Anna Maria Gandolfi – di Ketty Carraffa, We are all Artemisia

Ketty Carraffa

Anna Maria Gandolfi vista da Ketty Carraffa per We are all Artemisia

Anna Maria Gandolfi – di Ketty Carraffa, We are all Artemisia. Una bellissima storia di crescita personale e professionale, è quella di Anna Maria Gandolfi, che, nel corso della sua vita, è riuscita a valorizzare la sua grande esperienza per metterla al servizio di moltissime altre donne, impegnate ad alto livello nelle più svariate attività, istituendo anche il premio al “valore” femminile, a carattere prima regionale e poi internazionale: Standout Woman Award.

Anna Maria Gandolfi

Anna Maria Gandolfi, Consigliera Regionale di Parità

Anna Maria, splendida 64enne, imprenditrice, Consigliera di Parità Provinciale Brescia, è nata a Frontignano Barbariga (Bs), in una famiglia contadina, mamma di tre figli e nonna felice, ha con Milano, un forte legame dal punto di vista affettivo e professionale.

La sua grande determinazione la deve, soprattutto, alla voglia di riscossa femminile che la sua mamma, contadina, classe 1925, le ha instillato sin da piccola. La mamma di Anna Maria, infatti, non avendo avuto il permesso di studiare (perché di famiglia patriarcale e povera, in cui le possibilità di riuscire nella vita si davano, al limite, ai figli maschi), ha cercato di infondere ai 6 figli e principalmente nelle due figlie femmine, la grande voglia di conoscenza e di libertà che aveva lei, da sempre.

E con Annamaria, ha ottenuto un grande successo.

Nel corso della sua vita, infatti, Anna Maria prende tutto ciò che si può dall’insegnamento materno per costruire con volontà ferrea un’esperienza in grado di affrontare tutte le bufere e le discriminazioni. Anna Maria  prende spunto dalle frasi che la mamma le diceva spesso, riferendosi alla “riscossa” da ottenere in tutti gli ambiti, con l‘aiuto dell’istruzione, della conoscenza e con l’invito a diventare “qualcuno”, per avere la giusta libertà di movimento e di pensiero. Per Annamaria la “riscossa” diventa una realtà vissuta e ora, il bilancio positivo della sua vita, è testimone di tutto ciò che ha incamerato dal punto di vista degli insegnamenti materni.

Una mamma lungimirante, quella di Anna Maria Gandolfi, che autodidatta e studiosa dei poemi classici, con la partecipazione alla trasmissione televisiva di Mike Bongiorno, “Lascia o raddoppia?”, (nel 1958), stravolge positivamente la vita di tutta la famiglia, riuscendo con il gettone di partecipazione al programma, ad aprire possibilità di lavoro e di considerazione ai suoi figli e al marito, allora disoccupato.

Anna Maria Gandolfi

Anna Maria Gandolfi

“La povertà non era un problema, perché c’era la volontà di lavorare per un futuro migliore – dice Anna Maria – “i miei genitori non mi hanno certo lasciato soldi, ma dandomi la possibilità di studiare e di laurearmi, mi hanno fatto crescere con orgoglio, con la ricerca della realizzazione di me stessa, con la certezza che il lavoro e una professione, mi avrebbero “difesa” nella vita, rendendomi indipendente, anche economicamente, da un marito”.

“Parto proprio dal principio d’indipendenza economica” – dice Anna Maria – “per collegarmi al mio rapporto con Milano. Ho ancora in mente i viaggi in treno, all’età di sei anni, per andare alla sede Rai di Corso Sempione, sui sedili di legno, per seguire le prove della trasmissione “Lascia o raddoppia?”, e i buffetti di Mike Bongiorno. E poi, molto più avanti, circa quindici anni fa, penso a Milano per la ricerca e concretizzazione di essere supporto alle istituzioni locali e regionali, per promuovere l’imprenditoria al femminile e la sensibilizzazione contro la violenza sulle donne”. Infatti, per molto tempo Anna Maria ha collegato la sua attività alla Camera di Commercio, al Comitato Imprenditoria femminile (è stata vice presidente dei Cif lombardi per dieci anni, fino al 2011), alla Commissione Europea a Milano, alla Regione Lombardia e come Consigliera di Parità Regionale, dal 2010 ad oggi.

A Palazzo Pirelli, sede della Regione Lombardia, Anna Maria Gandolfi ha fondato e concretizzato nel 2015, all’interno dell’Expo presso il Padiglione del Parlamento Europeo, la prima edizione del Premio Standout Woman Award, per premiare donne importanti, nella scienza, imprenditoria, cultura e nell’arte, e, quest’anno, ha ripetuto il Premio, a Roma, presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari, alla presenza della senatrice Valeria Fedeli, (da pochi giorni Ministro dell’Istruzione).

