Anna Bussolotto fotografa con Image Mag e Federicapaola Capecchi a Spazio Tadini

Spazio Tadini

Spazio Tadini: Anna Bussolotto, mercoledì 30 novembre con Image Mag e Federicapaola Capecchi

Anna Bussolotto fotografa con Image Mag e Federicapaola Capecchi a Spazio TadiniIncontro con l’Autore mercoledì 30 novembre 2016 alle ore 19:30 alla Casa Museo di via Jommelli 24 (vedi mappa) – serie di appuntamenti con la fotografia e gli autori – all’interno delle attività e delle mostre dedicate alla fotografia a cura di Federicapaola Capecchi, e della collaborazione tra Spazio Tadini, Mosé Franchi e Image Mag, la rivista bimestrale di grande formato – gli ultimi due mercoledì ha avuto l’onore di avere come ospiti due grandi fotografi come Francesco Cito e Gianni Berengo Gardin – quest’ultimo, in “Un concentrato di idee dispensato in due ore di racconti” come scrive Maria Zizza nell’articolo sulla serata.

Ora, nei prossimi appuntamenti, torniamo, per un momento, a concentrarci su giovani fotografi. Il prossimo Incontro con l’Autore sarà con la fotografa Anna Bussolotto: fotografia pubblicitaria di moda bambini e neonati, fotografia di ritratto, fotografia di interni, fotografia di turismo. Si è data seriamente alla fotografia in età adulta. Diplomata in Fotografia e Arti Visive all’ISFAV di Padova scopre la passione per la Moda e per il Ritratto. Negli anni esplora il tema della maternità e dell’infanzia. Apre il primo studio con sala di posa per dedicarsi al ritratto, soprattutto di bambini. Parallelamente scatta immagini per cataloghi e pubblicità di strutture turistiche in Italia e all’estero. È tra i primi fotografi in Italia ad offrire ritratti di neonati e le sue immagini iniziano a comparire in riviste specialistiche. Nel 2012 IMAGE Mag le dedica un’ampia intervista nella sua prima uscita.

Nel 2013 le viene commissionato dall’ospedale di Treviso un reportage per una mostra in onore dei 100 anni del reparto di pediatria. Nel 2015 un suo scatto, un neonato che dorme su un tronco, viene battuto all’asta da Sotheby’s alla triennale di Milano nell’ambito di una raccolta fondi per l’associazione Caf Onlus. Lavora con i bambini, sia nel ritratto che nella moda, ritrae l’essenza più incontaminata dell’essere umano, consapevole di non poter richiedere oltre ciò che il bimbo vuole dare. “Entrare in contatto con tuo soggetto è, nel bene o nel male, l’unico mezzo per creare un’immagine che abbia qualcosa da dire”.

Anna Bussolotto, nelle sue fotografie, sembra ritenere un privilegio fotografare i bambini, così come immortalare quell’alternarsi di dense e strane emozioni (ed espressioni) di una mamma e di una coppia in attesa di un figlio, come fotografare una vita appena nata. Ogni suo scatto rivela anche una sua gioia coinvolgente. Ritratti ambientati e non dove, anche nella semplicità, a volte, o vuoto della scena, Anna Bussolotto riesce a restituire ogni percezione infantile, a rendere alcune atmosfere realmente sognanti e poetiche. Tra colori intensi o un bianco e nero narrativo coglie in profondità e racconta il mistero magico dell’intimità e della meraviglia. Il suo atteggiamento con i soggetti, la sua capacità enpatica (si evince) e la sua sensibilità le consentono di scegliere e muoversi tra una vasta gamma di possibilità. Vediamo la fotografia di un ragazzino schermidore con l’intensità del viso e dello sguardo come se fosse un atleta in concentrazione prima della gara, un bambino già provetto danzatore o più probabilmente hip hop dancer (dato il jeans, le scarpe e l’atleticità del salto); un neonato addormentato su un tappeto di nuvole. Anche nelle fotografie di moda – kids, Le Petit Cocò, Melby o In fondo al mar, solo per citarne alcune – Anna Bussolotto fotografa in modo efficace, diretto, espressivo. Delicato e ancora una volta narrativo. Non vi è un bambino in queste fotografie, inoltre, che subisca la terrificante adultizzazzione e sessualizzazione così sovente, invece, in pubblicità.

