Christian Cremona, mostra a Lonate Ceppino – recensione di Stefano Malvicini

Christian Cremona

Christian Cremona, Medousa

Christian Cremona, mostra a Lonate Ceppino – recensione di Stefano Malvicini. Domenica 9 ottobre 2016, nella Sala Consiliare di Lonate Ceppino, in provincia di Varese, si è tenuta una personale del giovane artista locale Christian Cremona.

Christian Cremona

Christian Cremona – Venere per Luce4 Good

Cremona, nato a Tradate nel 1985 ma residente nel paese della Valle Olona dove si è tenuta la mostra, è un artista poliedrico, pittore, fotografo, scultore e incisore, in grado di spaziare a trecentosessanta gradi nel panorama creativo contemporaneo. Dopo gli studi al Liceo Artistico di Varese e le lauree in Scienze dei Beni Culturali e Storia dell’Arte e Archeologia all’Università Cattolica di Milano, Christian ha lavorato con Giorgio Vicentini e Adalberto Borioli ma ha anche svolto attività di catalogatore per Giò Pomodoro. Varie sono le mostre a cui ha partecipato, da quella, curata da Angela Madesani, alla Galleria Biffi di Piacenza all’esposizione di Varese curata da Elena Ferrari e a Tutto ho posto sotto i tuoi piedi presso la sede della Cattolica di Largo Gemelli a Milano. Christian ha anche partecipato alla Biennale Giovani all’Arengario di Monza nella primavera 2015, dopo essere stato scelto dal critico bolognese Claudio Cerritelli e, tra settembre e ottobre dello stesso anno, ha avuto l’onore di essere uno degli artisti selezionati da Vittorio Sgarbi per la Biennale di Milano presso lo Spazio Tadini.

Come anticipato, Christian si muove con disinvoltura tra le varie forme d’Arte, partendo dalla Stella Polare di Michelangelo, toccando la maniera di Raffaello, il chiaroscuro di Caravaggio, la scenografia barocca e la luce del Settecento veneto fino alle sperimentazioni fotografiche futuriste di Bragaglia. L’Arte di Christian non è mai statica, si muove sempre, si fa dinamismo puro, con torsioni che rimandano, su un solo binario, alle prove di Michelangelo per la Cappella Sistina. Il movimento di Christian, però, si muove sempre su quel fondo scuro che il giovane artista mutua dal modello di Caravaggio: il chiaroscuro di Cremona non è un modo “interiore”, ma un metodo per far risaltare meglio il soggetto, le forme e, perché no, anche il movimento, come prova la sua Eva che si copre con una torsione michelangiolesca ma su un fondo scuro e con una luce che ricorda profondamente il Caravaggio della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi a Roma.

Christian Cremona

Christian Cremona -Ruah IV

Christian è un pittore sacro, che rende la scena sacra quotidiana, calata nei nostri giorni, trasformando un passo biblico del Cantico dei Cantici in una foto di una fiammella in movimento, ma anche di mitologia. La sua mitologia, però, non è resa con le forme classiche della grande pittura dal ‘500 al ‘700, ma con bagliori di luce che sfumano o si avvicinano a noi con effetto tridimensionale, che segnano opere come il trittico di Prometeo, esposto alla Biennale di Monza, tema epico per antonomasia in cui l’elemento mitico supera la dimensione figurativa per arrivare a un livello non tanto astratto, quanto trascendente, spirituale e, perché no, anche personale, proprio come faceva il grande Rubens, che vedeva il Mito come elemento base per la rinascita interiore e culturale del genere umano. L’artista, proprio come Prometeo, proprio come l’Araba Fenice, rinasce ogni volta dalle sue difficoltà e dalle sue sventure per migliorarsi e superare gli scogli. Anche la bellissima Medousa rappresenta non solo un esercizio stilistico sulla Medusa di Caravaggio agli Uffizi di Firenze, ma una riflessione sull’Arte, sul passaggio dal figurativo al trascendente, sul modo di fare Arte partendo dall’esempio antico per adattarsi ai tempi nuovi e ai nuovi media. Medousa è un’opera barocca, in cui l’effetto ottico dello staccamento della superficie rispetto al fondo rende l’idea del trompe-l’oeil, ma è anche un gioco di forme che si sviluppano vorticose e un confronto tra il Maestro e l’allievo.

Christian Cremona

Christian Cremona -In Principio

Esercizio stilistico e riflessione si fondono anche in In principio, opera esposta a Spazio Tadini per la Biennale milanese, che gioca sulla perfezione dell’uovo come forma ovale, con un rimando alla forma archetipica evidente, come simbolo di fecondità, nella Madonna di Senigallia di Piero della Francesca a Brera, ma che diviene non tanto un emblema universale, ma, di nuovo, elemento di rigenerazione interiore e spirituale. Tutti elementi che il giovane Christian sa rendere molto bene e con la maestria delle tecniche tipica di chi sa fare Arte con la mente e con il cuore, senza lavorare di getto come Pollock, ma costruendo il proprio lavoro in maniera scientifica, come facevano gli Impressionisti e, prima di loro, Tiepolo e Ricci, Caravaggio e Rubens, Leonardo e Michelangelo, tutti, non a caso, pilastri per l’artista varesotto.

recensione alla mostra di Christian Cremona

di Stefano Malvicini

> leggi anche gli altri articoli per Milano Arte Expo

 

contatti Milano Arte Expo: mail: milano.arte.expo@gmail.com – telefono: +393662632523

Per recensioni, redazionali e banner sul magazine online, contattate Carmela Scalise, telefono +393664584532

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *