Roberto Robert, Finché suona la Campana, Silele edizioni – recensione di Samanta Airoldi

Roberto Robert

Roberto Robert Finché suona la Campana

Roberto Robert Finché suona la Campana, Silele edizioni – recensione di Samanta Airoldi per Milano Arte Expo. Una Matriosca: ecco come definirei Finché suona la Campana, nato dalla penna agile ed intrigante di Roberto Robert e preceduto da un’ interessante prefazione di Giorgio Gori che, già dalle primissime righe, stimola il lettore a riflettere sulla dimensione socioculturale del passato e del presente.

Un Noir dalla fortissima connotazione realistica, con piacevolissimi elementi di indagine sociale svolta, tuttavia, in modo narrativo e non saggistico, con sprazzi di giallo e suspense.

Finché suona la Campana si configura come un giallo all’interno di un’ indagine sulle dinamiche socioculturali in cui si muovono i personaggi: a dare il “là” è la misteriosa scomparsa del protagonista, Lodovico Moro, imprenditore del settore televisivo, di mezza età e dalla personalità enigmatica.

Un uomo estremamente riservato, lontano anni luce da quella “Milano da bere” in cui siamo soliti vedere perennemente coinvolti i colossi dell’universo TV, che scompare all’improvviso lasciando in preda all’angoscia i suoi più stretti collaboratori: Davide Reali, giornalista e amico di una vita, Dafne Cattaneo, storica e affezionata segretaria, e Biagio Marongiu, fedele tuttofare.

Roberto Robert, Finché suona la Campana

Roberto Robert, Finché suona la Campana, Silele edizioni – copertina del libro

Ma Roberto Robert, l’autore, non è un giallista e non ama le sfumature irreali e romanzesche tipiche di quel genere. No Roberto Robert, attraverso il mistero, fa emergere una realtà sociale che si eleva dallo sfondo per divenire la vera protagonista del libro.

Una Milano che viene indagata nei suoi mutamenti, dall’avvento del colosso televisivo nel lontano 1954 fino ai giorni nostri. E, dentro una Milano in rapido divenire, vengono analizzati i personaggi del libro: da Lodovico Moro al suo rivale Giorgio Pozzi, un misterioso enigmista, fino ai suoi assistenti dalle personalità multi sfaccettate e mai del tutto “trasparenti”. Nessuno sfugge alla penna sottile e attenta di Roberto Robert che, senza soffermarsi in descrizioni superficiali, si addentra acutamente nell’Io di coloro che nascono, crescono, vivono e si muovono dentro le pagine di questo accattivante e insolito Noir.

Personaggi che vengono travolti da un mondo che corre troppo rapidamente per i loro desideri e le loro aspettative: un continuo mutare di orizzonti, esigenze, richieste amplificate da quel grande mostro che si chiama Televisione; un mondo dove per restare a galla non è sufficiente “segnare il goal del pareggio”, dove la sfida non si ferma nemmeno al di qua dello schermo e dove, spesso, “al di qua” e “al di là” della telecamera si confondono all’interno di un ring dove è necessario rialzarsi e combattere fino all’ultimo “suono di campana”.

Un ring dove a battersi sono, niente po po di meno che, i due pesi massimi del panorama televisivo, Rai e Mediaset, che dagli anni ’80 in avanti si giocano il “potere” di influenzare ed indirizzare la società a colpi di TG sempre meno informativi e Varietà sempre meno leggeri. A circondare i due colossi, come ancelle talvolta fedeli talvolta ribelli, una miriade di pesi piuma tra i quali l’immaginaria Rete Duomo, la rete televisiva di Lodovico Moro.

Una Televisione che, anche nella sua dimensione più tangibile di oggetto “televisore”, si trasforma da pesante e ingombrante accessorio, a sempre più sottile protagonista di case private e luoghi pubblici, dove con astuta “snellezza” si moltiplica per occupare ogni stanza dividendo membri di famiglie sempre meno tradizionali e sempre più accessoriate.

Ci sarà ancora posto, in tutto questo, per un Lodovico Moro, uomo d’altri tempi e rimasto ancorato ad un certo “modus operandi” dentro e fuori il lavoro? E che spazio potrà ritagliarsi il suo “antagonista”, da sempre amante dei libri più che degli schermi?

Ci sarà ancora posto, in una società dove i cambiamenti si susseguono ad una rapidità nuova e sconosciuta, per piccole televisioni private che non vogliono omologarsi ed essere assorbite?

La scomparsa del protagonista c’entra, in qualche modo, con il suo lavoro e con questa società travolta e sconvolta da quello che doveva essere un semplice “mezzo” e giammai divenire un “fine”?

La mano di Roberto Robert affronta in modo asciutto e realistico questi dubbi dando origine ad uno stile narrativo che senza divenire un saggio di sociologia, non si lascia sedurre da scontati tono romanzeschi ma mantiene sempre la giusta analiticità.

Quasi 600 pagine da cui si viene assorbiti e stuzzicati, capitolo dopo capitolo, da uno spirito curioso e indagatore che, mentre cerca di risolvere il giallo della scomparsa del protagonista, diviene spettatore di una società che si rinnova sotto i suoi occhi, sotto le sue dita battuta dopo battuta, dialogo dopo dialogo…pagina dopo pagina…fino al “gong” finale in cui la campana suona per l’ultima volta 😉

Recensione di Samanta Airoldi

Roberto Robert Finché suona la Campana

Silele edizioni

leggi anche gli altri articoli di S. Airoldi

Samanta Airoldi

contatti Milano Arte Expo: mail: milano.arte.expo@gmail.com – telefono: +393662632523

Per recensioni, redazionali e banner sul magazine online, contattate Melina Scalise, telefono +393664584532

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *