Photofestival Milano 2017

Photofestival Milano 2017

Photofestival Milano 2017, presto il programma del festival di fotografia

Mostre fotografiche a Milano Photofestival 2017. La capitale della fotografia italiana si rimette in moto: dal 20 Aprile al 20 Giugno 2017 la dodicesima edizione del festival. L’evento, nato nel 2007 dalla costola di Photoshow, è ormai imperdibile per professionisti, collezionisti e appassionati delle fotografia d’autore.
La rassegna è promossa dall’AIF – Associazione Italiana Foto & Digital Imaging e si pone come obiettivo una collaborazione attiva tra gallerie, musei, critici, fotografi e appassionati.
Il punto da cui tutto nasce è proprio una confluenza di mostre ed esposizioni, create appositamente per l’evento o in contemporanea con i vari calendari artistici.

Photofestival Milano

catalogo Photofestival Milano – edizioni passate

Solo 10 anni per una manifestazione del genere sono considerati pochi, specialmente in un settore competitivo, confusionario e vivo come quello della fotografia. Ci sarebbero stati tutti i presupposti per un fallimento ma così non è stato, il cuore del Photofestival pulsa vivacemente e si rinvigorisce anno dopo anno.
Nella sua storia, il Photofestival, ha dimostrato quanto il tempo sia relativo, ospitando 890 mostre di 600 autori (500 italiani e il restante straniero), dando anche la possibilità a 52 fotografi emergenti di presentare le loro opere al fianco di nomi affermati. Le location utilizzate sono state centinaia di gallerie, decine di musei e oltre 70 tra biblioteche, scuole, spazi privati e show-room.
Numeri da capogiro e che sono stati raggiunti grazie all’impegno costante del direttore Roberto Mutti, del Comitato Direttivo di Dario Bossi, Cristina Comelli e Pierluigi Mutti, oltre all’AIF, alla Camera di Commercio e all’Unione Confcommercio di Milano.
Grandi nomi per un grande spettacolo che nel 2016 ha portato in città 120.000 visitatori in soli due mesi.
L’anno scorso, in concomitanza con l’Expo di Milano, il festival si è svolto in due fasi, cumulandosi in ben 200 mostre fotografiche, lavori in workshop, incontri con fotografi professionisti, presentazioni editoriali e la distribuzione di 8.000 copie di catalogo illustrato nelle varie location espositive.
Ma qual è l’obiettivo di questo flusso pulsante che converge verso il cuore di Milano così tanta energia? L’amore. Semplicemente l’amore.
Per la fotografia. Per la creatività. Per la collettività. Per il territorio. Per la cultura che ravviva e rigenera.
Qualunque sia il motivo, l’amore si sente.
Il Photofestival del 2016 ha coperto la città di un’atmosfera frenetica, quasi più del solito, e ha fatto riscoprire Milano ai milanesi, agli italiani e ai turisti che da ogni parte del mondo sono arrivati per godere di tutte le vibrazioni sciorinate dalla città meneghina.
Con queste premesse è impossibile perdere questo appuntamento. Milano Photofestival 2017 si aprirà il 20 aprile e terminerà il 20 giugno, sfruttando pienamente la fitta rete capillare della metropolitana milanese.
Nel succoso programma dell’anno passato ci sono diversi nomi interessanti e crediamo che il livello delle proposte 2017 non sarà certo inferiore:

In sintesi, vorremmo ricordare, dell’edizione passata:


