Jean Paul Gaultier, moda – grandi fashion designer

Jean Paul Gaultier

Fashion designer : Jean Paul Gaultier – la moda vista da Milano Arte Expo, a cura di A.B. Smith

Moda: Jean Paul Gaultier – grandi fashion designer. Di Amelia Betty Smith per Milano Arte Expo. Parigi ha sempre stimolato fantasie romantiche e sogni artistici… E chi non ha mai sperato di camminare un giorno tra i suoi Champs-Élysées, di fare un giro sotto la sua Tour Eiffel, di ammirare i sacri mostri dell’arte al Louvre o di respirare la somma aria che ha dato i natali a diversi artisti, in special modo stilisti?
C’è chi non solo ha coltivato questi sogni fin da piccolo, ma chi da giovanissimo ha cercato in tutti i modi di raggiungere quei sogni con la forza della propria caparbietà.
Potremmo fare diversi nomi che sono riusciti in questa impresa ma vogliamo concentrarci su uno di essi in particolare, sul più sfacciato, irriguardoso e incredibile genio che la Francia abbia conosciuto negli ultimi decenni di moda ad alti livelli.
Uno solo di essi si differenzierà per il suo anticonformismo e la sua joie de vivre: Jean Paul Gaultier.
Della sua infanzia non conosciamo molto, il suo carattere socievole e dinamico diventa improvvisamente timido e riservato nel trattenere privati i suoi ricordi, come se quella fosse la sua dimensione più intima e sincera.
Sappiamo che è nato Arcueil, nel 1952 da un contabile e una cassiera.
Sappiamo che da piccolo adorava i profumi e i giochi delicati.
Sappiamo che era un bambino sensibili e pieno di fantasie, alcune di esse coltivate dalla stessa nonna, che gli leggeva di carte e gli raccontava un fantastico futuro pieno di soddisfazioni.
A proposito della nonna, sappiamo anche che il piccolo Jean Paul adorava immergersi nel suo armadio e soffocare il respiro tra i corsetti della nonna, non sa ancora cosa sia la sensualità ma quei tessuti così morbidi, irrigiditi dai lacci e dalle stecche in metallo, lo incuriosivano.
Ma il piccolo Jean-Paul sa di essere maschio e deve accontentarsi di “vestire” i propri pupazzi, ad un orsacchiotto cucirà anche un reggiseno che in seguito farà parte di una mostra dedicato allo stilista, e costruirsi bracciali dai contenitori in alluminio che sua nonna getta via.
Durante l’adolescenza comincia a disegnare, creando così intere collezioni, aiutato dalla sempre presente nonna e dalla madre, amanti delle riviste di moda, di cui il giovane Gaultier era famelico.
Nella sua mente è ben chiaro cosa vuole essere nella vita, nei successivi anni dovrà solo capire come.
Jean-Paul Gaultier è famoso per non aver mai studiato moda durante il suo percorso educativo, lui ha preferito andare dritto al punto, inviando i suoi bozzetti direttamente agli stilisti.
Fu proprio così che nel 1970, a 18 anni, venne notato da Pierre Cardin, colpito dall’eccentricità e dalla carica visiva dei suoi bozzetti, che lo assume come suo assistente personale.
Sembra un sogno quello di Jean Paul Gaultier, che si trasferisce nel 1971 a Jean Patou, vivendo così velocemente quella vita che molti prima e dopo di lui hanno solo sperato. In questo periodo entra in contatto con la moda che conta, subendo il fascino e le influenze stilistiche di Yves Saint Laurent.
Ma Gaultier è ancora troppo giovane, troppo irriverente e inesperto per essere messo alla prova seriamente. Pierre Cardin lo sa e sopporta il suo carattere difficile in vista del futuro.
Gaultier non si rende conto di questa stima e lo lascia dopo appena un anno, lavorando per la Maison Patou, ma ritornerà velocemente dal suo maestro incaricandosi di occuparsi delle sue creazioni filippine.
Man mano che passano gli anni, il giovane stilista acquista maturità ma non perde la sua voglia di osare e giocare.
In quegli anni apre anche un laboratorio di moda con i suoi amici di infanzia Daniel e Françis, contraddistinto dal suo stile eccentrico.
Françis era anche il suo compagno di vita, rimastogli accanto fino alla fine, ricevendo un valido aiuto per la conferma del brand sul panorama della moda mondiale. Per attirare l’attenzione, Gaultier faceva sfilare le sue modelle con abbinamenti mai visti, con tutù pomposi e maglioni marinareschi, con giacche di pelle, gonne dal look bon ton e scarpe da ginnastica, oppure con aitanti modelli muscolosi con striminziti kilt scozzesi. Inoltre amava le peculiarità fisiche e di genere, i suoi modelli erano anche anziani, grassi, androgini, tutto questo contribuiva all’aumento della visibilità delle sue collezioni.
Il pubblico non sapeva come interpretare quella moda così lontana dal quotidiano ma gli addetti alla moda apprezzavano l’unione di stili così diversi.
Saranno i giovani francesi e non ad amare follemente il suo stile, così diverso da quello proposto dai mostri sacri della moda, così maledetto, così punk.
Le sue collezioni vanno a ruba e Jean Paul Gaultier può dire di essere finalmente popolare.
Il suo stile è iconico, con i capelli corti biondi, il viso furbo da enfant terrible, le magliette con taglio marinaro a righe e il foulard corto al collo come nelle più tipiche iconografie francesi.
Tutti lo adorano, eccetto qualche critico legato alla moda tradizionale che poco apprezza le sue creazioni esageratamente fuori contesto.
