Stefano Parisi: Energia e Ambiente – Di Samanta Airoldi

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Energia&Ambiente è il nome del gruppo di ricerca incaricato da Stefano Parisi per studiare ad un progetto concreto che dovrà poi tradursi in un programma di governo innovativo, finalizzato a rilanciare l’economia del paese.

Il gruppo di giovani professionisti facenti parte del tavolo di lavoro Energia&Ambiente è partito a Ottobre e in questi primi mesi ha individuato, precipuamente, 3 obiettivi da perseguire:

1) sicurezza degli approvvigionamenti

2) sostenibilità

3) competitività

L’Energia è interessante, oltre che in termini di sostenibilità ambientale, anche in termini di geopolitica: uno degli scopi di un buon piano di governo dovrà essere restituire all’Italia “potere” riducendo, quanto più possibile, la sua dipendenza energetica dall’estero e, riducendo, dunque le importazioni.

Il tavolo di lavoro, composto da giovani e giovanissimi (ad esempio la Dott.ssa Martina Di Labbio è un ingegnere sotto i 30 anni) ha individuato l’esigenza di riscrivere un piano energetico nazionale integrato, ovvero che punti sull’integrazione di differenti fonti energetiche, sapendo valutare dove è possibile puntare sulle rinnovabili e dove, invece, si rende ancora necessario continuare con i combustibili.

Puntare alla flessibilità e all’integrazione di diverse fonti cercando di promuovere il più possibile le fonti rinnovabili è il primo imprescindibile passo per svincolare l’Italia dall’eccessiva attuale dipendenza dall’estero che comporta un surplus di spese per tutti i cittadini.

Il programma di governo che verrà proposto dovrà basarsi su una “nuova Politica“, una Politica che sappia guardare al futuro dando ampio spazio alla diffusione di “energie nuove” e consentendo una progressiva sburocratizzazione delle imprese con conseguente riduzione dei costi.

Una politica liberale e liberista che lasci che le imprese facciano impresa!

Anche la questione “Ambiente“, troppo spesso ideologizzata, è stata affrontata dal gruppo in modo rigoroso e concreto, ponendo l’obiettivo primario di una gestione razionale delle risorse nell’ottica di una Green Economy che promuova la circolarità, ovvero la riduzione al minimo dei rifiuti e degli sprechi.

Preso atto che l’Italia è, da sempre, un paese manifatturiero che, tuttavia, è costretta ad importare le materie prime, l’obiettivo da perseguire al fine di limitare importazioni- sprechi- costi è un’ Economia Circolare che massimizzi l’efficienza del ciclo produttivo: gli scarti di ogni fase di produzione dovranno diventare materia riutilizzata per dare vita ad altri prodotti.

Energia e Ambiente Stefano Parisi Ph Alexas

Ph Alexas

In quest’ottica di massima efficienza si avranno non solo meno rifiuti da smaltire con enormi benefici per l’ambiente ma si avranno anche più risorse e meno costi. Inoltre lo sviluppo di questa nuova forma di economia del “non spreco” dovrà concretizzarsi attraverso la nascita di Start Up e di nuove figure professionali con una formazione mirata, il ché creerà nuovi posti di lavoro.

In tutto questo la Politica che ruolo giocherà? Come dovrà muoversi la “buona Politica” nei prossimi anni per valorizzare le risorse del Paese e favorire il rilancio dell’economia?

Sarà fondamentale che il governo, presente ma soprattutto futuro, crei condizioni adeguate al fine di incentivare una Green Economy sia lasciando le imprese libere di fare impresa senza eccessivi vincoli burocratici; sia promuovendo un rapporto sinergico tra aziende e ricerca Universitaria che significherebbe meno costi per le aziende che sceglieranno di convertirsi totalmente o parzialmente al “green”; e, infine, organizzando attività di formazione ed educazione in materia di Economia Circolare al fine di sviluppare una crescente consapevolezza e sensibilità nei cittadini.

Partire da ciò che abbiamo, dal pre- esistente e valorizzarlo attraverso il nuovo, attraverso progetti innovativi e, soprattutto, attraverso un programma politico nuovo che sappia conciliare politiche ambientali sempre più volte alla sostenibilità e competitività sul mercato.

Un programma liberale, liberista e, soprattutto, giovane e che lascia grandi spazi di manovra ai giovani guardando con ottimismo al futuro dell’ Italia che può e deve ri- splendere.

Samanta Airoldi

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