Karl Lagerfeld fashion designer – storia della moda Milano Arte Expo

Karl Lagerfeld

Karl Lagerfeld – moda Milano Arte Expo e storia del fashion design

Moda Milano Arte Expo, Karl Lagerfeld –  Ci sono pochi artisti in grado di lasciare una vera impronta nel mondo della moda e del design, senza mai dimenticare il loro vero carattere e l’eleganza che li distingue. Lagerfeld è sicuramente uno di questi grandi fashion designer – Testo di Amelia Betty Smith Se è vero che chiunque voglia farsi strada nel campo creativo non può fare a meno di guardare i grandi esempi del passato, è anche vero che prestare attenzione gli ultimi trend degli artisti contemporanei è un buon modo per comprendere a fondo cosa chiede il grande pubblico e come poterlo deliziare con creazioni accattivanti. Per questo motivo, può essere utile esplorare vita e opere di un artista come Karl Lagerfeld che, con le sue intuizioni, ha tracciato una nuova strada nell’universo della moda – e non solo delle mere Fashion Week.
Nato ad Amburgo nel 1933, Karl Lagerfeld è l’unico figlio di Christian ed Elisabeth Lagerfeld. La famiglia di provenienza, grazie anche alla sua possibilità economica, riuscì ad offrire al giovanissimo Karl una formazione di lusso che permise al ragazzo di sviluppare un amore per le lingue e la conoscenza in genere davvero unico. Già all’età di sei anni, Karl parlava tedesco come madrelingua, francese e inglese fluentemente. Ancora oggi, lo stilista dichiara di aver appreso queste lingue non per come erano nel parlato ma nella loro forma aulica, il che gli permette di esprimersi con una proprietà di linguaggio che non può non aggiungere un pizzico di classe in più alla sua già nota eleganza. Nel 1953, Karl Lagerfeld si trasferì a Parigi insieme alla madre. Nonostante lo stilista avesse soltanto ven’anni, era già chiara la voglia di affermarsi in un campo tanto affascinante quanto competitivo come quello della moda.

sfilata Karl Lagerfeld

Karl Lagerfeld – citazioni

Il primo traguardo venne tagliato dal giovanissimo disegnatore nel 1955, due anni dopo l’arrivo nella capitale francese: il Segretariato Internazionale della Lana aveva indetto un concorso per la realizzazione di un cappotto che potesse incarnare l’eleganza e lo spirito raffinato di un materiale tanto pregiato e il modello disegnato da Karl Lagerfeld si rivelò tanto prezioso da vincere la competizione e regalare al suo progettatore il diritto alla collaborazione con il già affermato Pierre Balmain. Altri successi non tardarono ad arrivare: sempre negli anni parigini, lo stilista vinse un altro riconoscimento, questa volta concesso dalla maison di Yves Saint Laurent che, all’epoca, lavorava in stretta collaborazione con Dior, altro simbolo della classe e dello stile senza tempo.

