Ada Grecchi: di Ketty Carraffa – We are all Artemisia

Ada Grecchi

Ada Grecchi, vista da Ketty Carraffa per la rubrica We are all Artemisia

Ada Grecchi: di Ketty CarraffaWe are all Artemisia. Le storie delle donne sono affascinanti. E, sicuramente, ascoltare l’esperienza di vita di Ada Grecchi, milanese da generazioni, classe 1936, che ha attraversato la vita con grande impegno e competenza, fino a raggiungere i massimi livelli da manager, lo è ancora di più.

La battaglia di Artemisia, (da cui prendo sempre spunto per le mie interviste,) rappresenta per l’autodeterminazione femminile, un bellissimo confronto con la storia di Ada, perché essa fa trasparire tutto il meglio della fatica delle donne nate 80 anni fa nel nostro Paese.

Ada Grecchi

Ada Grecchi

Ada, laureata in Giurisprudenza nel 1959, con 110 e lode, nei tempi giusti: “Perché essere fuori corso non era possibile, non si potevano pagare tasse ulteriori”, è figlia di genitori dipendenti del Comune di Milano (mamma “bidella”, come ama dire lei e papà messo comunale), e può ora rilassarsi da un decennio, a raccontare la sua splendida vita, da scrittrice.

E da raccontare Ada ne ha veramente parecchio, altro che leggere le biografie scarne di famosissimi e ricchissimi calciatori ventenni, che di merito, esperienza e competenze, han ben poco da dimostrare.

“Una vita di corsa”, infatti, è la sua autobiografia, che descrive quanto sia stato difficile e complicato per una donna, superare il “tetto di cristallo”, di professionalità e considerazione, nel corso dei suoi lunghissimi anni di carriera da top manager.

La città di Milano, naturalmente è stata il fulcro, il trampolino da cui partire, che ha caricato la sua spinta irrefrenabile per la conoscenza e la passione per il lavoro, ereditate in particolare dalla mamma, per collezionare posti di lavoro altamente qualificati, anche da giovane laureata, arrivando a coprire la carica di top manager all’Enel, alla fine degli anni ’60, quando le trattative con i sindacati erano estenuanti e lunghissime, quando attorno ai “tavoli”, non vi erano solo i problemi e le grandi lotte sindacali, ma il fosco periodo degli anni di piombo, della violenza, delle Br e la presenza delle donne nel mercato del lavoro dirigenziale, era ridicola.

Milano è stata sicuramente, per oltre 40 anni, una sua grande “amica”, quasi una complice.

Ada Grecchi

Ada Grecchi

Ada ci tiene a dire che appartiene alla stessa classe di Berlusconi e Papa Francesco, persone tenaci, nel bene e nel male e che la sua è stata una famiglia che inevitabilmente, l’ha anche avvicinata al mondo della Politica, dell’Informazione e dell’impegno sociale. Infatti, Ada ha conosciuto molto bene Bettino Craxi, con cui studiavano insieme e che: “Mi prestava i libri, all’Università”, che: “Ho imparato molto da mio fratello giornalista de “Il Giorno”, Giampiero”, e che, soprattutto, è stata pioniera e all’avanguardia anche nelle scelte personali, viaggiando e facendo l’autostop, come “ragazza alla pari” in Inghilterra, per imparare perfettamente l’inglese, nel lontano 1956, per due anni…

E, ogni anno, da 40 anni, Londra è la sua seconda patria, tanto che appena laureata, ha cominciato a insegnare Inglese presso le Scuole serali del Comune di Milano e racconta di come il nostro Paese, in quei luoghi e per molti anni, non era per niente conosciuto e le chiedevano: “Da che parte dell’Inghilterra vieni”?

