Roberto Tibuzzi: mostra fotografica a Milano con Franco Fontana

mostre di fotografia Milano

Milano mostre di fotografia – a cura di Federicapaola Capecchi

Roberto Tibuzzi: mostra fotografica a Milano. Un gruppo di 31 fotografi espone dal 22 ottobre al 20 novembre a Spazio Tadini. Il comune denominatore – significativo! – è di essere stati scelti da Franco Fontana (vedi articolo ed elenco). Ai due livelli della Casa Museo di via Jommelli 24 il pubblico vasto della fotografia milanese potrà godere una mostra personale di Fontana e una collettiva dello squadrone di “Quelli di Franco Fontana”. Il tutto a cura di Federicapaola Capecchi e Mosè Franchi – direttore della rivista fotografica Image Mag.

Roberto Tibuzzi

Roberto Tibuzzi, Il ritrovamento della visione 1

Tibuzzi porta alcune fotografie del progetto Il ritrovamento della visione. La città protagonista, il regno della fotografia di architettura, il paesaggio urbano, quella dimensione creata, modificata, utilizzata dagli uomini. Gioca con simmetrie e geometrie, le isola dal contesto, le sfrutta insieme ai riflessi. Inquadrature di edifici quasi trasfigurati in questo muoversi di un occhio attento e allenato. De-materializzati in qualche modo, come se non fosse importante capire l’appartenenza – quale città? Cosa rappresenta? È un monumento? È un edificio industriale? Commerciale? -.

Le sue immagini sono attente costruzioni e trasfigurazioni della quotidiana natura dell’edificio in sé, attraverso una concentrazione e uno studio sulla luce, il volume e il dettaglio, e sembrano rincorrere una declinazione metafisica e astratta del concetto di luogo. In alcune delle sue fotografie possiamo perdere di vista il concetto di reale e concreto per avvicinarci ad una visione più immaginata, a metà tra il reale e l’irreale.

Federicapaola Capecchi – Cos’è per te la fotografia e quale il valore intrinseco di uno scatto?

Roberto Tibuzzi

Roberto Tibuzzi, Il ritrovamento della visione 2

Roberto Tibuzzi – La fotografia è per me un mezzo per esprimere dei concetti. In quanto tale, ogni fotografia facente parte di un progetto diventa uno strumento di comprensione di me stesso.

Quali scenari si stanno delineando oggi con il continuo sviluppo delle tecnologie e di un sistema visivo in continua mutazione?In che modo sta cambiando la fotografia?

Con l’avvento delle nuove tecnologie la fotografia è sempre più immediata, portabile e facilmente fruibile, credo che la vera rivoluzione del digitale risieda nella potenzialità della condivisione immediata. In tale contesto l’ecosistema visivo è sempre più saturo e ciò porta non pochi problemi di affermazione di un grande filone visivo; i social network condizionano fortemente l’uso della fotografia di massa, lasciando meno spazio alla visione personale.

Come cambia il ruolo del fotografo in questo contesto? La consapevolezza di ciò che si produce fa la differenza? Non c’è più spazio per l’improvvisazione?

Nel contesto attuale il fotografo diviene una figura che promuove sé stessa, il fotografo costruisce sé stesso come un prodotto commerciale, ne consegue uno spazio ridotto per l’improvvisazione e a linguaggi poco diffusi. Essere pienamente consapevoli della propria produzione è un passo fondamentale per la realizzazione del sé.

Roberto Tibuzzi

Roberto Tibuzzi, Il ritrovamento della visione 3

L’umanità si attarda nella grotta di Platone, continuando a dilettarsi, per abitudine secolare, di semplici immagini della verità. Ma esser stati educati dalle fotografie non è come esser stati educati da immagini più antiche e più artigianali: oggi sono molto più numerose le immagini che richiedono la nostra attenzione […]; insegnandoci un nuovo codice visivo, le fotografie alterano e ampliano le nostre nozioni di ciò che val la pena guardare e di ciò che abbiamo il diritto di osservare; la conseguenza più grandiosa della fotografia è che ci dà la sensazione di poter avere in testa il mondo intero […]. Fotografare significa infatti appropriarsi della cosa che si fotografa. Significa stabilire con il mondo una relazione particolare che dà una sensazione di conoscenza, e quindi di potere. […] Così leggiamo in “Sulla fotografia. Realtà e immagine nella nostra società” di Susan Sontag

leggi anche gli articoli:

Vorrei commentassimo questo passo del libro, alla luce di quelli che ritieni gli insegnamenti più importanti ricevuti durante la tua esperienza con Franco Fontana, e del problema sollevato dalla Sontag dell’ambiguità della fotografia come strumento di conoscenza.