Con una Commissione qualificata, Anna Maria, ha selezionato 21 donne eccellenti di varie nazionalità e nei settori dell’imprenditorialità, della ricerca, dello Sport , dell’arte e dell’Innovazione, premiando donne sensibili, coraggiose, che non si arrendono mai e cariche di valori umani.

Anna Maria Gandolfi

Anna Maria Gandolfi ha fondato nel 2015, a Expo – Padiglione del Parlamento Europeo – la prima edizione del Premio Standout Woman Award

Anna Maria racconta la sua storia, con viva emozione, legando sempre la riuscita della sua operosa vita, ai luoghi di provenienza e al supporto unico e preponderante, dell’affetto più caro e grande: quello di sua mamma che, orgogliosamente, ha preteso di veder crescere la sua famiglia nella conoscenza e nel valore, nonostante la vita colma di sacrifici, dagli anni 50 in poi.

“Mia mamma mi ha avuta in grembo per 9 mesi – dice Anna Maria – ma io ce l’ho nella mente tutti i giorni e nelle cose che faccio, per tutta la vita.
Ho nel cuore l’immagine di lei, unica ad affrontare le difficoltà dopo la scomparsa di mio padre, a 61 anni e il momento in cui tutto ricadde su di me, quando dovetti effettivamente rimboccarmi le maniche e costruirmi il futuro, pensando sempre al passato e all’energia che il mondo contadino mi aveva dato.
Ricordo, in ogni mio percorso scolastico, che emergeva sempre il fatto che io (come altri) fossimo figli di contadini o di operai e che alcuni insegnanti te lo “dicessero” con comportamenti discriminatori. Mi sono sempre chiesta, da piccola, perché dovessi sempre stare all’ultimo banco e in quell’angolo dove venivano messi gli alunni in castigo. I miei compagni, figli dei farmacisti, figli di famiglie facoltose, figli di laureati, figli di… erano sempre davanti… Ero la più alta della classe… e quindi, forse, la scusa era questa”.

Anna Maria Gandolfi

Anna Maria Gandolfi

Anna Maria Gandolfi, chiude il cerchio del suo racconto, portando al centro il perché del suo cammino sulla solidarietà al femminile, considerando il fatto che occuparsi di discriminazione o di violenza sulle donne, (sia fisica che psicologica), è sicuramente un percorso molto coerente con gli insegnamenti ricevuti.
“Sono sposata da 40 anni con lo stesso uomo – dice Anna Maria – con 9 anni di fidanzamento; ho affrontato alti e bassi come tutte le donne, ho lasciato l’insegnamento nel 1995, pensando di fare la mamma con tre figli da accudire e di seguire alla lontana l’attività di mio marito, rendendomi invece conto, e presto, che anch’io potevo e dovevo fare qualcosa per “essere” e valere come donna, madre e lavoratrice”…

Infatti, Anna Maria, da donna innovatrice ed energica, entra quasi violentemente nella gestione dell’azienda di autoriparazioni del marito e memore degli insegnamenti della mamma, parte all’estero per conoscere altre realtà, porta nuove idee all’associazione di categoria, diventa presidente autoriparatori per 10 anni e fonda la prima rete di carrozzieri, nel 2007, (AXIAL ITALIA, in gemellaggio con la Francia, che oggi si chiama INRETECar Consorzio).

Oggi Anna Maria Gandolfi è impegnata su vari fronti e in numerose associazioni di volontariato (UNCI, Croce rossa Unione Cavalieri d’Italia) e con associazioni femminili, di cui la più importante è EWMD International e la vita prosegue sempre: “Con grande coraggio e passione per la vita”.

“Mi hanno definita una Donna per le Donne.” – conclude Anna Maria – “Sono riconosciuta come donna che sostiene le donne e, io dico sempre: si, io sostengo le donne, certo, ma non tutte, perché chi subisce un’ingiustizia, chi subisce discriminazioni, chi ha talento e voglia di fare, ha il primo posto nel mio cuore e nelle mie azioni, come avrebbe voluto, sicuramente, la mia meravigliosa mamma ” …

Ketty Carraffa We are all Artemisia

Anna Maria Gandolfi

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> leggi anche gli altri articoli di K. Carraffa per la rubrica We are all Artemisia di Milano Arte Expo magazine

contatti Milano Arte Expo: Melina Scalise, telefono +393664584532

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Una risposta

  1. ANNA GANDOLFI scrive:

    GRAZIE GRAZIE

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