Il suo ingresso nel mondo del lavoro, subito ad alto livello, ha dell’incredibile e avventuroso. Per essere assunta presso la Edison, dopo i dinieghi di Eni e Shell, dove alla domanda/ricatto: “Ha intenzione di sposarsi?”, aveva risposto di si o che non sapeva, la giovane Ada Grecchi, alle prese con una giusta voglia di emergere e far carriera, non cadde nella trappola della firma delle ”dimissioni” in bianco” e ricorse all’escamotage fatidico per l’assunzione,… per poter firmare il suo primo contratto, dichiarò di essere sterile

Quindi, ottiene il lavoro, nell’Ufficio legale e da lì a poco, (nel 1963) rimanendo incinta e urlando “E’ successo il miracolo, viene scaricata come “improduttiva”, come rompiscatole socialista, guadagnandosi lo sdegno dell’ex Direttore della Edison e un nuovo incarico all’Enel, per realizzare un libro sugli infortuni e la sicurezza sul lavoro. Dopo un periodo di disorientamento, Ada entra in contatto a pieno titolo con la trattativa sindacale, come unica donna a rappresentare l’azienda, con la valorizzazione “ delle proprie capacità, con grandi potenzialità e comincia la sua grande carriera che la porterà dall’ufficio legale dell’Enel, a divenire dirigente a Como, a Roma e Direttore del Personale, a Milano, passando anche per Bruxelles. “Quelli erano anni di “sperimentazione” – dice Ada – “e la decisione di mettere a capo una giovane avvocata, era sicuramente coraggiosa e doveva provare frequentemente, la brillantezza della scelta. La prima volta che sono andata a Bruxelles per l’Enel, che era l’azienda più ricca del Paese, a occuparmi dei rapporti comunitari, avevo 55 anni e decisi che dovevo imparare anche il francese. Non ho goduto appieno i miei figli, ma il sentirmi realizzata, sapevo che faceva bene e fa bene anche a loro, che hanno 53 e 48 anni….”

Ada Grecchi

Ada Grecchi

Una lunga carriera, con la città di Milano sempre presente: “Anche se – dice Ada Grecchi – “La città a volte può essere un ostacolo alle donne che vogliono emergere. A causa del traffico, il caos, le distanze e l’organizzazione della vita sociale e personale, sono tutte più stressate. Prima era diverso… Credo però, nello stesso tempo, che solo una città possa dare grandi opportunità, in special modo alle donne. Se vivi fuori città, sei svantaggiata, per via del pendolarismo e del troppo tempo per raggiungere il posto di lavoro… A Milano hai tutto vicino…”
La vita di Ada Grecchi è talmente emblematica, importante e “grande”, che anche la scrittrice Sveva Casati Modignani, ha preso spunto per dare alla protagonista, le caratteristiche del suo percorso professionale e personale, in uno dei suoi romanzi di successo: “Rosso corallo”, e lo si capisce benissimo nel paragrafo dedicato alle lotte sindacali….
Quando nel romanzo la Direzione dell’Azienda decide di cambiare i portacenere di cristallo con quelli di plastica, perché ce li tiravano dietro, ecco quelli sono i nostri giorni di lotte sindacali” – dice Ada – “Quando gli operai gridavano: “Arriva la rossa!”, quella rossa ero ioLa Liliana Corti di “Rosso corallo” , sono io”.

Ada non ha mai smesso di lavorare; ha girato il mondo, ha conosciuto Tina Anselmi, si è occupata di Affari Sociali, e tecnologia, partecipando a dibattiti e incontri fino a poco tempo fa, ha sostituito la grande e indimenticabile manager Marisa Belisario nel 1988; ha collaborato, per la sua grande esperienza, con la Presidente della Provincia Ombretta Colli, (che le ha affidato l’Assessorato al Personale dal 1999 al 2004), e la Ministra delle Pari Opportunità Prestigiacomo chiese a lei un parere prima di abolire la Commissione… Nel 2006 a 70 anni, non ha rifiutato gli incarichi di dirigente della Metropolitana Milanese e della Sea, (che le aveva affidato la sindaca Moratti), e, con un sorriso simpaticissimo conclude: “Berlusconi disse che ero troppo comunista per fare l’Assessore al lavoro della giunta milanese”…

Una vita così, è molto difficile da sintetizzare….

Ada ora è molto impegnata a fare la nonna, ad occuparsi delle sue case e a scrivere libri… L’ultima sua avventura letteraria è il libro di favole “La spiaggia delle gazze”, scritto in Guadalupa, (Antille Francesi), in una delle sue case che ha dovuto lasciare e dove, una fetta del suo cuore, resterà per sempre… e ora, sta solo aspettando le prossime date per le presentazioni, che partiranno a gennaio…

Le donne forti, determinate e grandi, sono un esempio per tutte.

Ketty Carraffa We are all Artemisia

Ada Grecchi

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Ketty Carraffa

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