Sembrerebbe che l’Olimpo dell’alta moda, negli anni in cui il commercio di beni di lusso era fiorente, non aspettasse altro che un giovane da poter incantare con il proprio luccichio e, magari, da poter sfruttare come meglio credeva. In realtà, non accadde nulla di tutto ciò: con un pizzico di apparente presunzione ma che, in realtà, rivela l’autostima dell’artista, Karl Lagerfeld dichiarò che collaborare con maison tanto ammirate era noioso e che un vero artista avesse bisogno di stimoli reali che potesse utilizzare a proprio piacimento per le collezioni da lanciare. Proprio per questo motivo, dopo due anni trascorsi nella maison di Yves Saint Laurent, Karl Lagerfeld si traferì negli uffici di Jean Patou che, per la stessa sensazione di disagio e di noia, lasciò dopo appena un anno di collaborazione, lasciando anche questa volta direttori e colleghi a bocca aperta.
Per due anni, lo stilista decise di far perdere le tracce di sé e di godersi il meritato riposo sulle spiagge più belle di tutto il mondo. In una recente intervista ha dichiarato di aver realmente imparato il valore dell’arte e l’essenza stessa della vita in questi due anni di relax, molto più di quanto avrebbe potuto fare in una qualsiasi scuola o alle dipendenze di un datore di lavoro, per quanto blasonato potesse essere.
Tornato in Europa, dopo i due anni sabbatici, Lagerfeld apre un piccolo negozio nel cuore di Parigi. Non tutti sono a conoscenza di un dettaglio curioso relativo a quelle settimane trascorse tra le strade parigine: erano i primi anni Settanta e lo stilista era solito rivolgersi a Madame Zereakian, veggente e cartomante a cui già Christian Dior aveva rivolto la sua fiducia. Sarà soltanto alcuni anni dopo che Karl Lagerfeld soddisferà la curiosità dei suoi seguaci più accaniti, dichiarando che la donna aveva predetto che il designer avrebbe raggiunto il successo, solo se si fosse occupato della produzione di abiti e profumi. Che sia vero o no, poco importa: in pochi anni, grazie al supporto dei fondi dei genitori e al suo estro creativo, Karl Lagerfeld riuscì a dar vita ad un vero e proprio impero che, ancora oggi, non cessa di stupire chi lo guarda dall’esterno.


Risale al 1980 il lancio definitivo della collezione di abiti e accessori a marchio Lagerfeld. L’etichetta, chiamata inizialmente Lagerfeld Gallery e solo successivamente Lagerfeld, come è conosciuta ancora oggi, ha vantato collaborazioni con stilisti e case di moda di fama internazionale. Tra le modelle più apprezzate dallo stilista, non è un mistero, spicca Claudia Schiffer, scelta non soltanto per il suo fisico statuario ma anche per la sua bellezza immortale della quale, senza dubbio, hanno goduto anche le collezioni proposte da Lagerfeld negli anni.
Eppure, se si parla di questo creatore di moda, non si può non fare riferimento all’insieme di maison che hanno chiesto la creatività e lo stile inconfondibile del designer al loro servizio. Prima tra tutte, Chanel. Dal oltre mezzo secolo, Karl Lagerfeld è il capo esecutivo dei disegnatori della storica casa di moda francese e copre il ruolo di direttore creativo di Fendi e Chloé. Non è un caso se molti ammiratori e ancor più invidiosi sono soliti rivolgersi allo stilista con l’appellativo di Kaiser Karl.
Sono state particolarmente significative anche le collaborazioni con gli artisti più apprezzati del mondo dello spettacolo. Nel 2004, Lagerfeld ha disegnato gli abiti per il Re-Invention tour di Madonna, icona del mondo della musica e musa che aveva già ispirato registi e fotografi noti. Successivamente, lo stilista decide di disegnare i diversi costumi di scena per la showgirl Kylie Minogue e non smette di stupire il pubblico, disegnando gli abiti per Marylin Manson che, a detta dello stesso stilista, offrì un nuovo punto di vista sulla moda anche ad un designer di navigata esperienza.
Chi pensa che Lagerfeld abbia collaborato solo con nomi in vista dello spettacolo e aziende di alta moda, commetterebbe un errore non da poco. Nella sua immensa versatilità, lo stilista ha deciso di creare una collezione per il colosso della moda a basso costo, H&M. Per l’azienda svedese, Lagerfeld decise di creare dei capi adatti ai contesti più eleganti ma che non perdessero lo spirito giovanile e movimentato dell’azienda. Il risultato fu una selezione di abiti vivaci e raffinati, ricchi di quello stile che solo un vero artista poteva offrire. Il caso fu eclatante e il riscontro da parte del pubblico immediato: in appena due giorni, i negozi che avevano ricevuto i capi in edizione limitata esaurirono tutte le scorte.

