Nicola Monzino: la liuteria, la tradizione di famiglia e Le Mani Sapienti al Castello Sforzesco

Nicola Monzino

Nicola Monzino

Nicola Monzino: la liuteria, la tradizione di famiglia e Le Mani Sapienti al Castello Sforzesco. Intervista a cura di Olga Izzo. “Chi supera la crisi, ritrova se stesso” cita Nicola Monzino nel suo sito internet (> vedi al LINK), rifacendosi ad una famosa frase del grande Albert Einstein che recitava “È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso”. Anche per Nicola un momento di difficoltà ha segnato l’inizio di una nuova vita, sicuramente non facile, come tutti i cambiamenti, ma che ha affrontato cercando di tirare fuori qualcosa di positivo. Facciamocelo raccontare direttamente da lui.

Nicola, com’è nata l’idea di fare il liutaio?

Senza scomodare troppo il Sig. Einstein, devo ammettere che fino ad ora, quello che è successo è stato proprio questo, o perlomeno la prima parte di questa esternazione: senza che vi sia una motivazione forte, solitamente non si cambia il proprio percorso di vita. Per ora è quello che ho fatto.

Monzino

Monzino, lo stabilimento

A causa della crisi, o forse potrei anche dire grazie alla crisi, ho ripensato al mio futuro e deciso di prendere un percorso molto diverso. Dopo aver lavorato per diversi anni, nell’ambito della distribuzione di strumenti musicali moderni, all’interno dell’azienda familiare, sia per una grande società americana, ho riguardato alla storia passata della famiglia e deciso che non si poteva lasciare tutto “al passato”, ma che poteva essere ancora tutto fortemente attuale. Ho quindi deciso di riprendere “in mano” la produzione degli strumenti musicali classici, dei quali però rischiavamo di perdere tutto il know-how, dato che l’ultimo liutaio è stato il Nonno Antonio, il quale purtroppo sia per la sua età, che per la mia tardiva decisione nell’intraprendere questo nuovo percorso, non ha potuto tramandarmi tutta la sua sapienza.

Attualmente, per riapprendere tecniche e segreti per la produzione degli strumenti da me prescelti, in questo caso quelli ad arco, sono iscritto al 3° anno della Civica Scuola di Liuteria di Milano. Il corso dura 4 anni, ora rimane da affrontare la seconda parte della frase dell’esimio studioso… superare se stessi!

Come ti senti a far parte dell’ottava generazione Monzino?

Ovviamente fare parte di questa “dinastia”, come spesso viene definita dai visitatori di “Le Mani Sapienti” (manifestazione organizzata dalla Fondazione Antonio Carlo Monzino e legata a liuteria e musica, presente tutti i fine settimana presso il Castello Sforzesco), ha una prerogativa ambivalente: da una parte mi onora, per quanto è stato fatto e lasciato dai miei avi, dall’altra è una grande responsabilità, che sento di essermi preso. Certo sono due tensioni positive che spingono a fare bene!

Cosa ti ha spinto a lasciare tutto e di aver scelto di portare avanti la tradizione di famiglia?

C’è stato bisogno di una spinta iniziale perché questo avvenisse, ma successivamente, durante un periodo sabbatico che mi sono concesso, ho avuto modo di pensare molto. Ho sempre amato lavorare con le mani, trasformare qualcosa in qualcosa d’altro (da piccolo troppo spesso smontavo/rompevo qualcosa, per utilizzarlo nella costruzione di qualcos’altro o semplicemente per ripararlo). Quindi ho pensato che mi sarei trovato molto meglio dietro a un bancone da lavoro, piuttosto che ad una scrivania, ed il resto è venuto da sé. Avrei anche potuto fare il falegname, ma con la storia che mi ha preceduto, mi sembrava una follia non volerla rivalutare e proseguire (perlomeno per altri 250 anni).

Dei tuoi avi c’è qualcuno in cui ti rivedi?

Antonio Monzino

Antonio Monzino VI

Sicuramente nel Nonno Antonio, prima di tutto perché l’ho conosciuto apprezzandone molti suoi aspetti, la schiettezza, la simpatia, l’onestà, la disponibilità e la sincera fermezza, principale caratteristica che mi piacerebbe aver maggiormente ereditato.

Come ha affrontato la tua decisione la famiglia Monzino?

Sicuramente è stata accolta con plauso da tutti quanti, anche perché credo sia sempre stato un sogno nel cassetto di ognuno, quello di riprendere in mano la produzione degli strumenti.

Che progetti hai per il futuro?

Essenzialmente il mio sogno ad occhi aperti, e molto apertamente ottimista, sarebbe quello di poter riaprire il Laboratorio Monzino, un po’ come era quello del Nonno, quindi comprendente la produzione di strumento ad arco e pizzico, le riparazioni, gli accessori. Però, penso sia essenziale aggiungere delle sezioni che non erano forse neppure mai state pensate all’epoca: noleggio strumenti, laboratori amatoriali per bambini ed adulti, aree espositive per gli strumenti dell’importante Collezione di famiglia, un auditorium per concerti live di musica classica ed eventi interni ed infine una zona di ristorazione, come punto conviviale di incontro.

Sogno un laboratorio 3.0 aperto al pubblico, che attiri anche chi non è direttamente interessato al settore.

Cosa ti caratterizza?

Serenità ed ottimismo sfrenati.

Quali suggerimenti daresti a persone che sono interessate alla liuteria?

Sicuramente quello di armarsi di moltissima pazienza, che è il requisito minimo necessario per imparare le tecniche di costruzione, unite ad una buona dose di umiltà, nel volerle apprendere senza preconcetti o personali convinzioni. Meglio affrontare questo percorso cercando di comprendere quante e quali metodologie esistono per fare la stessa operazione, ed infine scegliere quella che meglio si conforma al proprio modo di lavorare.

E a chi non è più giovanissimo?

Come è stato detto anche a me, motivo per il quale sono andato avanti: “non è mai troppo tardi”.

Grazie Nicola!

Ciao. Vi aspetto da gennaio a Le Mani Sapienti.

http://www.lemanisapienti.it/

http://www.fondazioneacmonzino.it/

Milano Arte Expo ringrazia Fondazione Monzino per la rubrica del magazine –> leggi anche gli altri articoli – dedicata alla musica e ai concerti.

contatti Milano Arte Expo: mail: milano.arte.expo@gmail.com – telefono: +393662632523

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