Berenice Abbott prima mostra antologica in Italia al MAN di Nuoro – di Federicapaola Capecchi

Berenice Abbott prima antologia in Italia

Fotografia: Berenice Abbott, prima mostra antologica in Italia al MAN di Nuoro – di Federicapaola Capecchi – Venerdì 17 febbraio 2017, alle ore 19, al MAN di Nuoro, inaugura la Mostra Fotografica Berenice Abbott. Topografie. Terza mostra di un intero ciclo dedicato alla Street Photography, è a cura di Anne Morin e, per la prima volta in Italia, espone ottantadue fotografie realizzate tra la metà degli anni Venti e i primi anni Sessanta. L’esposizione, articolata in tre sezioni – Ritratti, New York e Fotografie scientifiche -, fornisce una visione esaustiva e articolata dell’attività e del talento di Berenice Abbott.

Da studentessa di scultura a New York (1918) ad assistente di Man Ray (1925-1929, Parigi), a “la fotografa di New York City”. Il suo lavoro più noto e acclamato è infatti Changing New York, pubblicazione del suo più corposo progetto di documentazione della trasformazione di New York in un moderno centro urbano. Sono circa 300 le immagini che costituiscono il corpo di questo significativo libro, e il progetto – durato 5 anni – le era stato finanziato dalla Federal Art Project, un programma Statunitense di finanziamento e salvataggio della cultura e delle arti visive dalla Grande Depressione, impiegando artisti e artigiani nel creare murales, manifesti, spettacoli, scenografie, fotografie, documentari, eccetera. E così, Berenice Abbott, da sempre attratta dalla città come soggetto, mentre vengono abbattuti edifici fatiscenti e baracche per lasciare spazio ai grattaceli, documenta tutta la trasformazione umana, sociale, civile, urbanistica di una New York che si muove tra giganteschi cartelloni pubblicitari e palazzi verso il progresso e il futuro.

Berenice Abbott Changing New York

Berenice Abbot non è solo New York City.

Nel suo periodo europeo – Parigi, Berlino, Parigi -, tra il 1921 e il 1929, mentre scrive poesie scopre il suo talento fotografico. Man Ray era alla ricerca di un’assistente di camera oscura che non sapesse niente di fotografia e si limitasse a fare ciò che lui chiedeva; quale assunzione migliore di una studentessa di scultura priva di velleità fotografiche? Di lì a poco, però, Man Ray stesso rimase colpito dalla sua vena fotografica, tanto da farle usare il suo studio anche per lavori personali e, a ruota, arriva la sua prima mostra personale, l’apertura di ben due studi fotografici, una serie di ritratti a personaggi del mondo artistico e letterario come Jean Cocteau, Max Ernst, il poeta Edna St. Vincent Millay, James Joyce; il farsi una nomea tale da poter esporre i suoi ritratti insieme a quelli di Man Ray e di André Kertész. Sempre con Man Ray diviene amica anche di Marcel Duchamp, si appassiona e introduce nel movimento Dada e … scopre la fotografia di Eugène Atget – vicino di studio di Man Ray a Montparnasse e apprezzato dallo stesso Man Ray – di cui diviene collezionista e ne acquista e segue l’archivio fino al 1968.

E così il suo ritorno nella Grande Mela, nel ’29, si caratterizza da un allontanamento dalla fotografia di ritratto per addentrarsi nella fotografia documentaristica con la città come soggetto.

Vicina alla straight photography, tendenza della prima metà del Novecento in opposizione al pittorialismo e a ogni forma di manipolazione dell’immagine, che ritiene che qualsiasi alterazione della fotografia renda meno puro lo scatto, e quindi meno vero.

Con lo stesso rigore, passione e curiosità con cui si era avvicinata al ritratto, alla fotografia documentaria, si avvicina e dedica alla fotografia scientifica: è stata foto editor per Science Illustrated, fotografa per importanti pubblicazioni di Fisica e anche di progetti di ricerca scientifica. Bolle di Sapone, una celebre fotografia della Abbott del 1945, dimostra la geometria delle bolle di sapone ed è stata pubblicata sempre su Science Illustrated con un testo che spiega le differenze molecolari tra acqua dura e acqua morbida; una fotografia per la quale la Abbott fece ripetuti esperimenti con tipi di sapone diversi, una delle sue fotografie più riprodotte e anche copiate. Non contenta, divenne anche un “piccolo inventore”, realizzando una serie di brevetti legati alla fotografia, come per esempio quella della fotocamera che chiamò Supersight, con la quale realizzò la fotografia Bolle di sapone. Scrisse un manifesto, nel ’39, dal titolo “Fotografia e Scienza”. “We live in a world made by science,” she stated. “There needs to be a friendly interpreter between science and the layman. I believe photography can be this spokesman, as no other form of expression can be.

Nata a Springfield, in Ohio, nel 1898 e morta a Monson, Maine, Stati Uniti, il 9 dicembre 1991.

La mostra Berenice Abbot.Topografie al Museo MAN, è realizzata grazie al contributo della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna. Il materiale documentario proviene dal suo archivio.

Federicapaola Capecchi

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Berenice Abbot. Topografie

A Cura di Anne Morin

Museo MAN
via S. Satta 27- 08100, Nuoro
tel. +39 0784 25 21 10
orari: 10-20 lunedì chiuso
www.museoman.it

MilanoArtexpo ringrazia Ufficio Stampa Studio ESSECI

Le immagini qui riprodotte sono state fornite allo Studio Esseci sas dagli Organizzatori dell’evento, ad esclusivo utilizzo collegato alle esigenze di Ufficio Stampa dell’iniziativa medesima.

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