Molti si interrogano sul vero effetto di un simile successo: c’è chi si chiede, infatti, se si sia trattato più di una caccia al feticcio che di una vera inversione di rotta da parte dei giovanissimi, che hanno avuto la possibilità di avvicinarsi al mondo dell’alta moda ma, come sempre, anche questo mistero sembra destinato a restare irrisolto. Del resto, chi apprezza Karl Lagerfeld sa bene che non sono pochi i punti di ombra della sua carriera e le curiosità legate alla sua figura: come spesso accade per i mostri sacri della moda, i dettagli sconosciuti non fanno che accrescere la fama del soggetto interessato, anche quando non sarebbe necessario.
Tuttavia, lo scandalo è di casa nella maison Lagerfeld. Lo stilista, sul finire degli anni Novanta, decise di dare alle stampe un suo progetto fotografico. Il titolo del volume pubblicato è Visionaire 23 The Emperor’s New Clothes. In questa raccolta, è possibile ammirare gli scatti che ritraggono modelli e celebrità in nudo integrale, chiaro simbolo dell’evoluzione della moda e della sua possibile fine.

Il commento che lo stesso stilista, autore delle foto e coltivatore del progetto, ha aggiunto riguardava proprio una previsione sul declino del fashion design: dopo aver indossato tessuti pregiati e ricami preziosi, pietre raffinate e filati di oro, in futuro non si potrà che tornare alle origini e fare del nudo il proprio orgoglio. Chiaroscuri e ombre creano un effetto delizioso per i diversi scatti e potrebbero convincere anche i più scettici.
Più volte, Karl Lagerfeld ha dichiarato di non aver bisogno di scrivere una sua autobiografia perché, grazie alla sua vita ricca di colpi di scena e cambiamenti della sorte, non era necessario scrivere una storia di ciò che era accaduto ma vivere a fondo ogni attimo. Un buon promemoria per chi si lascia ossessionare dalla fame di celebrità e che proviene, non a caso, da chi ha assaporato la notorietà sin da giovanissimo, senza lasciare che questa prendesse il sopravvento. La vita privata dello stilista rimane riservata alla stretta cerchia di conoscenti e anche i paparazzi più curiosi hanno deciso di non interferire con le relazioni del designer.
Non sono pochi coloro che appartengono all’ambiente del fashion design a rivolgersi allo stilista con l’appellativo di Kaiser Karl. Si tratta di un buon numero di ammiratori, ma anche di una nutrita folla di invidiosi che aspettano impazientemente di poter prendere il posto del disegnatore. In realtà, lo stesso Lagerfeld rassicura: il contratto che lo lega alla maison Chanel e a Fendi non ha scadenza ma potrà essere cancellato solo dopo la morte del designer. Motivo, questo, che spinge molti appassionati della casa di moda a pregare in segreto per una lunga e serena vita, durante la quale il mostro sacro della moda potrà continuare ad  affascinare il pubblico con creazioni uniche nel loro genere, tanto curiose quanto degne di essere apprezzate con stima e profondo rispetto.
Tra le sfilate più apprezzate degli ultimi anni, spicca quella che si è tenuta a Cuba non molto tempo fa. Per l’occasione, Karl Lagerfeld indossava una giacca di paillette ricamata interamente a mano e realizzata da quello che sembrerebbe essere il suo pupillo, Hedi Slimane. C’è chi pensa che le redini delle case di moda citate possano essere lasciate in mano a Slimane ma, ad oggi, non sono giunte né conferme né smentite su un possibile passaggio di testimone.
Un’ultima curiosità. Lo stile di Lagerfeld è tanto apprezzato nel mondo del fashion design da aver dato vita ad un aggettivo che identifica tutti coloro che hanno seguito la corrente lanciata dal disegnatore di Amburgo. Si parla, non a caso, di Karlism, ovvero di Karlismo, quando si veste e ci si atteggia come lo stilista. Indossare occhiali neri coprenti e guanti in pelle è semplice, il problema sarebbe essere in grado di equiparare la grandezza di uno stilista che, con grazia e compostezza, è riuscito a conquistare le passerelle di tutto il mondo.