Andy Summers con la mostra ‘Mysterious Barricades‘. Se questo nome non vi è nuovo, vi basti sapere che è il chitarrista dei Police.
Misteriose barricate è un titolo evocativo, che ben rappresenta la poesia emotiva di chi ha dedicato tutta la sua vita a trasformare emozioni in note e parole in musica. La mostra ha proposto 40 scatti in bianco e nero, durante i suoi viaggi in giro per il mondo, con una vena malinconica e ombrosa come le sue composizioni.
Lo spettatore potrebbe risultare titubante davanti a certuni scatti, il cui significato non è immediato e la percezione visiva controbilanciata da uno stato emotivo incognito ma è proprio questo il bello del mistero, la sintesi stessa del rock. Summers si rivela un ottimo giocatore, sia in campo musicale che fotografico.
Grande esposizione anche quella di Robert Doisneau, con ‘Le mervellieurx quotidian‘, all’Arengario di Monza dal 19 marzo al 3 luglio.
La sua fotografia più famosa è ‘Il bacio‘, così come quello di Klimt e di Hayez li hanno resi immortali nel campo della fotografia così Doisneau è il corrispettivo nel campo fotografico.
Sarà anche possibile non conoscere il suo nome, ma la coppia di innamorati che si scambia la tenera effusione mentre passeggia, mentre tutto il mondo scorre veloce è quanto di più memorabile possa esserci.
La mostra fotografica di Doisneau ha proposto 80 immagini, sunto di 44 anni di carriera del fotografo e della sua personale visione. Il meraviglioso quotidiano è il perno centrale su cui si sviscerano i pensieri, gli attimi e la vita che ci circonda. I gesti affettuosi, i baci spontanei, i sorrisi che esplodono, sono i protagonisti di questo evento, che rende omaggio alla poesia e al toccante occhio fotografico di un artista sempre attuale con i tempi.
Lo spettatore verrà abbracciato dalle sue immagini, sensibili e romantiche, e per un attimo avrà la netta sensazione che il mondo sia gentile e altruista, guidato dall’amore sincero e dal buono immortale.
Di diverso scopo è stata la collettiva organizzata per Photofestival Milano nello SPAZIOBAD con ‘AA.VV. Per Milano: il giardino e la città‘, che ha posato uno sguardo sui luoghi verdi milanesi, a volte nascosti, a volte sconosciuti ma sempre meravigliosi.
La ricerca della natura e dei suoi giardini è ad opera di un gruppo eterogeneo di fotografi (Lorenzo Martelli, Marcello De Masi, Luigi Fiano, Giovanni Chiaramonte, Simone Casetta), il cui background e l’età varia hanno portato alla finalizzazione di un progetto sfaccettato in cui i visitatori non conosceranno mai monotonia e verranno guidati alla scoperta di una Milano meno vistosa ma ugualmente importante nella sua semplicità.

 

Milano Photofestival

Milano Photofestival – cataloghi delle edizioni precedenti

Photofestival è anche questo, aprire le pagine di un libro consunto e già conosciuto, ripercorrendo parole a memoria o sfogliare quelle di un volume incellofanato, dalla storia ignota che vi porterà nuove esperienze e nuove emozioni.
Sperimentazione e futurismo presso Viasaterna, in via Leopardi 32: Lorenzo Vitturi ha progettato questa esposizione proprio per la galleria Viasaterna, pur avendo avuto l’ispirazione negli anni precedenti in una discarica di Daldston. La discarica può suggerire l’argomento trattato, dato che in questo luogo vengono raccolti gli scarti e i materiali inutilizzati di una società che molto spesso li getta via con grande facilità.
Droste Effect, Debris and Other Problems‘ pone i riflettori sui materiali di scarico, sugli oggetti abbandonati e i detriti dimenticati sul fondo di un territorio ambientale che troppo spesso soffre dell’accumulo eccessivo e del consumismo senza freno. Vitturi fotografa questi oggetti e ricombina le immagini fino ad una resa iconografica che sfocia nell’arte concettuale pur rimanendo legata allo still life.
Un percorso a strati, proprio come la sua fotografia, adatto agli amanti del simbolismo e ai discorsi non stereotipati.
E chi lo dice che la fotografia è solo appannaggio dei fotografi?
Se la storia di questa arte ci ha insegnato qualcosa è che la creazione e l’elaborazione delle immagini è un processo umano che si instaura nelle menti ricettive, poco importa se queste abbiano studiato o meno fotografia.
Martin Karplus ne è la piena dimostrazione essendo uno scienziato viennese che alternava ricerche sperimentali a viaggi e fotografie.
Negli anni ’50 il suo pensiero costante era studiare il colore nella fotografia ed è proprio da questo che nasce il suo lavoro più conosciuto.
Grazie alla Biblioteca Nazionale di Francia, la sua raccolta di fotografie è giunta  in Italia per la prima volta, presso il Grattacielo Pirelli (nello Spazio Eventi al 1° piano).
Karplus è stato un Premio Nobel per la Chimica nel 2013 ma le sue fotografie rivelano un talento anche in questo campo, giocando con la luce e i colori come un pittore fa con la sua tela.
Lo fa con un approccio intuitivo, delicato e non schematico, che attrae gli spettatori come una carezza e li immerge in una danza cromatica senza precedenti.
Nello stesso spazio verrà allestito anche il concorso ‘Luoghi e colori di Lombardia‘ indetto dall’Università Statale di Milano, i cui finalisti riceveranno grande visibilità dall’evento.
Anche questo è un punto forte di Photofestival Milano che si preoccupa e si occupa dei figli emergenti, meritevoli di successo e notorietà.