L’insegnamento più importante appreso durante l’esperienza con Franco Fontana è come il Maestro è solito dire: “significa te stesso”. Questo vuole dire interpretare soggettivamente la realtà attraverso l’atto fotografico, processo strettamente legato alla conoscenza personale e al contesto che ci circonda.

Non vi è tra di voi nessun “Fontaniano” – permettiamoci questo termine – … Imparate da me a diventare voi … così vi ha insegnato Franco Fontana? Cosa vuol dire fotograficamente e umanamente?

L’insegnamento più grande di Franco Fontana è stato proprio quello di imparare a seguire la propria strada, di cercare all’interno di sé la propria fotografia. Ciò significa abbandonare l’imitazione di percorsi altrui e ripartire da zero per rendere la fotografia il proprio pensiero.

Siete un gruppo di fotografi particolarmente eterogeneo. Ciò che vi unisce in questa mostra è un’intenzionalità formale. Storie diverse, personalità fotografiche molto diverse ma unite da un percorso di avvicinamento a sé stessi e al mondo, e soprattutto a quell’attimo di equilibrio che prende corpo in una forma. Ti ritrovi? E cosa pensi abbia spinto Franco Fontana a scegliere te e il tuo lavoro?

Si mi ritrovo in pieno, credo che Franco Fontana abbia scelto il mio lavoro proprio perché ha individuato nelle mie fotografie un pensiero personale.

Parliamo del tuo lavoro. Quale la strada e il progetto che hai seguito? Quali risultati ha prodotto, quali che si distinguono in singolarità? Quali riflessioni e scelte, sottese alle immagini, avevi urgenza di rendere visibili?

Subito dopo aver conosciuto Franco Fontana ho smesso per lungo tempo di fotografare (sei mesi circa), perché ho rimesso in discussione tutto ciò che avevo fatto a livello fotografico fino a quel momento. Ho effettuato un lavoro di ricerca nel mio archivio fotografico degli elementi ricorrenti e nei quali più mi riconoscevo, a quel punto è stato piuttosto naturale ricominciare a fotografare, il risultato è stato la realizzazione del progetto “Il ritrovamento della visione” con cui cerco di rendere visibile questo processo.

Fotografate quello che pensate” Franco Fontana – Comunicare fotografando. .. è anche questo?

Si, il pensiero è alla base della comunicazione, quindi la fotografia è la testimonianza dell’identità del fotografo.

Si dice che il grandangolare sia l’ottica eletta per il paesaggio. Le immagini di Franco Fontana provano il contrario. Come ti poni con il tecnicismo in fotografia?

Conoscere la tecnica è fondamentale per riuscire a realizzare i propri progetti, la tecnica però deve essere metabolizzata, solo in questo modo è possibile dettare le proprie regole nella fotografia.

Franco Fontana dice di voi che siete un nuovo che si sta muovendo e crescendo. Cosa vedi per te e la tua fotografia?

La mia fotografia cresce e cambia di pari passo con il mio modo d’essere e la curiosità di vedere le cose che mi circondano.

C’è similitudine tra fotografia e parola?

Sicuramente, anche se facenti parte di linguaggi differenti c’è similitudine tra fotografia e parola in quanto mezzi di espressione, il loro funzionamento a livello interpretativo è piuttosto differente. L’interpretazione delle parole in una conversazione tra due persone è data dall’insieme delle convenzioni sociali e culturali provenienti dal contesto in cui avviene la conversazione stessa, nella fotografia non esistono convenzioni affermate e certe, basti pensare agli elementi figurativi e plastici di una fotografia e la miriade di interpretazioni che può determinare l’incrocio di essi.

Quali sono le influenze esterne e convergenti, oggi, che ispirano il linguaggio espressivo della fotografia?

Viviamo in un epoca in cui i linguaggi espressivi sono interconnessi e influenzati tra loro, basti pensare al linguaggio pubblicitario, cinematografico, oppure allo stretto legame dell’arte classica con i servizi di reportage premiati a livello internazionale negli ultimi anni.

Oggi esistono fotografie memorabili? Se escludiamo i già grandi soliti noti?

Sicuramente ci sono molte fotografie memorabili, però ho l’impressione che molte di esse si perderanno nell’oblio, solo il tempo potrà dircelo.

Fotografia artistica … Aimée Beaubien Christophe Jacrot Jacob Aue Sobol Clarissa Bonet Adriana Lestido Keizo Kitajima Hellen van Meene … per intenderci sono così etichettati…cosa fa di un’immagine una foto artistica? O è il progetto l’idea che la rende tale?

Una foto è artistica se non si limita alla semplice rappresentazione della realtà e se è frutto di una personale interpretazione.

