Les Ogres. La regista francese Léa Fehner racconta il mondo del teatro di strada.

Les Ogres 2015 Lea Fehner

Les Ogres. La regista francese Léa Fehner racconta il mondo del teatro di strada. Di Federicapaola Capecchi –  Il Circo Barnum annuncia la chiusura mentre nelle sale arriva il film della regista francese Léa Fehner “Les Ogres. Il film è uscito in Francia il 16 marzo 2016. Sceneggiatura di Léa Fehner, Brigitte Sy, Catherine Paille, è il racconto del teatro di strada attraverso le storie e l’umanità della compagnia Davaï Théâtre. In scena è la stessa famiglia della regista, cresciuta con il teatro di strada: Francois (il capocomico) è il vero padre di Léa Fehner, Ines (la figlia) è la vera sorella e Marion (la moglie del capocomico) è la vera madre. La storia e le vicende sono ovviamente romanzate, non sono le stesse, ma il clima, le ambientazioni, le atmosfere sono esattamente quelle che lei ha vissuto per buona parte della sua vita, fino a quando non ha deciso di dedicarsi al cinema.

<Una compagnia di teatro itinerante. Girano di città in città, un tendone sulle spalle. Portano sogno e disordine nelle nostre vite. Sono orchi, giganti, ne hanno mangiate di donne, di bambini, teatro e chilometri. Ma ora stanno invecchiando e nessuno ha voglia di invecchiare. Allora, che la festa cominci! [Sinossi]>

Les Ogres

Les Ogres

Quindici artisti in tournée in Francia con lo spettacolo di Anton Pavlovič Čechov e con le loro storie di tradimenti, figli senza marito, incomprensioni con i genitori, sensi di inadeguatezza e di scarso apprezzamento, gravidanze senza smettere di bere, fumare e andare in scena, litigi, compromessi, intransigenze. Ma non è solo “una questione di famiglia”. Nel film sembra esservi il racconto e la riflessione su un mondo (quello del teatro di strada e del circo) sempre più ai margini e in difficoltà di questi tempi e con la famigerata e sempiterna “crisi”, che deve scontrarsi e lottare anche con la speranza che le persone della cittadina dove sono spengano la televisione ed escano di casa … fidandosi di andare a scoprire la dimensione unica del teatro, del qui e ora; unica e irripetibile della scena dove tra fascinazione, follia, sensualità, gioco, profondità e narrazione si da respiro alla vita!

Les Ogres

Les Ogres

La regista Léa Fenher è dal 2009, con il suo primo lungometraggio – Silent Voices -, che attira occhi e attenzione su di sé, seminando sensazioni di un potenziale straordinario. Anche la scelta di questa storia e tema alimenta queste sensazioni. Tema importante e difficile il teatro, soprattutto di questi tempi, soprattutto oggi. Il teatro di strada, forse, ancor più. Perché è un teatro profano, spesso dissacrante, con una lunga e complessa storia di importanze e influenze decisive socialmente e storicamente; di gioie e drammi, nei racconti messi in scena, ricchi di fuoco e futuro collettivo; un teatro di cui, però, non è mai stata redatta una storia, sempre estromessa rispetto alla storia del teatro.

E così, sinceramente, questo film attira molto. Il sospetto è che sia un racconto magistrale ed emozionante; forse anche un monito ad un indispensabile “procedere”, continuare a vivere, pienamente.

Sono contento della mia sorte; dichiaro che i ciarlatani, i saltimbanchi, i pagliacci, se così volete chiamarli, sono fra le persone più felici e libere. Vivendo con poco, disdegnano di mendicare l’applauso e l’eccessivo guadagno: se le pagliacciate non sono gradite in un paese piaceranno nel villaggio vicino. Noi dobbiamo alla nostra vita errante il nostro bene più prezioso: la libertà”. Chabot de Gironville

L’arrivo del circo di notte, la prima volta che lo vidi, da bambino, ebbe il carattere di un’apparizione. Questa specie di mongolfiera, preceduta da niente: la sera prima non c’era, la mattina era là davanti a casa mia. Pensai subito che fosse una barca sproporzionata. Quindi l’invasione – perché questo era stata: una invasione – era legata a qualcosa di marino. Una piccola tribù corsara”. Federico Fellini

Andremo a vederlo e vi diremo. Da teatranti!

Federicapaola Capecchi

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