Le Mani Sapienti: Liuteria Sangirardi e Cavicchi al Castello Sforzesco di Milano

Le Mani Sapienti

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Le Mani Sapienti: Liuteria Sangirardi e Cavicchi al Castello Sforzesco di Milano. Articolo a cura di Olga Izzo – Vedere una chitarra con la tastiera “storta” potrebbe far pensare a uno strumento sbagliato o a un mero slancio artistico di un artigiano che ha il solo obiettivo di rendere le linee accattivanti ma mal funzionanti.

Chitarra Fanned Frets

Chitarra Fanned Frets

Tutt’altro! Stiamo parlando di chitarre Fanned Frets, strumenti Multiscala perfettamente intonati che nascono con una tastiera “a ventaglio”, studiati nel dettaglio in modo da non fare prevalere nessuna nota sull’altra. Sono pensate con una scalatura differente per ogni corda, in modo da migliorare la tensione e l’intonazione. Questo tipo di chitarre sono infatti molto utili e richieste negli studi di registrazione. Non è solo il suono a giovarne ma anche il musicista, infatti l’ergonomia dello strumento viene fortemente migliorata, e anche la mano si stanca meno.

Il concetto di strumenti multiscala non è una assoluta novità, viene infatti già applicato da secoli ad alcuni strumenti come il pianoforte e l’arpa.

La Fondazione Antonio Carlo Monzino ha ospitato a Le Mani Sapienti, manifestazione presente tutti i fine settimana presso le Sale Panoramiche del Castello Sforzesco, Giulio Sangirardi e Giulia Cavicchi, liutai di Pieve di Cento che hanno deciso di orientare gran parte del loro lavoro proprio verso questo tipo di strumenti. Durante la loro permanenza hanno coinvolto il pubblico nel loro ricco e profumato laboratorio di liuteria. Tra i vari tipi di legno utilizzati nella costruzione di chitarre classiche e acustiche ve ne sono alcuni fortemente aromatici come il Cedro e il Port Orford Cedar. Molte sono state le persone che durante l’esperienza a Le Mani Sapienti si sono fermate ad odorare i profumati riccioli di legno prodotti dalla lavorazione dei due liutai.

Vediamo cosa ci raccontano in questa intervista.

Perché la chitarra?

Perché io, Giulio, sono un chitarrista e la chitarra è lo strumento che amo più di tutti e che conosco meglio, non avrebbe senso per me costruire violini, non saprei nemmeno testarli, il fatto di aver suonato in maniera semi professionale per 25 anni mi ha dato una profonda conoscenza dello strumento, conoscenza che ci è utile per cercare il suono e l’ergonomia giusti (secondo i nostri gusti) in una chitarra.

Fanned Frets

Chitarra Fanned Frets – particolare

Quando avete “scoperto” i fanned frets?

Da subito, la prima chitarra che abbiamo costruito aveva già i fanned frets, all’epoca nessuno o quasi li utilizzava in Italia, ed io da anni volevo una chitarra coi fanned frets ma non potevo permettermi uno strumento dei grandi liutai nordamericani che per primi hanno riscoperto questa invenzione di fine ‘500, per cui la prima chitarra che abbiamo costruito alla scuola di Liuteria di Pieve di Cento aveva già i fanned frets.

Quali sono state le più grandi difficoltà incontrate?

Mantenere la costanza, resistere alla tentazione di fare le cose in fretta, fare una chitarra è un processo lungo e prima di sentirti sicuro abbastanza da proporre i tuoi strumenti al mondo esterno impieghi anni di sperimentazione, a volte può essere frustrante.

E cosa vi ha spinto a continuare?

L’apprezzamento, da subito, da parte dei chitarristi.

Che spazio ha un giovane che si avvicina per la prima volta a questo mondo?

Non abbiamo una risposta netta, ma crediamo che se si propone materiale valido ed originale lo spazio ci sia, magari anche esplorando il mercato al di fuori dei confini nazionali.

Quali sono le sfide a cui un lavoro di tipo artigianale va incontro in un mercato fortemente orientato al mercato globale?

Il marketing dei propri prodotti è la parte più difficile, alla fine il liutaio passa molto tempo chiuso nel proprio laboratorio, ma se vuole far conoscere le proprie chitarre deve confrontarsi col mondo esterno, trovare un modo efficace di promuovere la propria opera e il proprio suono, uscire allo scoperto. Il mercato ė globale quindi si possono vendere strumenti in tutto il mondo.

Come vi definite?

Ci piacerebbe molto usare il termine che usano gli spagnoli, guitarreros …ma in italiano “Chitarrai” suona male, “Costruttori di chitarre” è lungo ma lo preferiamo a liutai che a volte assume un’aurea mistica di cui non ci sentiamo degni.

 Avete una suddivisione di ruoli, specializzazioni diverse?

Si, grosso modo i ruoli sono così divisi. Nel 90% dei casi Giulia cura il design e la parte estetica, le lavorazioni di precisione, la verniciatura, io curo la parte sonora dello strumento, lavorazione delle catene, dei manici e la scelta dei materiali. Naturalmente potremmo fare l’uno il lavoro dell’altro se ce ne fosse bisogno ma col tempo ci siamo specializzati in lavorazioni specifiche.

Ovviamente lavoriamo a stretto contatto e non ci sono compartimenti stagni, il confronto è continuo e lavoriamo letteralmente “gomito a gomito” nel nostro laboratorio.

Tutte le loro chitarre sono trattate con materiali naturali come gommalacca, ambra e olio ed ognuna esalta un tipo di legno particolare, proveniente da ogni parte del mondo.

Grazie a Giulio e Giulia per la loro disponibilità!

Suoni, immagini, profumi. Le Mani Sapienti anche questa volta ha regalato emozioni.

I prossimi appuntamenti di

Le Mani Sapienti al Castello Sforzesco

A Le Mani Sapienti tornano questo fine settimana i Maestri dell’Academia Cremonensis, scuola di liuteria situata nel centro di Cremona, nella quale si insegnano le tecniche di costruzione di strumenti ad arco, pizzico e archetti. Obiettivo dell’Academia è tramandare le peculiarità di questo mestiere tramite la realizzazione di strumenti ed accessori secondo le linee guida della tradizione dei Maestri liutai Simone Fernando Sacconi, per gli strumenti ad Arco, e Giovanni Lucchi, Caposcuola dell’Archetteria italiana.

Nel pomeriggio alle ore 15:30 saranno proposti al pubblico momenti musicali.

Sabato 5 novembre si esibiranno il duo Daniele Defilippis (pianoforte) e Lana Lavrova (violoncello) che proporranno la Sonata per pianoforte solo n. 2 in Fa# minore di Johannes Brahms e la Sonata per violoncello e pianoforte in Do maggiore op. 119 di Sergej Prokofiev.

Domenica 6 novembre sempre nel pomeriggio, la manifestazione organizzata dalla Fondazione Antonio Carlo Monzino, ospiterà Chiara Borghese (violino) e Yoko Kimura (pianoforte). In programma: F. Kreisler (Preludio e Allegro), E. Elgar (Sonata per Violino e Pianoforte), J.S. Bach (Prima Sonata), P. Sarasate (Zingaresca).

Vi aspettiamo numerosi!

Olga Izzo

http://www.sangirardiecavicchi.com/

http://www.lemanisapienti.it/

http://www.fondazioneacmonzino.it/

Milano Arte Expo ringrazia la Fondazione Monzino per la rubrica del magazine – > leggi anche gli altri articoli – dedicata alla musica e ai concerti.

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