Foodgraphia: Cibo per gli occhi in mostra nel centro di Milano – di Stefano Malvicini

Foodgraphia, home, Maurizio Galimberti

Maurizio Galimberti, Vucciria

Foodgraphia: Cibo per gli occhi in mostra nel centro di Milano – di Stefano Malvicini –  Cibo e Arte, da secoli, segnano un connubio imprescindibile che si è trasformato in grandi capolavori sulla tela, dalle Macellerie dei Carracci alle Nature Morte di Caravaggio, dalle Ceste di Fiori e Frutta dipinte dai fratelli Campi alle opere “di genere” del Settecento napoletano, fino all’esaltazione naturalistica della caducità espressa da Casorati e Morandi nel Novecento.

L’elemento alimentare segna, però, anche con la fotografia, il passo nel suo rapporto con l’Arte e l’estetica, tanto da diventare vero nutrimento per gli occhi: questo è il senso della rassegna Foodgraphia, che vede protagoniste le due Arti in una mostra al Palazzo del Senato di Milano, dal 18 al 28 gennaio 2017. Perché di Arti si tratta: non più solo la fotografia è identificata con una valenza estetica, ma anche il cibo, quella che oggi, convenzionalmente, viene chiamata “area food”, è un’Arte a tutti gli effetti, e basti pensare alle creazioni di pasticceria di Knam, Massari e Fusto, così come ai piatti di Cracco, Oldani o Mei, per capire quanto il cibo abbia la dignità di Arte al di là del suo valore nutritivo. E non è un caso che, per una rassegna di questo tipo, sia stata scelta, come sede espositiva, Milano, la capitale dell’ area food e Horeca italiana, in cui hanno sede associazioni professionali e testate specialistiche dedicate a questo ambito, nonché la città che ha ospitato, nel 2015, un’Esposizione universale incentrata sul cibo inteso come nutrimento del pianeta.

Foodgraphia, però, va oltre, e segna un rapporto parallelo tra fotografia sul cibo e Arte, determinando quel termine, che delinea la mostra, ovvero Food Art & Photography. I due binari paralleli sono quelli dell’ Arte figurativa e del food: in questo, riesce benissimo il veneziano Renato Marcialis, maestro della food photography italiana, con il suo dittico dedicato a Caravaggio, intitolato, appunto, Caravaggio in cucina. La foto lavora sul chiaroscuro, in una maniera indagatrice, sia sulla luce, come il grande artista lombardo, che sul soggetto, determinando quella valenza di binomio che lega Arte e Cibo. Maurizio Galimberti, invece, indaga il rapporto tra cibo e persona in un mercato, quella Vucciria di Palermo già descritta dal realismo di Guttuso. La stampa di Galimberti, però, si avvicina a uno stile pop, di riproduzione seriale, “con lo stampino”, come facevano Warhol, Johns e Rauschenberg, con ritratti di ambulanti che popolano le bancarelle in piccoli quadratini alternati ad altri contenenti immagini, pure istantanee di vita, di pesce, carne e frutta esposta nel mercato. Un esperimento moderno, insomma, su un tema già rodato dalla tradizione pittorica di fine Cinquecento – inizio Seicento, soprattutto di ambito lombardo ed emiliano, in cui le carni degli animali morti, i frutti e gli ortaggi diventano un simbolo, allora della caducità del genere umano, con valenza moralistica, oggi, invece, del valore estetico del cibo, ma anche degli sprechi e delle disparità alimentari tra Paesi ricchi e poveri. Queste opere, quasi “archetipi”, segnano anche quelle degli altri artisti in mostra, in cui il cibo diviene elemento associato a un paesaggio o, anche, un qualcosa che rimanda all’ universo della sensualità e dell’ erotismo, fino a deliziare i nostri occhi con le sue forme e i suoi colori sgargianti, che rendono ragione della sua dignità di forma artistica a tutti gli effetti.

Foodgraphia
Palazzo del Senato, Spazio Paganini, Via Senato 10, 20121 Milano
Orari: lunedì – giovedì 10.00-13.00, 14.00-17.00; venerdì – sabato 10.00-13.00
Ingresso gratuito

Stefano Malvicini

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Una risposta

  1. Buonasera, veramente io feci la mia prima mostra “Virtual Food…” nel 2004 con piatti cucinati da me e fotografati in macro prima e dopo la cottura
    http://www.ugomariacionfrini.com

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