I bambini nelle fotografie di Anna Bussolotto sono fotografati, ritratti, raccontati e rappresentati come bambini. Di più, che siano ritratti, che sia maternità, famiglie, che siano servizi di moda (e qui mai a discapito del messaggio e della finalità commerciale) Anna Bussolotto con il suo modo di dare importanza al significato e alla forma della presentazione, con l’esprimere un punto di vista che trasmetta una data emozione o storia, con il preservare il bambino bambino, e il bambino fiabesco o adolescente, conserva e rende in fotografia anche la realtà vera – o più verosimile – fatta di bambini vivaci e spiritosi, che imitano i grandi rimanendo però pur sempre bambini, che ridono e fanno ridere, che commuovono, che piangono e fanno anche uscir di testa, che fanno i capricci e si sporcano. Un approccio, uno sguardo e una scelta molto diversa dalla maggioranza dei servizi di moda infantili con un’immagine idealizzata dei bambini, sempre seri, raramente sorridenti, a volte persino cupi, dal corpo immobile tipo statua, agghindati in modo spaventosamente ordinato, innaturale, persino antifunzionale mi verrebbe da dire. Anna Bussolotto invece riesce a trasmettere con le sue fotografie una cosa di vitale importanza: che i bambini sono e restano bellissimi e preziosi nella loro profonda diversità da noi adulti.

E così, nel prepararmi all’incontro di mercoledì, ho approfondito anche temi come l’uso dei bambini in pubblicità, l’effetto di una comunicazione o messaggio pubblicitario poggiati sulla centralità di un bambino – il personaggio più persuasivo negli spot, difficilmente contrastato o rifiutato; strumento per richiamare la maggiore attenzione possibile -, eccetera. E ho anche notato come, cercando delle notizie storiche dirette sui bambini, non ne abbia trovate. O meglio, pochissime, e tutte con il bambino non come soggetto, persona. Come è possibile? I bambini, l’elemento indispensabile alla sopravvivenza dell’umanità, solo raramente sono stati visti nella storia come soggetto di interesse? Ho dovuto addentrarmi in singole discipline – filosofia, arte, letteratura, musica, psichiatria – per trovare spiragli di un bambino soggetto. Come a dire che nella storia, in ogni luogo e in ogni tempo il bambino non è mai stato soggetto? Ma prevalentemente solo oggetto e vittima di odi primari, guerre, sacrifici ?

E allora mi sono consolata in Bellissima di Luchino Visconti dove Maria/Apicella, la bambina di 8 anni, è simbolo, grottesco e amaro, del falso mito del cinema di allora; così come dei sogni che sono spesso destinati ad infrangersi di fronte alla ferocia della realtà. Ho pensato a Ragazzo di calabria di Luigi Comencini, dove l’adolescente Mimì è soggetto e simbolo dei contrasti psicologici ed atavici importanti che prendono radice dalla terra di provenienza, così come di una storia di educazione sentimentale e sportiva. Ho ricordato la bambina dal cappottino rosso di Schindler’s List di Steven Spielberg, uno dei rarissimi punti di colore del film, simbolo di una storia divergente e di vita; il piccolo Michele, di Io non ho paura romanzo di Ammaniti e film di Salvatore, che rappresenta l’angoscia dei bambini dinanzi allo squallore e alla crudeltà degli adulti, un’angoscia stemperata nella psicologia infantile con la creazione di un “mondo parallelo” in cui rifugiarsi. Soprattutto nel romanzo i bambini sono soggetti che portano un decisivo contributo di vivacità, positività ed espressività. Ho pensato a tutte le fotografie di reportage dove i bambini sono anche portatori di uno sguardo sempre aperto, proiettato verso il dopo, verso un oltre, dove sono capaci di sorridere, simbolo di un domani possibile.

E un domani possibile, di diverso tipo ovviamente rispetto ad un reportage di guerra, risalta anche dalle fotografie di Anna Bussolotto, soprattutto quelle dedicate alla maternità, neonati e coppie, dove la magia dell’intimità, lo stupore della vita e la meraviglia della complicità creano una narrazione o un ritratto di vite pronte a solcare mari e orizzonti.

Con queste condizioni, anche di restituzione dei bambini … bambini, crediamo nella possibilità di una fotografia infantile, anche di moda, che ci piace.

Spazio Tadini & Image Mag

Anna Bussolotto

Federicapaola Capecchi & Mosé Franchi

INCONTRO CON L’AUTORE

mercoledì 30 novembre 2016

ore 19:30

consigliata ma non obbligatoria la registrazione a federicapaola@spaziotadini.it

contatti Milano Arte Expo: mail: milano.arte.expo@gmail.com – telefono: +393662632523

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