Fall In Love Fall In Art, Il mio week end alla Affordable Art Fair 2017 – di Maria Zizza

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Fall In Love Fall In Art, Il mio week end alla Affordable Art Fair 2017 – di Maria Zizza – Questo secondo fine settimana di febbraio era indubbiamente dedicato alla Affordable Art Fair milanese. Il mondo eterogeneo e pop degli acquirenti e dei galleristi cittadini e non si concentra nella zona tipicamente dedicata al design per innamorarsi (“Fall in art” è il claim di questa edizione della fiera), incuriosirsi e fare la coda tra le pareti di Superstudio Più di via Tortona.

Rispetto allo scorso anno ho visto molte più persone munite di acquisti. Pluriball che rivestono doppi strati di cartone. Rotoli ben armati di stampe infagottate. Foto incorniciate pronte da appendere. Il lato più semplice e low cost dell’Affordable Art Fair mi sorprende sempre. L’idea di passare da via Tortona, tirare giù una litografia o una foto dal cartongesso tra uno stand e l’altro ricorda quello che si fa con le decorazioni dozzinali che il sabato pomeriggio portano via le famiglie da Ikea o da Brico per arredare la seconda casa al mare. Eppure neanche questo paragone riesce a rendermi questa fiera meno cara. Perché quello che si vede ad Affordable è, in molti casi, bello e soprattutto perché l’approccio è allegro. L’irresistibile fascino del gioco “Cosa comprerei qui se potessi” si rompe quando sei davvero in un posto dove puoi comprare tutto – o quasi. E, a giocare – e a pensare – a cosa comprerei e a cosa ho comprato io, le ore di una domenica grigia di febbraio scorrono velocemente. Dalle classiche litografie di Lorenzo Mattotti alle fotografie di Alessandro Trovati fino alle opere di Egon Digon e Leonardo de Lafuente.

Capital Culture_James Sparshatt_Graciela

Capital Culture_James Sparshatt_Graciela

Le oltre ottanta gallerie sono divise tra le varie sezioni tematiche: Milano Contemporary, lo spazio per la scoperta della realtà milanesi dalla Deodato a Carte Scoperte, da Alidem (presente anche nella sezione Fotografia) alla Martina’s Gallery; Young seguita da tre giovani curatori di CAMPO della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e che propone giovani gallerie e artisti under 40. Infine la terza sezione, Fotografia raccoglie otto diverse gallerie dedicate solo a quest’arte.

Naturalmente tanti i dipinti, ma ad attrarre i più giovani e i più curiosi forse sono proprio le fotografie e in alcuni stand c’è la coda tra chi sfoglia i vari prodotti in cerca del pezzo da incorniciare in cucina o sul divano di casa.

Alidem, Stefano Allari, Dancehall, 2015

Alidem, Stefano Allari, Dancehall, 2015

Da Alidem abbiamo apprezzato Dancehall di Stefano Allari, da Monteolivedo Gallery ci siamo innamorati di un paio di fotografie in bianco e nero di Alessandro Trovati e che vedremo in mostra dal 1 giugno 2017 in una personale a cura di Federicapaola Capecchi, a Spazio Tadini.

Alessandro Trovati, Baver Creek GS. Beaver Creek, Colorado Usa,2 Dicembre, 2007.

Alessandro Trovati, Baver Creek GS. Beaver Creek, Colorado Usa,2 Dicembre, 2007.

Alessandro Trovati, Tour De France

Alessandro Trovati, Tour De France

Formati classici, passepartout e cromie rétro per la Bleach Box Photography Gallery di Cambridge che propone Natasha Heidler e soprattutto Richard Heeps in stampe colorate e in tiratura limitata a 75 euro. Della fotografia fa motivo di vanto anche la galleria milanese SpazioFarini6 con le stampe still life di Barbara Falletta (con la serie Leftlovers) e Toni D’Andrea che propone autentici ritratti di piante e fiori. Altro stand che mi ha attratto grazie soprattutto a due artisti che seguo è la Vijion di Ortisei che ha messo in bella mostra sia Leonardo de Lafuente che Egon Digon.

Egon Digon PROCREAZIONE

Egon Digon PROCREAZIONE

Da tenere d’occhio anche Alan Borguet che ha presentato S.T. , tra le altre, da Carte Scoperte Art Gallery e che porta avanti un importante lavoro su segno e rappresentazione.

Heidler & Heeps Vinyl Collection

Heidler & Heeps Vinyl Collection

Quest’anno erano presenti 85 espositori, tanti milanesi e il 40% stranieri in particolare dall’Oriente con Giappone, Corea e Singapore che propongono gli artisti più pop e colorati della fiera.

Barbara Falletta, Leftlovers

Barbara Falletta, Leftlovers

Affordable Art Fair ha da sempre nel suo programma quello di sostenere giovani artisti che, grazie a questo modello, possono incontrare per la prima volta e in modo diretto i propri clienti e gli appassionati per creare un circolo virtuoso e attivo in cui le proposte incontrano una realtà varia ed eterogenea di acquirenti – in effetti tra chi compra ci sono anche galleristi stessi o collezionisti attempati che cercano chicche e novità.

Leonardo de Lafuente, flip points

Leonardo de Lafuente, flip points

L’obiettivo della fiera rimane sempre quello di mettere in contatto chi fa e vende arte alle persone che non entrerebbero facilmente in una galleria ma hanno curiosità e interesse. Accessibilità intesa non solo non solo nell’aspetto economico (come sempre, per questo format le opere esposte devono avere un prezzo visibile e contenuto sotto i seimila euro) ma anche nell’approccio votato sempre in favore di una atmosfera inclusiva e allegra, informale e familiare in cui a cadere non sia l’aura ma soprattutto l’odore di naftalina che spesso i non addetti ai lavori imputano a galleristi e a un’arte incomprensibile.

Dal 1999, anno in cui Will Ramsay ha fondato a Londra la prima Affortable Art Fair tante cose sono cambiate, ma il pubblico, forse, è più aperto e divertito che mai.

Maria Zizza

…. > leggi anche gli altri articoli della rubrica di M. Zizza per Milano Arte Expo magazine.

Maria Zizza

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