Cosa pensi dell’inarrestabile progresso tecnologico in fotografia e quanto influisce sul tuo lavoro. Post produzione? In che termini e misura?

Il progresso tecnologico non incide in maniera diretta sul mio lavoro, la post produzione è sempre qualcosa di necessario ma secondario all’idea che sta alla base del mio lavoro.

Testo e intervista a cura di Federicapaola Capecchi

Roberto Tibuzzi

Roberto Tibuzzi, Il ritrovamento della visione 4

Mostre di fotografia a Milano:

Franco Fontana & Quelli di Franco Fontana

a Spazio Tadini, Casa Museo, via Jommelli 24

con Roberto Tibuzzi, Denis Almar, Dario Apostoli, Marco La Vista, Costanza Berardi, Lisa Bernardini, Michele Berti, Marco Betti, Francesco Biddle, Francesco Brancaccio, Francesco Bucchianieri, Sara Caselli, Sonia Cavazzuti, Fausto Corsini, Manuel Cosentino, Massimo Degennaro, Francesca Della Toffola, Carlo Di Giacomo, Silvia Dominici, Mauro Faletti, Fabrizio Fontanelli, Paolo Guidotti, Elena Melloni, Alex Mezzenga, Roberto Mirulla, Alessio Necchi, Michela Petti, Andrea Razzoli, Roberto Salgo, Andrea Simone, Franco Sortini.

Roberto Tibuzzi – http://robertotibuzzi.it/index.php

Nato a Frascati (Roma) nel 1979 vive a pochi chilometri da Roma. Laureato in Scienze e Tecnologie della Comunicazione (Sapienza – Roma), ha approfondito con particolare interesse e passione gli studi nel campo semiotico, nella comunicazione visiva, nel linguaggio cinematografico e pubblicitario.

I suoi lavori fotografici sono legati principalmente al contesto urbano. Attraverso l’osservazione e la scomposizione dei linguaggi presenti nella città, reinterpreta i segni visivi del quotidiano per creare nuove esperienze della visione.


Ricerche:

2010:
Self portrait with wife and models
: analisi semiotica della fotografia di Helmut Newton e l’opera pittorica Las Meninas di Velásquez.

2012:
Fotografare l’Altro. Stereotipi e pregiudizi fra esotismo e estetizzazione
: tesi di laurea in semiotica del testo.

Esposizioni:

2009:
La gioia –
Esposizione FotoX1000,in ambito dell’ XIII edizione del Festival Internazionale di Roma FOTOGRAFIA, Galleria Sala 1, Roma.

2011:
Motherland –
Esposizione dei finalisti scelti da Repubblica.it, in occasione della X edizione del Festival Internazionale di Roma FOTOGRAFIA, MACRO Testaccio di Roma.

2012:
Il gusto del colore – Esposizione fotografica e pittorica.

2013:
Linguaggi urbani – Esposizione fotografica e pittorica, ex biblioteca di Grottaferrata (RM).

2014:
Paesaggi di confine
-Esposizione fotografica, Festa del Libro – 414^ Fiera Nazionale di Grottaferrata (RM).

2016:
Dall’altra parte –
Esposizione fotografica e pittorica, ex biblioteca di Grottaferrata (RM).

Pubblicazioni:

2009:
InRm Magazine n.6 periodico d’informazione di cultura e attualità Area Castelli Romani

2009:
Potpourri n.8 rivista di fotografia arte e cultura: potpourrimensile.com

2010:
Potpourri n.10 rivista di fotografia arte e cultura: potpourrimensile.com

2015:
Image Mag anno IV n.1 2015 – Portfolio collettivo – Quelli di Franco Fontana

Concorsi:

2005:
Antiche dimore e testimonianze d’arte nei castelli romani del 2000 – 2° Concorso Fotografico Nazionale “Il Tuscolo”, In collaborazione con l’Istituto Regionale Ville Tuscolane (IRVIT). Primo premio.

2006:
Il vino dalla vendemmia alla tavola – 3° Concorso Fotografico Nazionale “Il Tuscolo”, In collaborazione con l’Istituto Regionale Ville Tuscolane (IRVIT).Menzione speciale per la ricerca storica.

2008:

Sicurezza alimentare – La Sapienza del gusto Concorso di produzione multimediale. Concorso organizzato dalla facoltà di Scienze della Comunicazione – Sapienza Università di Roma, nell’ambito delle celebrazioni ufficiali italiane per la giornata mondiale dell’alimentazione, coordinate dal Ministero degli Affari Esteri e poste sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica.Menzione speciale della commissione.

Contatti Milano Arte Expo: mail: milano.arte.expo@gmail.com – telefono: +39366/2632523

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