mostre Photofestival Milano

catalogo Photofestival Milano

I Palazzi della Fotografia di Photofestival.
Sono chiamati in questo modo il Palazzo Castiglioni, Palazzo Bovara, Palazzo Turati e Palazzo dei Giureconsulti.
Si sono guadagnati questo nome in virtù degli spazi allestiti durante il Photofestival, incorniciando le mostre fotografiche con una storia prestigiosa e un’architettura da mozzare il fiato.
Un’occasione per visitarli per la prima volta, o per l’ennesima, e aggiungere in corredo una mostra fotografica.
L’anno precedente il Palazzo Castiglioni ha ospitato ‘Urbis‘ di Franco Donaggio, con la sua visione immaginaria della città, e Renato Bosoni con ‘Volti di Baggio. L’anima nel commercio‘ con una serie di scatti spontanei dei commercianti del quartiere Baggio mentre si relazionano ai propri clienti.
E ancora Erika Zolli con Surreal Arabesque e le sue chimere surreali, Alessandro Gardini e i suoi ‘Geroglifici‘ ovvero scatti che riprendono la realtà simmetrica e priva di manipolazioni.
Palazzo Bovara ha invece accolto Marco Lanza con ‘Depositi. Immagini dai musei italiani‘, la visione nascosta degli spazi museali non fruibili e che ospitano decine di opere artistiche in attesa di essere svelate, e Stefano Ferrante e i suoi ‘Autori Ritratti‘, che ritrae i fotografi più famosi in un percorso conoscitivo più rivelatore delle fotografie stesse.
Palazzo Turati ha tramandato la memoria del lavoro e degli antichi mestieri con la mostra fotografica ‘Dietro il banco‘ di Andrea Nannini, Paolo Barozzi con ‘Milano come la vedo io‘ invece pone l’accento sull’interpretazione di una Milano dai mille volti, con una serie di opere in bianco e nero, una ricerca perpetuata anche da Jacopo Golizia che con la sua ‘Estetica del Caos‘, nella stessa location, si concentra sugli angoli nascosti della città.
Infine il Palazzo Giureconsulti ha ospitato la collettiva ‘AA.VV. Strada Facendo. Quando la letteratura incontra la fotografia’ organizzata dagli studenti dell’Istituto Italiano di Fotografia.
Nei prossimi mesi verrà messo a punto il programma di Photofestival 2017 con gli ultimi eventi della rassegna e gli incontri immancabili per gli appassionati del genere.
Quale occasione migliore per conoscere nuovi fotografi, sospirare insieme a quelli già noti e partecipare in forma attiva ad un appuntamento che smuove migliaia di persone e le unisce sotto la cupola dorata dell’arte?

Milano Photofestival 2017

festival di fotografia

Link:
http://www.milanophotofestival.it/

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