Mostre: Milano Sud – ritratti di fabbriche 35 anni dopo a Cascina Cuccagna

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Mostre a Milano: Milano Sud – ritratti di fabbriche 35 anni dopo – di Stefano Malvicini – Milano cambia ogni giorno sotto i nostri occhi, e lo possiamo vedere dalle cose più semplici, a partire dal nostro quotidiano percorso casa-lavoro o casa-università, abituandoci a osservare (e vivere) zone che, un tempo, quando molti dei nostri nonni arrivarono in città dalle campagne lombarde, venete e piemontesi, nonché dal Sud, erano industriali, mentre oggi sono state frutto di riqualificazioni e rigenerazioni.

È questo il senso della mostra Milano Sud – ritratti di fabbriche 35 anni dopo, che, dal 13 al 29 gennaio, occupa parte del piano superiore della Cascina Cuccagna. Curata da Giuseppe Corbetta, in collaborazione con lo Studio Gabriele Basilico, l’esposizione è frutto di un attento studio dello stesso Corbetta dedicato alle strutture industriali della zona Sud della nostra città. In sostanza, il curatore ha percorso un itinerario di questa area milanese che, un tempo, agli inizi degli anni ’80, era ancora totalmente dominato da fabbriche e binari ferroviari. Ne è nato un confronto tra le immagini di Corbetta, la mappa attuale della città e la geografia di allora, documentata dalle fotografie del grande Gabriele Basilico. Il fotografo, laureato in Architettura al Politecnico, nel 1983, aveva esposto, al PAC di Via Palestro, una serie di sue immagini dedicate alle fabbriche di Milano: da queste foto, Giuseppe Corbetta è partito per documentare lo stato attuale delle fabbriche della zona Sud. Ecco come nasce il layout della mostra, composto dalla foto attuale, in cui Corbetta si è posto davanti agli edifici con le stesse angolature di quelle di Basilico, affiancata dalla riproduzione di quella del grande fotografo, che rappresenta la struttura originaria della fabbrica, e accompagnata da testi che illustrano le funzioni originarie delle aree fotografate confrontate con le attuali, nonché da approfondimenti sui marchi proprietari delle vecchie fabbriche, dalla Nestlé alla Plasmon e alla Caproni. Per identificare esattamente i luoghi, Corbetta ha utilizzato la Carta Tecnica Comunale degli anni ’70: grazie a questo strumento, il curatore ha potuto documentare attentamente la trasformazione delle aree industriali del Sud Milano.

Ne emerge uno straordinario confronto tra la Milano operaia degli anni ’70 e quella post-industriale di oggi, testimone di un cambiamento epocale nelle strutture e nelle funzioni di queste aree. Il nucleo di partenza sono gli scali ferroviari, quegli scali oggi al centro di dibattiti politici riguardanti la loro riqualificazione, che costituivano l’ossatura su cui innestare nuove industrie: due sono gli scali interessati dall’ analisi di Corbetta, Romana e Porta Genova, che, un tempo, facevano parte di quel percorso circolare che univa lo scomparso scalo Sempione, quelli attuali di Certosa e Greco, fino a Lambrate e, appunto, Porta Romana e Porta Genova. Su questa “circular line”, su cui ora si stanno soffermando progetti di riqualificazione al fine di creare una sorta di 90/91 ferroviaria, è nata la Milano operaia, la Milano della Ghisolfa, della Bovisa, di Dergano e di Lambrate, ma anche della zona Sud, quella Milano che attirò gente da tutta Italia e che fece della nostra città la Capitale produttiva d’Italia. La zona Sud era ricca di industrie alimentari ma anche manifatturiere. Basti pensare all’area limitrofa allo Scalo Romana, con il molino sul sito dell’attuale Piazza Trento, ma anche con la Plasmon in fondo a Via Cadolini e con l’area industriale tra Largo Isarco, Via Orobia e Via Brembo, ora riqualificata con la Fondazione Prada e con vari locali di tendenza disposti lungo l’asse di Viale Ortles verso Via Ripamonti. All’ area dello Scalo Romana, in interscambio con quello di Rogoredo lungo l’asse per Lodi e Pavia, c’era anche la “zona Caproni”, la nota fabbrica di aeromobili il cui distretto produttivo era situato tra le vie Mecenate, Quintiliano e Salomone, mentre i capannoni erano ancora in piedi negli anni ’90 nei pressi di Via Bonfadini (su cui è ancora visibile il binario di collegamento con le ferrovie): oggi la zona è sede di aziende di trasporti, ma anche di studi Rai e di poli creativi e di design.

Milano Sud ritratti di fabbriche 35 anni dopo

Milano Sud ritratti di fabbriche 35 anni dopo

Ben documentata è anche la zona legata allo scalo di Porta Genova, distesa lungo le vie Tortona e Savona, dalla quinta alberata di Via Bergognone al Cavalcavia Don Milani. Qui avevano sede aziende come la OSRAM, la Riva-Calzoni e la Nestlé, tanto che l’area attirò moltissimi immigrati, soprattutto dal Sud. In mostra è documentata la trasformazione dell’area Ansaldo, tra le vie Tortona, Savona, Stendhal e Bergognone, oggi sede di un distretto creativo e del Museo delle Culture, ma ancora di più lasciano a bocca aperta le trasformazioni avvenute al di là di Viale Troya, sempre lungo l’asse di Via Savona: al posto dei capannoni della OSRAM e della Riva-Calzoni, oggi, si trovano solo nuovi nuclei abitativi, comprese le tre torri che dominano il paesaggio del Giambellino e che troneggiano sul Naviglio insieme alle quattro costruzioni in vetro e cemento di Viale Richard. Proprio nei pressi di queste torri, rimane l’unica costruzione originale della zona, ovvero il casello ferroviario che, in origine regolava l’ingresso dei treni da un lato allo scalo di Porta Genova e, dall’altro, alla stazione di San Cristoforo: oggi pare un episodio di archeologia industriale lungo l’asse ferroviario Milano-Mortara.

In fondo, Milano è anche questa, una città operaia prima e post-operaia ora, industriale prima e creativa ora, che un tempo andava a letto presto per seguire i ritmi di lavoro degli operai e che, ora, non dorme mai e vive di notte. Le foto in mostra lo testimoniano perfettamente, così come i testi esplicativi, per cui si ringrazia la presidentessa dell’Associazione QUATTRO, Stefania Aleni.

Milano Sud ritratti di fabbriche 35 anni dopo, Ripamonti

Milano Sud ritratti di fabbriche 35 anni dopo, Ripamonti

Milano Sud – ritratti di fabbriche 35 anni dopo

Cascina Cuccagna, Via Cuccagna 2/4 20135 Milano
Orari: martedì e venerdì 10.00-20.00;
mercoledì e giovedì 11.00-18.00;
sabato 10.00-18.00;
domenica 10.00-16.00

Stefano Malvicini

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