogo che ormai è la sua seconda casa e che d’inverno: “E’ un posto eccezionale: il lago di Garda, Sirmione, dove giro sempre in bicicletta…”
Da alcuni anni Patrizia, oltre a calcare le scene come attrice di teatro, continuare con le telepromozioni, trasmissioni tv o intervenire durante eventi di beneficenza o solidarietà, (NDR: Patrizia l’anno scorso ha partecipato, con alcune colleghe vip e con una sua foto, al videoclip della cover “Gracias a la vida”, che ho realizzato per il mio Progetto contro la violenza sulle donne “Le donne, acqua nel deserto”), gestisce e promuove, con la sua Casa di Produzione (o affiancata dall’Agenzia Caremoli, ad esempio), l’organizzazione di Corsi privati o collettivi, di Formazione Tv e laboratori, per insegnare ad aspiranti conduttori o conduttrici tv, e anche a giornalisti, il mestiere della televisione, come “Stare davanti alle telecamere”, cercando di offrire la sua grande conoscenza sulle tecniche di Comunicazione e come riuscire a far maturare una professione così complicata, con soddisfazione lavorativa.
Patrizia cerca di far capire ai ragazzi, ragazze e ai professionisti, che il raggiungimento del successo è un misto di fortuna, conoscenze, ma, soprattutto, di perseveranza e reale passione mista al talento. “Una carriera importante non si improvvisa e non si costruisce con i talent o su You Tube.
I tantissimi giovani che partecipano ai talent, devono imparare molto, soprattutto l’umiltà e studiare sempre. Milano offre grandi possibilità, come “Patria della televisione”, dell’innovazione innegabile, dovuta al progresso digitale e di tutte le professioni legate all’informazione e alla Comunicazione. Bisogna, però, fare giuste selezioni e non dare false illusioni”. Patrizia fa parte degli artisti che in più di 30 anni di carriera, hanno cercato sempre di sottolineare la propria professionalità senza strafare, restando nel cuore della gente, anche con piccole cose, mai sopra le righe, ma di qualità.
La nostra chiacchierata termina dopo il risultato della serata finale di Sanremo che ha fatto vincere proprio Francesco Gabbani con “Occidentali’s Karma”, che a lei piaceva tantissimo perché “Molto festivaliero”, con le canzoni di Masini, Zarrillo e Sylvestre. Dice Patrizia: “Non ne ho mai perso uno. Ogni volta mi coinvolge e credo che le edizioni di Conti, con quella di Bonolis, siano le migliori in assoluto. L’unica cosa che cambierei? Vorrei far tornare tanti, ma tanti fiori sul palco… “

Ketty Carraffa We are all Artemisia

Candida Livatino

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leggi anche gli altri articoli di K. Carraffa per la rubrica We are all Artemisia di Milano Arte Expo magazine

 

contatti Milano Arte Expo: Melina Scalise, telefono +393664584532

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