Ma fatto sta che tutti si interessano ai suoi capi e ciò provoca una richiesta che non riesce a essere soddisfatta.
Proprio per questo a un certo punto, grazie all’aumento delle entrate e al finanziamento da Kashiyama, una società di abbigliamento, Jean-Paul ingrandisce il laboratorio sartoriale, incrementando le sue collezioni con la Junior Gaultier del 1988 e la Gaultier Jeans del 1992.
Per le strade di Parigi impazzano i pantaloni-gonna indossati sia da uomini che da donne e tutto sembra pulsare intorno al cuore fashion dello stilista.
La creatività di quest’ultimo inoltre si inerpica anche in altri campi, Jean-Paul comincia a disegnare mobili moderni, molto apprezzati dai musei di arte contemporanea che decidono di esporli nelle loro sale.
Produce un singolo house nel 1989, ‘How To Do That‘.
Inoltre comincia a lavorare con il cinema e il teatro.
Collabora infatti con Il quinto elemento di Besson, La città perduta di Jeunet, Il cuoco, il ladro sua moglie e l’amante di Greenaway, Kika – Un corpo in prestito di Almodòvar.
Nel 1990 riceve una delle più grandi perdite della sua vita, il suo compagno Françis muore di AIDS, creando un vuoto che lo stilista cercherà di colmare immergendosi a pieno ritmo nel lavoro.
La consacrazione mondiale arriva definitivamente con Madonna, durante il suo tour mondiale Blonde Ambition degli anni ’90, la cantante cercava dei costumi che rappresentassero in pieno la provocazione, in piena coerenza con l’era ‘Erotica’ che aveva inaugurato. Per lei Gaultier ritornò alle fantasie infantili e cucì degli splendidi corsetti in chiave moderna, in aggiunta con reggiseni conici che fecero la storia.
In futuro collaborerà nuovamente con il mondo della musica, firmando gli abiti di Kylie Minogue e Mylène Farmer.
Nel 1993 compie un passo quasi classico per gli stilisti, produce il suo profumo con l’aiuto della casa di profumi ‘Beauty Prestige International’, appartenente alla più grande Shiseido e responsabile, tra gli altri, dei profumi di Narciso Rodriguez. L’essenza olfattiva era classica, dolce e suadente ma era la confezione ad essere particolare. Ancora una volta Jean Paul pesca tra i suoi ricordi e crea una confezione a forma di lattina di conserva, come quelle che usava da piccolo per creare i propri bracciali e polsini, e al suo interno pose il profumo, con le sembianze di un busto (la femminile ‘Classique’ o il maschile ‘Le mâle’ a seconda dell’orientamento). Entrambi ebbero uno straordinario successo, addirittura quello maschile si confermerà come il profumo più venduto in Europa. In seguito produrrà altre fragranze come la serie limitata Fragile, Gaultier² che si presenta come profumo unisex, ‘Fleur du Male’ e l’ultimo ‘Ma Dame’ del 2008. Tutte sono accomunate dalle stesse linee guida, fragranza elegante e confezione eccentrica.
Nel 1997 ha lanciato la sua vera e propria linea di moda e attualmente disegna tre collezioni.
Una di alta moda, caratterizzata da uno stile agli antipodi rispetto a quello per cui è conosciuto. Gli abiti sono infatti estremamente chic e rigorosi con l’aggiunta di dettagli inusuali per personalizzare come sempre le sue creazioni.
La seconda linea è una prèt-a-porter, per gli abiti in taglie standard pronti all’utilizzo.
E infine la terza linea è quella per il marchio Hermès, dal 1999, quest’ultimo è un brand francese molto famoso e amato, i cui capi vanno a ruba e le sciarpe e le borse sono praticamente introvabili.
Nel decennio successivo, Gaultier assopisce il suo lato ribelle e lavora senza freni riconfermando la sua collaborazione con Madonna, per il ‘Confessions Tour’.
Ha lavorato anche al The Golden Age of Grotesque di Marilyn Manson, curandone tutti gli abiti, facendo riaffiorare il suo spirito giovanile gothic-punk.
Ha anche presentato una sorta di grande fratello VIP, lo show britannico Eurotrash, Gli MTV Europe Music Award del 1995 e l’Eurovision Song Contest del 2008 per la Francia.
La sua ultima fatica è la creazione di 500 costumi per il THE ONE Grand Show di Berlino.
Lo stilista continua a rimanere attivo e a plasmare la moda mondiale con le sue geniali idee.
Pur non essendo più l’enfant terrible che ha giocato con la moda come un bambino con i suoi balocchi, continua a mantenere viva la sua insolenza.
Le sue collezioni sono il legame diretto con la sua infanzia, quando cuciva le sue idee su vecchi peluche, perché di bambole non poteva averne, e si nascondeva tra il guardaroba della mamma e della nonna sperando un giorno di poter indossare e creare qualcosa per quelle stesse donne che lo hanno amato e cullato quando ne aveva bisogno.
Jean Paul Gaultier ha lasciato questo dono eterno al mondo femminile, ovvero quello di osare e accettarsi in qualsiasi modo e in qualsiasi forma perché essere donne è la cosa più spettacolare che possa accadere.

Link consigliati:
https://www.jeanpaulgaultier.com/it-it/
https://www.artsy.net/artist/jean-paul-gaultier
https://www.brooklynmuseum.org/exhibitions/jean_paul_gaultier
http://www.vogue.it/sfilate/sfilata/alta-moda-autunno-inverno-2016-17/jean-paul-gaultier

Fashion designer: Jean Paul Gaultier

Grandi stilisti e storia della moda

a cura di Amelia Betty Smith

contatti Milano Arte Expo: mail: milano.arte.expo@gmail.com – telefono: +393662632523

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