Ketty Carraffa, We are all Artemisia – Imen Boulahrajane

Ketty Carraffa

We are all Artemisia, rubrica di Ketty Carraffa

Ketty Carraffa We are all Artemisia: Imen  Boulahrajane – Non è un caso che questa rubrica settimanale cominci nella Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, il 25 novembre. Non è un caso anche il titolo che, nel ricordare la figura di Artemisia Gentileschi, pittrice nata a Roma nel 1593, dotatissima artista dallo stile prettamente caravaggesco, vuole partire con un viaggio nella determinazione femminile alla ricerca del merito e del proprio valore, affinché siano assolutamente conosciuti e divulgati, nonostante le difficoltà palesi.

Il nostro sarà quindi un viaggio con interviste e racconti di Storie personali, attraverso la conoscenza di donne dalle più svariate professionalità e competenze, che nella nostra Milano portano avanti a distanza di secoli, l’intento che fu di Artemisia, simbolo di lotta delle donne contro la violenza sessuale dalla metà del 1900 e quindi uno dei primi esempi di determinazione e emancipazione femminile.

Artemisia, infatti, oltre alla bravura e talento artistico assodati, fu protagonista di un “caso” di processo di stupro conosciuto, che ad un anno dopo dall’evento, (era diciassettenne al tempo in cui fu vittima), vide la condanna dell’accusato e la sua riscossa di artista e donna, anche attraverso le sue opere più conosciute.

Ella divenne già al tempo paladina (forse inconsapevole) della difesa personale durante il processo, per cui il pittore Tassi, autore dello stupro, venne condannato all’esilio e da cui lei ne uscì come reale vittima e non millantatrice.

Il nostro intento è di testimoniare quella rete e catena di esperienze al femminile, che per la maggior parte dei casi è ancora di nicchia e nascosta ai media, considerando invece, che il talento e la grande voglia di contribuire al processo di sviluppo e modernità della nostra città, ormai, sta nel lavoro e creatività delle donne.

Sembra non essere ancora passato il Tempo dove le donne con grande fatica cercano di rivestire ad assumere ruoli oltre il “focolare” e gestione della famiglia e da cui cercano di uscire sorpassando stereotipi e discriminazioni.

Imen Boulahrajane

In tal senso, il nostro primo viaggio in una Storia, parte dal racconto di Imen Boulahrajane, giovane donna di origini marocchine, che, nata a Tradate 22 anni fa, incarna oltre all’integrazione senza ombra di dubbio nel nostro Paese, la voglia di Essere parte di una società femminile e giovanile giustamente protagonista del Futuro di Milano, culturale e sociale.

Imen parla senza freni e con l’entusiasmo coinvolgente che mai è mancato anche alla mia generazione, della ricerca di valorizzazione al femminile e di quanto (fortunatamente) non sia mai stata oggetto di discriminazioni, né in famiglia o a scuola.

Quasi laureanda in Economia alla Bicocca, Imen segue le orme del padre laureato nella stessa materia in Marocco; ha “varcato” la soglia di Milano, proveniente da Varese, dapprima come “turista”, poi, nel 2013, come iscritta alla suddetta Facoltà e progetta al più presto di trasferirsi definitivamente a Milano, con la sua “mentalità migratoria” ereditata dalla famiglia.

I genitori di Imen sono arrivati in Italia negli anni ’80, precisamente ad Arona, sul lago Maggiore, entrambi laureati, con una famiglia già creata (4 figli) ed emigrati per “scelta”, per lavoro. Il loro viaggio sarà sicuramente sembrato straordinario ai circa 7.000 abitanti del paese, considerando il tempo in cui è avvenuto: quando era rarissimo trovarsi a confronto con una diversa “mentalità”, in special modo riportata nella profonda provincia padana, da un mondo così “lontano”.