Non sono stati pochi i sacrifici che il disegnatore e, oggi, trend influencer, ha dovuto sopportare: non tutti sanno che la forma perfetta di Lagerfeld è dovuta ad un drastico dimagrimento, che ha portato lo stilista a perdere ben 42 chilogrammi in tredici mesi. A chi ha chiesto perché avesse deciso di perdere tanto peso in così poco tempo, il designer ha risposto che era necessario per poter indossare le creazioni di Hedi Slimane. Al di là delle facili battute, un dimagrimento netto come quello citato ha permesso allo stilista di vivere dal di dentro le nuove tendenze della moda e di comprendere come si vestono e come si atteggiano i consumatori delle linee progettate e realizzate negli studi storici delle case di moda gestite. Una sorta di esperimento che, considerati i risultati, non può che incuriosire.
Progetti per il futuro? Per chi si chiede come lo stilista potrà deliziare i suoi seguaci, non mancano le buone notizie. Karl Lagerfeld arriverà a Roma il primo Dicembre 2016, dove si terrà la sfilata dedicata alle ultime creazioni della maison da lui guidata. Dalle indiscrezioni trapelate, sembrerebbe che l’evento organizzato possa essere descritto come uno spettacolo a 360 gradi: mentre le modelle sfileranno sul palco disegnato dallo stilista, verrà trasmesso un mini film diretto e girato sempre da Lagerfeld. La giovane Coco Chanel verrà interpretata da Kristen Stewart mentre a portare in scena gli anni della vita matura della stilista sarà Geraldine Chaplin. I cataloghi che verranno distribuiti ai partecipanti avranno foto scattate sempre dal designer di Amburgo e mostreranno i modelli disegnati e realizzati sempre dal re della moda.
Considerando i recenti effetti della sfilata italiana organizzata per la collezione Fendi, c’è da aspettarsi davvero qualsiasi cosa.

Gli appassionati ricorderanno certo il gran clamore che ha seguito l’evento che ha visto le modelle della maison indossare le pellicce realizzate da Lagerfeld in occasione dei novant’anni della casa di moda. Era il mese di Luglio e, per la prima volta, la Fontana di Trevi è diventata una passerella di alta moda, dove indossatrici di ogni nazionalità hanno letteralmente camminato sulle acque, grazie alla piattaforma trasparente che lo stilista ha pensato per dare il massimo risalto alle sue creazioni. Nessuno si era mai permesso di spingersi a tanto e di rendere una fontana uno scenario unico per una sfilata di moda ma, se il cinema aveva già fatto sua la creazione di Nicola Salvi e Giuseppe Pannini, il passo successivo non poteva non essere quello di onorare la tradizione italiana in un tempio universalmente riconosciuto.
Leggendo una simile presentazione, verrebbe quasi spontaneo tacciare Re Karl di megalomania e di mania di controllo ma, ammirando le sue creazioni, non si può non sospirare e abbandonarsi ad un silenzio referenziale: cambiare il mondo non è facile ma Lagerfeld, se solo volesse, potrebbe anche riuscirci!

Link di approfondimento:
http://www.vanityfair.it/people/mondo/15/11/24/karl-lagerfeld-intervista-vanity-fair-parigi-foto-copertina

http://www.adnkronos.com/magazine/moda/2016/05/13/karl-lagerfeld-pensione-stilista-miei-contratti-con-chanel-fendi-sono-vita_BZc4gDA8rB2hjJsZEMQDUO.html?refresh_ce

http://www.adnkronos.com/magazine/moda/2016/07/06/fendi-prepara-sfilare-fontana-trevi-modelle-cammineranno-sull-acqua-foto_RKNgk24zk4xUoVYnRCAxQP.html

Fashion designer: Karl Lagerfeld

Grandi stilisti e storia della moda

a cura di Amelia Betty Smith

contatti Milano Arte Expo: mail: milano.arte.expo@gmail.com – telefono: +393662632523

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