Giulio Turcato: mostra alla Galleria Milano a cura di Walter Guadagnini

Galleria Milano Giulio Turcato

Galleria Milano: mostra di Giulio Turcato – recensione di Stefano Malvicini

Giulio Turcato: mostra alla Galleria Milano a cura di Walter Guadagnini. Recensione di Stefano Malvicini. Di nuovo, il connubio tra Galleria Milano e sperimentalismo sulle diverse sfaccettature del contemporaneo, si ripete. Lo spazio espositivo di Via Manin, ora, dal 27 ottobre 2016 fino al mese di gennaio, vede, come protagonista di una mostra, l’astrattismo di Giulio Turcato.

Giulio Turcato

Giulio Turcato – Superficie malata, 1961 olio e tm su tela, 100×60

Turcato nacque a Mantova nel 1912 e studiò a Venezia. La sua prima opera fu esposta alla Biennale di Venezia nel 1942. Nel 1943 giunse a Roma, dove, presso l’Osteria Menghi, sulla Via Flaminia, conobbe Emilio Vedova e Toti Scialoja, con cui avrebbe collaborato a lungo. Dopo aver preso parte alla Resistenza, alla fine della Guerra fu a Parigi e, poi, si stabilì definitivamente a Roma. Del 1948 fu la sua adesione al Fronte Nuovo delle Arti, formazione di chiara matrice sociale e politica, e, poi, una volta distaccatosi da questo, del 1952 quella al Gruppo degli Otto, in cui nacque l’astrattismo informale italiano: di questo gruppo facevano parte Afro, Renato Birolli, Vedova ed Ennio Morlotti. Turcato mantenne la verve politica e di denuncia sociale, come provano i quadri dedicati al Lavoro, oggi a Forlì, ma andò raffreddando i suoi colori e il suo stile, definendo la sua linea pittorica informale attraverso l’uso del monocromo e di materiali come la sabbia e la gommapiuma. Molte furono le partecipazioni di Turcato alle Biennali di Venezia e vari furono i premi da lui vinti a Roma durante gli anni ’50 e ’60. Cominciò a esporre in tutto il Mondo, dalle Fiere d’Arte di Kassel e Basilea, ai musei italiani ed europei fino a quelli australiani, del Medio Oriente e del Nord Africa. Turcato morì a Roma nel 1995.

Giulio Turcato

Giulio Turcato- Tranquillanti, 1968 olio e tm. su tela, 48×58 cm

Le opere esposte alla Galleria Milano sono le cosiddette Superfici lunari, su cui macchie di colore molto intense e profonde colano sulla tela integrata dall’uso della gommapiuma, a dare un effetto più plastico e anche tridimensionale. Le opere risalgono al 1964 e sono una riflessione personale sul cosmo, anche in relazione a quanto accadeva in quegli anni, con i primi tentativi di approdo umano sulla Luna, da parte delle due grandi potenze dell’epoca, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, che sarebbero sfociati, prima, in una Guerra Fredda dello Spazio e, poi, nel 1969, al celebre allunaggio di Armstrong, Aldrin e Collins. Una riflessione personale che un uomo degli anni ’60 come Turcato conduce attraverso grandi superfici impastate di colore denso, complementari al supporto su tela e gommapiuma, che garantiscono maggiore espressività e una comunicazione più semplice e diretta rispetto alla violenza cromatica di contemporanei come Vedova, Pollock e De Kooning.

Giulio Turcato

Giulio Turcato – Superficie lunare, 1969 olio e t.m su gommapiuma 60×80 cm

Insieme alle Superfici lunari, sono in mostra anche alcuni pezzi della serie dei Tranquillanti. Questi risalgono al 1961 e, quando vennero esposti a Venezia per la prima volta, destarono scalpore: si tratta di composizioni su tela su cui vengono inseriti, come se fossero dei collage, delle pastiglie di farmaci tranquillanti. Una scelta audace, quella per cui Turcato optò all’inizio degli anni ’60, ma che fu un’altra finestra che l’artista mantovano aprì sul Mondo dell’epoca, in cui i depressi e gli ansiosi che ricorrevano a questi farmaci erano ancora considerati “diversi” e, spesso, ricoverati in manicomi o strutture di cura psichiatrica presso cui si ricorreva a pratiche devastanti come l’elettroshock o le camicie di forza. Il medicinale, per Turcato, non era solo denuncia sociale, ma anche un segno d’interpunzione spaziale, che rappresentava quel cielo stellato che solo una visione, sotto effetto farmacologico, come un’allucinazione, può provocare. Si tratta di punti in una galassia sterminata, frutto di un Mondo onirico che, però, l’uso farmacologico quotidiano riporta alla realtà di ogni giorno.

Stefano Malvicini

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Giulio Turcato  Galleria Milano

La Galleria Milano presenta la mostra dedicata a Giulio Turcato (Mantova, 1912 – Roma, 1995), in collaborazione con Paola De Angelis e la Galleria Il Ponte di Firenze.

Periodo espositivo: giovedì 27 ottobre 2016 – gennaio 2017
Orari della Galleria: da martedì a sabato dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00

Ufficio stampa: Cristina Pariset
M +39 3485109589
T +39 024812584
F +39 024812486

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Stefano Malvicini

 

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