Imen Boulahrajane parla benissimo l’arabo, per un periodo ha anche fatto la traduttrice e non porta il velo, dichiarando con certezza la sua scelta di non farlo in Italia, come musulmana credente ma razionale e consapevole che nel suo Paese, quando torna, è invece normale indossarlo dinanzi a una Moschea, per rispetto e che una minigonna possa essere interpretata come una provocazione. “E’ una scelta di contesto”, dice.

Ama tantissimo il mondo del volontariato di cui si occupa quasi da sempre e della Politica che, con la sua esperienza di facile integrazione, perché mai in disparte, sta diventando una grande passione, messa a disposizione degli altri.

L’amore per il volontariato glielo hanno trasmesso i genitori, 62 anni la mamma, ora casalinga e 68 il papà, ancora in giro per lavoro, che lei definisce “estroversi”, quindi sempre in contatto positivo con le persone. Dona il suo supporto a varie Associazioni tra cui: Legambiente, ASA di Gallarate, Caritas e Croce Rossa, scegliendo tra tutti di aiutare i bambini nell’approccio all’integrazione, suo grande punto di forza. Imen crede tantissimo nella sua grande opportunità: quella di vivere due realtà talmente diverse, da capirne a fondo le differenze.

Nelle sue parole si capisce il suo grande amore per Milano, che l’attrae sempre più, sotto ogni punto di vista, a partire anche dalla grande esperienza all’Expo 2015, dove ha voluto fortemente partecipare come volontaria e come stagista dell’Università.

Dice Imen Boulahrajane: “Milano è una città aperta, dinamica, multietnica, sempre in movimento, niente a che vedere con Roma, stupenda ma con tanti problemi. L’esperienza dell’Expo a Milano, in particolare, mi ha dato la possibilità di entrare a far parte di altri mondi, culture, nuove tecnologie e soprattutto, avviare nuove amicizie, con ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte del mondo, che ci saranno per sempre. Una carica essenziale per il mio futuro e per Milano”…

Milano è cambiata tantissimo nel giro di pochi anni e i giovani, ne sono consapevoli, attratti da questo fulcro che può dar loro il giusto spunto per realizzarsi e realizzare grandi progetti reali e concreti.

Studiare Economia e unire la passione per la Politica è per Imen accostare due anime, anche con una giusta considerazione sul genere, che da donna e musulmana, la porta in alcuni casi a doversi “giustificare” sui fatti dell’11 settembre, per cui ha maturato precocemente anche una coscienza critica sul tema dell’integrazione e integralismo in Occidente.

Nella vita non vorrebbe fare l’imprenditrice ma piuttosto, lavorare con organizzazioni internazionali che la portino in contatto con istituzioni del mondo intero, contro l’indifferenza, i “muri” e per la determinazione delle donne.

A Imen non manca l’interesse per la vita sociale, culturale e notturna, di cui Milano, sappiamo tutti, è da sempre esempio a livello internazionale, sin dai tempi dello slogan famoso “da bere”, ma con intenti, nuovi lavori, amministrazioni e soggetti istituzionali diversi.

Non a caso, l’entusiasmo dei giovani e di Imen, siamo sicuri che potremmo incontrarli: nella ipertecnologica Porta Nuova, nel glamour di Corso Como, in Piazza Gae Aulenti, a cena dal messicano più “cool”, da Cracco, da Marchesi, in Via Brera, alla Scala o presso Villa Necchi:

Bellissima, che sembra quasi di essere fuori Milano”, dice Imen…

Si, in fondo, il Tempo passa, ma gli interessi e l’entusiasmo delle nuove generazioni, il buon gusto, l’amore per Milano e tutto ciò che offre, sono ancora vivi e lottano con noi che di cambiamenti, ne abbiamo visti!

E, sicuramente, ad Artemisia, la giovane Imen Boulahrajane, sarebbe piaciuta tantissimo.

Ketty Carraffa We are all Artemisia

Imen  Boulahrajane

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contatti Milano Arte Expo: Melina Scalise, telefono +393664584532

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2 Risposte

  1. Ketty Carraffa scrive:

    La prima tappa di una lunga serie. Buona lettura!

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