Accademia di Brera: performance dal Terzo Paradiso di Pistoletto – di Samanta Airoldi

Accademia di Brera Performance Il Futuro non Crolla

Accademia di Brera: performance dal Terzo Paradiso di Pistoletto. Interpretata da Magda Chiarelli e studenti di 12 Paesi – di Samanta Airoldi. Il Futuro non Crolla: un progetto artistico che vede coinvolte l’ Accademia di Bella Arti di Brera e l’ Università di Camerino, tristemente distrutta durante l’ultimo terremoto avvenuto nelle marche nel 2016. Una performance che ha visto esibirsi la giovane artista Magda Chiarelli insieme a studenti dell’Accademia provenienti da diversi paesi. Gli studenti hanno anche messo in vendita alcune loro opere per donare il ricavato all’ Università di Camerino.

L’idea ha preso le mosse dal Terzo Paradiso di Pistoletto interpretato quale luogo d’incontro e condivisione. E quale luogo migliore del “luogo del sapere” per incontrarsi e condividere la voglia di andare avanti costruendo un futuro che non crolli, metaforicamente né fisicamente. Unire l’amore e il rispetto per la tradizione portandola avanti attraverso l’innovazione che, nel concreto può tradursi: costruire con materiali anti sismici la storica Università di Camerino, nata nel lontano 1336.

Il Futuro non Crolla e il terzo Paradiso di Pistoletto

Il Futuro non Crolla

La performance si è svolta il 21 Dicembre 2016 nell’aula Napoleonica dell’ Accedemia di Brera: dodici studenti disposti in cerchio con addosso magliette rosse, ideate dall’ Università di Camerino, su cui era scritto “il futuro non crolla”. La performer Magda Chiarelli al centro, accovacciata attorno ad un gomitolo di canapa. Al suono di un tamburo la performer ha iniziato a girare intorno agli altri 12 imbastendo una matassa attorno a loro. Dopo aver disegnato il “terzo paradiso” con il filo di canapa, è entrata anch’ella dentro la forma e ha deposto la matassa a terra. A quel punto tutti hanno tolto le magliette e le hanno deposte all’interno del Terzo paradiso disegnato dal filo di canapa.

Magda Chiarelli accovacciata sulla matassa di canapa

Magda Chiarelli performer

La performance “Il futuro non crolla” ha voluto porre in rilievo come tutti noi siamo collegati da un filo invisibile che ci unisce in quanto appartenenti alla medesima umanità nonché alla medesima energia vitale e voglia di conoscere, sapere, esplorare attraverso l’arte e non crollare sotto “scosse”: scosse fisiche di terremoti né metaforiche di pregiudizi sociali!

Il “legame” messo in scena da Magda Chiarelli con un semplice filo di canapa ha voluto simboleggiare non solo il legame tra esseri umani ma anche tra l’essere umano e l’ambiente, la tradizione, il Paese: la matassa di canapa, infatti, ci riconduce ad uno di quei lavori “antichi”, legati alla tradizione di molti paesi, lavori che implicavano la dimensione della condivisione e del reciproco ascolto, il “fare qualcosa insieme” producendo qualcosa di utile per la propria comunità. Ci ha riportato, in un certo senso ad Aristotele: noi tutti possiamo realizzarci pienamente solo nella dimensione sociale e della condivisione e non nell’isolamento egoistico. Non vi è scissione tra la felicità del privato e la giustizia sociale!

Il Futuro non Crolla Accademia di Brera

Il Futuro non Crolla

Ed è questa la dimensione che, attraverso la bellezza dell’Arte, dobbiamo cercare, trovare e recuperare con la consapevolezza che tradizione e innovazione devono camminare insieme e vivere in dialogo per un futuro più giusto ed equo.

La tradizione è il “progetto”, come direbbe il filosofo Salvatore Veca, il passato con i suoi usi e costumi; l’innovazione è il “processo”, il nuovo, il presente con i suoi continui mutamenti e trasformazioni. Senza conoscere il passato potremmo ricadere negli stessi errori; chiudendoci ai mutamenti del presente la tradizione mancherebbe di ossigeno, di linfa vitale e morirebbe in una chiusura asfittica.

La performance svoltasi all’Accademia di Brera ha voluto ricordarci, attraverso la giovane performer Magda Chiarelli e i 12 studenti che hanno partecipato, che la società e le politiche sociali devono ricercare il “bello”, ovvero quella dimensione di bellezza sociale che altro non è che l’ Etica: ritornare a quel “Kalos kai Agathos” che pervadeva la società omerica. Un dialogo costante e sinergico tra Politica e Cultura Artistica e Umanistica per un futuro che non abbia da temere crolli…né fisici né metaforici!

Samanta Airoldi

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Samanta Airoldi

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