Marica Fasoli: mostra a Ca’ la Ghironda Modern Art Museum – l’artista incontrata da Annalisa D’Amelio

Marica Fasoli

Marica Fasoli: l’artista incontrata da Annalisa D’Amelio

Marica Fasoli: mostra a Ca’ la Ghironda Modern Art Museum (vedi MAPPA) dal 26 dicembre 2016 al 4 febbraio 2017 – l’artista incontrata da Annalisa D’Amelio The Art Runner per Milano Arte Expo – Aurea, si intitola l’esposizione di Marica Fasoli a Zola Pedrosa (nelle immediate vicinanze di Bologna). E’ in collaborazione con Zanini Contemporary Gallery e a cura di Ivan Quaroni (>leggi il testo di Quaroni).

Contatto Marica. E’ immediata simpatia e disponibilità da parte di entrambe: organizziamo di vederci a Peschiera del Garda dove vive e lavora. Il suo, è un linguaggio iperrealistico che merita di essere guardato dal vivo. Elegante, maturo, di grande precisione e ricerca, esteriore ed interiore; è insieme ragione e sentimento. Frutto di passaggi e cambiamenti attraverso varie espressioni e misurazioni di stile, di pari passo all’evoluzione del suo modo di essere e di rivelarsi, nel tempo e con il tempo necessario. L’arrivo al linguaggio attuale è avvenuto dopo un’attenta ricerca e maturazione dell’artista. Dispiega origami, mostrandone la costruzione interiore, così segnando e ridisegnando le tracce di un vissuto, con le linee e i segni di un proprio vissuto, espresso sulla tela e grazie alla tela con grande maestria. I suoi lavori sono alternanza di luci ed ombre attraverso una musicale alternanza cromatica. Sono il manifesto del suo delicatissimo universo, al quale è giunta: “ero in un periodo di tormento interiore, sentivo l’esigenza di dover cambiare. Per caso, un giorno mio figlio ha scovato un libro di origami. Ho fatto origami fin da bambina. Ho riaperto il libro e naturalmente, ho iniziato a voler approfondire sulla storia della: “danza delle mani”. Scopro la storia di Sadako Sasaki. Una bambina giapponese di due anni che quando scoppiò la bomba di Hiroshima si trovava a due chilometri dall’epicentro. Sembrava miracolosamente illesa, ma a undici anni gli hanno diagnosticato la leucemia.

C’è una leggenda in Giappone che narra: “colui il quale piegherà mille gru di carta vedrà i propri desideri esauditi. Lei iniziò a piegarne e arrivò a 644 e poi morì. I suoi amici finirono di piegarle, raccolsero fondi e da allora c’è una statua nel parco di Hiroshima di una bambina con una gru dorata nella mano che sta spiccando il volo e ogni anno in occasione di questa ricorrenza arrivano gru da tutto il mondo”.

clicca sul simbolo con le 4 frecce per ingrandire a pieno schermo la galleria d’immagini:

A. D’Amelio – Marica, qual è il tuo desiderio?

Marica Fasoli – Che il messaggio che c’è nelle mie opere arrivi a più gente possibile e di riuscire a trasferire l’emozione che ho dentro. L’altro è di andare a Ginevra al CERN per riuscire ad unire arte e scienza e dulcis in fundo, realizzare la copertina di un cd di un gruppo musicale, i “Logos”, a cui ho fatto conoscere la storia di Sadako Sasaki e parlando con loro, ne è venuta fuori una canzone e una melodia che io dedico alla bambina.

Ho visto nei tuoi lavori, una costante, le pieghe. Che rapporto hai con le pieghe e cosa sono per te?

Penso sia qualcosa di innato. Da quando ero bambina ho sempre avuto una passione per i drappeggi. Io, quando dipingo un quadro, mi perdo nelle pieghe e nelle sfumature e mi lascio trasportare. Salvador Dalì, diceva: “nel momento in cui ti siedi davanti al cavalletto per dipingere il tuo quadro, la tua mano è guidata da un angelo”.

A quanti anni hai iniziato a dipingere?

Il primo concorso che ho vinto è stato in terza elementare. Ad olio ho iniziato a dipingere a quindici anni, facendo riproduzioni di artisti del passato. Poi ho frequentato la scuola di restauro, esperienza molto formativa e i cui insegnamenti mi sono serviti molto anche in futuro.

Quanto pensi di essere cambiata dalle riproduzioni ad olio agli origami?

Nelle riproduzioni ad olio, fondamentalmente non avevo niente da dire. Poi sono passata ad una fase intermedia, come la chiamo io, dove ricercavo uno stile riconoscibile però dove la tecnica aveva il sopravvento sul concetto. Fino ad arrivare agli origami, dove c’è una tecnica, ma preferisco che arrivi il concetto. L’origami è inutile come la poesia.

Il tuo prossimo obiettivo?

Aurea: la mia prossima mostra personale a Ca’ la Ghironda Modern Art Museum a Bologna. Con una mostra dei miei ultimi lavori curata da Ivan Quaroni ed inaugurerà il 26 Dicembre. Poi l’intera mostra andrà alla galleria Zanini Arte Contemporanea a San Benedetto Po. Credo molto in questa mostra.

A chi la dedichi?

A mia figlia Margherita Jael.

Mi ha fatto molto piacere confrontarmi con un’artista e una donna come Marica, alla quale faccio il mio personale in bocca al lupo per la sua vita con:

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.  Pablo Neruda

Annalisa D’Amelio The Art Runner

Leggi anche gli articoli della rubrica The Art Runner di Annalisa D’Amelio per Milano Arte Expo.

Annalisa D'Amelio

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