Fotografia: Artico. Ultima Frontiera, Mostra a Venezia, Casa dei Tre Oci

Artico. Ultima frontiera

Fotografia: Artico. Ultima Frontiera, Mostra a Venezia, Casa dei Tre Oci – di Edoardo Pilutti – Dove eravamo prima di nascere? La nostra coscienza, il nostro Io o la nostra anima, a seconda del punto di vista scientifico o religioso, dove finirà quando non saremo più in vita? Queste e altre domande affiorano come dal fondo di gelide profondità oceaniche nell’osservare le stampe fotografiche esposte alla Casa dei Tre Oci di Venezia, nella mostra intitolata: Artico. Ultima frontiera, inaugurata alcuni giorni fa ed aperta al pubblico fino al 2 aprile 2017.

Distese nebbiose di neve e ghiaccio in cui si perdono cani da slitta, rari animali selvaggi e pochi esseri umani di una etnia che sta scomparendo, gli Inuit, conosciuti un tempo come esquimesi. Fotografie in bianco e nero, in cui predominano le sfumature di grigio dei ghiacciai e dell’acqua marina, che documentano come si vive oltre il circolo polare artico, dalla Groenlandia all’estremo nord del Canada. Gli autori sono tre: l’italiano Paolo Solari Bozzi (Roma, 1957), che nel 1990 ha abbandonato la professione forense che svolgeva a livello internazionale per dedicarsi completamente alla fotografia; il danese Carsteng Egevang (Taastrup, 1969), scienziato con un dottorato di ricerca in biologia artica, vincitore di numerosi premi in concorsi fotografici nazionali e internazionali; e l’islandese Ragnar Axelsson (Kopavogur, 1958), autore di numerosi libri fotografici e protagonista di numerose mostre internazionali.

Carsten Egevang davanti a due sue fotografie. Foto di Edoardo Pilutti

Carsten Egevang davanti a due sue fotografie. Foto di Edoardo Pilutti

Accanto alle 120 potenti stampe fotografiche, sono visibili tre documentari, sulle regioni del circolo polare, realizzati dalla regista e fotografa svizzera Corina Gamma, dallo statunitense Jeff Orlowski, e dai boemi Jure Breceljnik e Rozie Bregar. Sono previsti eventi e attività collaterali organizzati anche insieme all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

P. Solari Bozzi davanti ad una sua fotografia. Foto di Edoardo Pilutti

P. Solari Bozzi davanti ad una sua fotografia. Foto di Edoardo Pilutti

Secondo il curatore della mostra e direttore dei Tre Oci, Denis Curti, la natura rappresentata nelle immagini esposte è il corrispondente di una ricerca interiore che riporta alle origini ed al senso della vita nell’Universo.

Il dilemma dell’ignoto ha da sempre preso forma nella bellezza e nell’imprevedibile forza della Natura, grazie all’opera di molti poeti, artisti e intellettuali. Questo è ancor più evidente a partire dal Simbolismo romantico, in particolare in Caspar David Friedrich, che nel suo dipinto Il mare di ghiaccio ovvero Il naufragio della Speranza, opera completata nel 1824, rappresenta sia l’ambizione umana schiacciata dalla potenza incommensurabile della Natura, sia l’estasi raggelata dell’uomo di fronte al mistero del mondo. Dopo oltre un secolo, quello stupore, quell’ammirazione sublime, si ritrovano nelle immagini di uno storico fotografo, lo statunitense Anselm Adams, il quale vi aggiunse l’impegno civile per la salvaguardia dell’ambiente: i libri fotografici di Adams hanno contribuito alla costituzione, nel 1940, di alcuni parchi nazionali negli USA.

La bellezza estrema e crudele dei paesaggi artici in questa mostra viene rappresentata con rigore formale e tendenza all’astrazione, volutamente attraverso il chiaroscuro del bianco e nero, che secondo studi psicologici rileva e documenta stati d’ansia, proprio per sollecitare varie riflessioni sui cambiamenti climatici e l’inquinamento devastante dell’ambiente (anche quello che non si percepisce facilmente come la distruzione dell’atmosferica fascia di ozono) col conseguente aumento delle temperature globali e lo scioglimento dei ghiacci.

In Europa, negli ultimi cent’anni si sono sciolti il 50 % dei ghiacciai montani, con le estati sempre più calde e l’innalzamento del livello degli oceani e dei mari: Venezia come molte altre città costiere e molte isole anche abitate dell’oceano Indiano e Pacifico, continuando così, verranno sommerse.

E mentre i ghiacciai polari come quelli montani perenni si assottigliano sempre più, con l’andamento meteorologico sempre più irregolare e disordinato aumentano gli eventi climatici estremi, dagli uragani ai tifoni, dalle alluvioni alle interminabili bufere di neve anche alle nostre latitudini, come recentemente nelle Marche ed in Abruzzo, comportando sempre più spesso frane, valanghe e slavine in un territorio martoriato dalle costruzioni umane.

Intanto, ministri e governatori regionali continuano a far costruire nuove strade e ferrovie ad alta velocità, talvolta con la scusa di ripopolare paesi che stanno perdendo i loro abitanti. Ma si è visto che la costruzione di nuove strade comporta in realtà lo svuotamento ulteriore dei paesini: oltre al danno ecologico, la beffa demografica! Fermiamo la deforestazione nell’Amazzonia ed anche la cementificazione dell’Italia, la distruzione sistematica del suolo agricolo e forestale, ad opera di speculatori edilizi e di politici ignoranti e incauti e talvolta pure corrotti, o altrimenti faremo la fine degli Esquimesi, oggi rimasti soltanto in 150.000, in un ambiente che si sta sciogliendo e disgregando anche culturalmente: la più alta percentuale di suicidi fra gli adolescenti si trova proprio presso quelle popolazioni, laddove al posto dei tradizionali abiti di pellicce vengono indossati sempre più spesso giacconi e cappotti di foggia occidentale e consumista.

Edoardo Pilutti

Artico. Ultima Frontiera

Casa dei Tre Oci, Venezia

Orari

Tutti i giorni 10.00 – 18.00; chiuso martedì

Info e  Prenotazioni

tel. +39 041 24 12 332
info@treoci.org
www.treoci.org

Milano Arte Expo ringrazia: Uffici stampa Anna Defrancesco (CLP Relazioni Pubbliche) e Civita Tre Venezie | Casa dei Tre Oci Giovanna Ambrosano, per la gentilezza e le fotografie della Mostra correlate all’articolo.

contatti Milano Arte Expo: mail: milano.arte.expo@gmail.com – telefono: +393662632523

Per recensioni, redazionali e banner sul magazine online, contattate Melina Scalise, telefono +393664584532

 

 

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