Triennale di Brera 1891: cambiò il realismo in Pittura – alle Gallerie Maspes di Milano

Brera

BRERA 1891. L’Esposizione che rivoluzionò l’arte moderna

Brera 1891 L’Esposizione che rivoluzionò l’arte moderna alle Gallerie Maspes di Milano, via Manzoni 45 fino al 18 dicembre 2016. Recensione alla mostra di Stefano Malvicini. Il 1891 fu un anno cruciale per l’Arte italiana a cavallo tra XIX e XX secolo: all’Accademia di Belle Arti di Brera si tenne una grande mostra, denominata Triennale, in cui la raffigurazione del sociale ruppe con il passato del crudo realismo alla Courbet per passare a una rappresentazione legata allo stile divisionista elaborato da Gaetano Previati, Giovanni Segantini ed Emilio Longoni.

Emilio Longoni

Emilio Longoni – L’oratore dello sciopero, olio su tela 193 x 134 cm

Fu un passaggio epocale, e, per questo, si è deciso di dedicare a questo evento una mostra alle Gallerie Maspes di Via Manzoni 45, curata da Elisabetta Staudacher, dal 21 ottobre al 18 dicembre, in occasione dei centoventicinque anni di quella grande, e rivoluzionaria, esposizione.
Accanto alle mostre dedicate alla neve e ad Antonio Mancini, pertanto, è possibile visitare questa piccola esposizione, raccolta intorno a quattro opere di artisti che parteciparono all’evento del 1891: Emilio Longoni, Filippo Carcano e Giovanni Sottocornola.

 

Emilio Longoni

Emilio Longoni – La piscinina, olio su tela 126 x 71 cm

I tre artisti, tutti milanesi di formazione, ma non altrettanto di nascita (Longoni era di Barlassina), vollero evidenziare, a loro modo, i fermenti di quegli anni, tormentati dalle crisi legate al costo di pane e farina, segnati da grandi scioperi e da tumulti, come quelli repressi nel sangue pochi anni dopo dal generale Bava Beccaris, in cui gli operai, nuove pedine nello scacchiere che, ormai, vedeva la città come calamita per le popolazioni rurali destinate al lavoro nelle fabbriche urbane, diventano soggetti attivi nelle rivendicazioni delle loro posizioni, non solo salariali, ma anche umane.

Longoni, per esempio, realizzò la grande tela L’Oratore dello sciopero, caposaldo della pittura “politica” italiana prima del realismo comunista di Guttuso, osservando un sindacalista che, durante una manifestazione operaia, arringava la folla attaccato a un palo, quasi come se fosse un Luciano Lama, un Sergio Cofferati o una Susanna Camusso dei tempi, e, soprattutto, superando la pennellata densa del realismo per una soluzione legata alla divisione del colore, da cui il termine “divisionismo”.

Più realistica, ma sempre profondamente politica, è la graziosa Piscinina, dal titolo che, in dialetto milanese, significa “bambina”, che, altro non è che l’epigona del Portarolo settecentesco del Pitocchetto, oggi a Brescia: una bambina che, nonostante l’età scolare, è costretta a lavorare, come prova la cesta che porta al braccio destro, e che, con il suo sguardo, ci esprime tutta la sua malinconia per la sua situazione sociale e personale.

Sottocornola

Sottocornola G. – Fuori di porta, olio su tela 135 x 220 cm

Di Sottocornola è esposta la grande tela Fuori Porta, quadro invernale della Milano bene, in cui una signora borghese passeggia su una strada lastricata, molto probabilmente Corso Garibaldi o Corso Como (la porta sullo sfondo è sicuramente l’arco di Giacomo Moraglia, oggi in Piazza XXV Aprile), ma disturbata dal vento che muove i suoi abiti. La signora sembra, però scherzare e guardare l’osservatore con modi maliziosi, mentre, sullo sfondo, i lavoratori e gli ambulanti del mercato svolgono le loro attività quotidiane e una di loro si volta sconsolata verso la ricca signora.
La conclusione è di Filippo Carcano, con un’opera che ha la dimensione di un telero “alla veneta” e che riflette il passaggio sociale da civiltà rurale a industriale e urbana: l’opera si intitola Progresso e Ignoranza, e, in fondo, è un’opera simbolista, pari al Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, un pannello centrale di polittico sociale in cui la società industriale, identificata nel Progresso, allegoricamente, cerca di raggiungere quella rurale, rappresentata dall’Ignoranza. Si tratta di una tela che identifica un momento storico e che supera il realismo crudo tipico dell’Ottocento e lo traghetta verso l’Avanguardia del nuovo secolo, come proveranno le opere di Previati dei primi anni del Novecento.

Filippo Carcano

Filippo Carcano, Progresso Ignoranza

Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli e recensioni di S. Malvicini per Milano Arte Expo

Milano – mostre consigliate:

Brera 1891. L’Esposizione che rivoluzionò l’Arte moderna
Gallerie Maspes

A cura di Elisabetta Staudacher

Via Manzoni 45 20121 Milano
Orari: martedì – domenica 10.00-13.00; 15.00-19.00
Ingresso gratuito
Info: www.galleriemaspes.com

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