Ai Weiwei: mostra a Camera, Centro Italiano per la Fotografia di Torino

Ai Weiwei

Around Ai Weiwei: Photographs 1983-2016
 a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Torino

Ai Weiwei: mostra  a Camera, Centro Italiano per la Fotografia di Torino. Recensione di Maria Zizza. Cosa aspettarsi dalla mostra Around Ai Weiwei, Photographs 1983-2016 incentrata su una delle figure più provocatorie e controverse del nostro tempo ce lo spiega direttamente il curatore, Davide Quadrio, che sottolinea proprio come In un panorama di mostre che presentano le opere monumentali di Ai Weiwei abbiamo concepito questo progetto espressamente per ri-orientare lo sguardo del pubblico verso gli elementi documentari che circondano la vita dell’artista, in quanto testimonianze del suo affascinante viaggio come uomo, creatore e attivista. Per i più, Ai Weiwei è ormai un prodotto globale di origine cinese.

Ai Weiwei

Ai Weiwei, Lesvos, 27 December 2015

Il riferimento è alla retrospettiva in contemporanea a Palazzo Strozzi a Firenze ma anche alle esposizioni al Palazzo di Rivoli. L’intero percorso è scandito in maniera cronologica con la divisione degli anni newyorchesi e solo dopo quelli del ritorno in patria.

Questa trama autobiografica è evidenziata anche da una selezione di sculture che assurgono a simboli dello svolgersi della vita di Ai Weiwei nel corso degli ultimi quaranta anni. I progetti e le strutture in porcellana esprimono le ricche sfumature espressive che l’artista utilizza. Ogni opera può essere letta come punto di partenza per una riflessione profonda e approfondita.

L’opera più iconica che accoglie il visitatore è sicuramente quella all’ingresso. Arrivando da Camera abbiamo davanti un’opera monumentale; si tratta di Soft Ground costituita da un enorme tappeto che raggiunge la lunghezza di 45 metri che ricrea le tracce lasciate dai carri armati su una carreggiata a sud-ovest di Pechino in una scala esatta di 1 a 1 e che ricorda quelle lasciate a Piazza Tiananmen durante le proteste del 1989.

Soft Ground, 2014

Soft Ground, 2014

New York Photographs

New York Photographs 1983-1993, 2011, Ai Weiwei. Williamsburg, Brooklyn, 1983

Lungo la parte destra del tappeto appesa alle pareti siamo circondati dalla vita di Ai Weiwei. Quella presentata in questa sezione è legata agli anni della permanenza newyorkese racchiusa nella serie di fotografie intitolata New York Photographs 1983-1993. In bianco e nero, momenti più o meno importanti della biografia dell’artista tra i 25 e i 35 anni. Abbiamo difronte 80 immagini selezionate tra circa 10.000 che mettono in primo piano attimi fissati di vita pubblica ma anche in un contesto più intimo e privato.

L’aver scelto di collocare insieme frammenti della vita negli Stati Uniti a un’opera così d’impatto legata indissolubilmente alla politica cinese non fa che mettere in primo piano il dialogo tra dimensione politica e internazionalità del discorso di Ai Weiwei. Ciò che emerge non è cioè soltanto una poetica legata alla propria terra come spesso si è cercato di limitare l’operato dell’artista ma un ruolo in verità ben più ampio e molto più internazionale che Ai Weiwei ha ricoperto anche da un punto di vista sociale e culturale in senso ampio e quindi non soltanto politico in senso stretto. Questa prima parte di foto, in fondo, mostra infatti proprio la genesi di Ai Weiwei come personaggio pubblico esaltata all’estero come icona del mondo asiatico.

Dopo questa passeggiata introduttiva e le foto del periodo americano alla struttura cronologica se ne affianca una più tematica. Da un lato, le due opere video Chang’an Boulevard e Beijing: The Second Ring descrivono lo sfondo della vita nella capitale cinese nei primi anni 2000.

Quelli documentati dalle riprese di Ai Weiwei sono paesaggi urbani e frammenti di vita quotidiana che riprendono a pieno le profonde trasformazioni che investono Pechino, mutandone la dimensione e la forma. Tra i contributi video c’è anche una intervista di Daria MenozziBefore Ai Weiwei (1995) che inquadra l’artista all’interno di un dialogo personale utile per capire di più riguardo il ritorno in patria dopo il periodo statunitense, evidenziando il ruolo decisivo di Ai Weiwei nel panorama non soltanto artistico ma anche intellettuale e culturale della Cina degli anni Novanta.

Se l’edizione di quest’anno di Artissima è stata avara di opere fotografiche, il pubblico durante questa mostra può fare incetta di immagini non solo suggestive ma che danno anche un forte contributo alla comprensione dell’evoluzione cinese degli ultimi decenni. In particolare, la selezione Beijing Photographs 1993-2003 sfrutta questo approccio fotografico per mostrare i cambiamenti paesaggistici e architettonici della città cinese intorno a Ai Weiwei sia in una sfera privata sia in luoghi aperti dove forse è più facile scorgere in nuce l’evoluzione che ha portato Pechino ad essere una delle grandi città globali della contemporaneità. Nella selezione di queste immagini il curatore si è servito anche della collaborazione di You Mi come curatore aggiunto e Ryan Nuckolls per il coordinamento e la ricerca diretta in Cina.

Beijing Photographs

Beijing Photographs 1993-2003, The Forbidden City during the SARS Epidemic, 2003

La parte successiva dell’esposizione presenta la foto iconica scelta dall’artista come simbolo dell’intera mostra. All’interno di una sezione intitolata The Forbidden City during the SARS Epidemic  l’artista è solo in una Città proibita pressoché deserta, abbandonata dalla popolazione, dai turisti, in seguito alla epidemia conosciuta con il nome di SARS che ha quasi praticamente isolato la Cina per sei mesi nel 2003.

Ai Weiwei

Ai Weiwei, Lesvos, 27 January 2016

Nella parte finale della mostra invece possiamo osservare una sorta di anteprima sui progetti, in parte ancora in corso, di Ai Weiwei. Si tratta di circa 17.000 immagini scattate dall’artista in occasione del lavoro per l’emergenza rifugiati che tra l’Europa e il Medio Oriente è diventato un fenomeno travolgente e drammatico per tutti. Si tratta di una raccolta di materiale ricchissima e preziosa.

L’interrogazione dell’artista riguarda tutti. Cosa fa e cosa può fare il singolo? L’arte denuncia, prende una posizione, fa riflettere o è soltanto una spettacolarizzazione dei drammi altrui? Sono tutte domande legittime e sono tutte domande che chi conosce Ai Weiwei si pone ma la quantità immane di lavoro e materiale raccolto dà a tutti moltissimi spunti di riflessione.

La mostra è promossa e organizzata in collaborazione con Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze ed è vista come completamento della grande retrospettiva Ai Weiwei. LiberoUn modo interessante e trasversale per gettare lo sguardo su uno degli artisti più attivi e interessanti della contemporaneità.

Mostre fotografiche – Dal 28 ottobre 2016 al 12 febbraio 2017:

Around Ai Weiwei: Photographs 1983-2016
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Torino

link consigliato: http://camera.to/

di Maria Zizza

…. > leggi anche gli altri articoli della rubrica di M. Zizza per Milano Arte Expo magazine.

Maria Zizza

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