Cascina Cuccagna: Economia Innovatrice di Edizioni Ambiente – BookCity Milano

Cascina Cuccagna

Cascina Cuccagna – programma BookCity Milano 2016

Cascina Cuccagna: Economia Innovatrice di Edizioni Ambiente a BookCity Milano 2016. Di Samanta Airoldi. E’ la parola d’ordine degli ultimi anni: innovazione! Innovazione intesa non come “moda del momento” ma come capacità di escogitare nuove strategie per vivere meglio e, soprattutto, per vivere TUTTI meglio, almeno un po’.

Economia Innovatrice

Economia Innovatrice

Vuoi perché oggi c’è più informazione e, quindi, maggiore consapevolezza, vuoi perchè ci troviamo ad affrontare nuove problematiche, vuoi per il venir meno di risorse date un tempo per scontate ma , fatto sta, che innovare e innovarci è un po’ il nuovo imperativo categorico kantiano.

E BookCity 2016, con la sua ricchissima offerta culturale, non poteva esimersi dal mettere al centro del suo programma questa dimensione attraverso incontri, libri e dibattiti che hanno avuto il coraggio di affrontare tematiche di cruciale importanza e di proporre soluzioni alternative, per un nuovo modus vivendi che sia davvero innovativo sotto più aspetti.

Nella splendida cornice di Cascina Cuccagna (vedi MAPPA) una delle tante splendide cascine cittadine presenti a Milano, venerdì 18 il gruppo EStà  Economia e Sostenibilità  – vedi LINK – ha organizzato la presentazione del libro Economia Innovatrice (Edizioni Ambiente)

Il libro, scritto a più mani, parla di innovazione mettendo insieme tre diversi aspetti: problemi di natura economica, ecologica e sociale.

Partendo dalla tesi del professor Robert Costanza che propone di misurare la ricchezza non solo in base al PIL (fattore economico) ma anche in base alla distribuzione delle ricchezze (fattore sociale), il libo affronta 4 questioni:

1) La circolarità sistemica:

La nuova sfida è l’economia circolare: trasformare ogni rifiuto in un nuovo imput produttivo; eliminare gli sprechi attraverso il riutilizzo dei rifiuti.

Molti ce la stanno facendo attraverso giovani start up che osano dire un fermo NO ai meccanismi tradizionali di produzione e consumo, al tradizionale “usa e getta”, al tradizionale “non serve o non serve più”.

Attualmente vi sono 3 grandi eccedenze da riassorbire in circoli virtuosi:

– eccedenza economica di denaro che non viene reinvestito per scopi socialmente utili

– eccedenza di rifiuti che producono inquinamento

– eccedenza di disoccupati: a fronte di persone che lavorano troppo venendo pagate troppo poco (sfruttamento), vi è una notevole quantità di manodopera disoccupata che non riesce a reinserirsi nel mondo del lavoro.

2) Il Disaccoppiamento

Aumento della ricchezza e aumento delle emissioni di sostanze tossiche ed inquinanti non vanno di pari passo.

A fronte di un aumento del PIL si è registrata una diminuzione, seppur ancora piccola, delle emissioni di CO2: aumentare la produttività in modo ecosostenibule, dunque, si può!

3) L’ Industria

Se il ‘900 è stato il secolo dell Industria e della produzione di massa, il 2000 ha segnato una svolta e il settore in espansione è il digitale, l’informazione, la comunicazione.

Economia circolare e Innovazione significa, anche, trasformare “informazione” in “conoscenza” e “comunicazione” in “cooperazione” all’interno di un circolo in cui economia-ecologia-equità sociale si tengono per mano.

4) La Politica Cittadina

La spinta deve venire dal basso: si potrebbe fare molto a partire dai singoli comuni che potrebbero (e dovrebbero- aggiungo io) promuovere l’attuazione di economie circolari attraverso il riutilizzo dei rifiuti

L’Italia è 1 tra i 7 paesi al mondo ad avere una legge sull’Impresa sociale per riutilizzare gli “scarti economici” per scopi socialmente utili; ciò, nel concreto, si traduce non solo nel riassorbire ogni scarto all’interno del passaggio successivo di produzione ma anche nel garantire un’occupazione ai soggetti più svantaggiati e che faticano maggiormente ad inserirsi nei circuiti dell’attuale mercato del lavoro.

In fondo, come fa notare uno degli autori del libro, “l’economia circolare altro non è che un’economia familiare: nelle famiglie di un tempo non si buttava via nulla, non si sprecava nulla e si riutilizzava tutto”

La vera sfida usare l’innovazione per tornare alle buone abitudini di una volta: tradizione e innovazione che camminano insieme per un futuro più equo!

Programma BookCity 2016 Milano

di Samanta Airoldi

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Samanta Airoldi

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